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Lucca, indebite compensioni di crediti d’imposta per cinque aziende

Lucca, indebite compensioni di crediti d’imposta per cinque aziende

Scoperte dalla Guardia di finanza e segnalate all’Agenzia delle Entrate. I casi tra Media Valle, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza

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LUCCA. La Guardia di finanza del comando provinciale contesta  indebite compensazioni di crediti d’imposta finanziate con fondi del Pnrr per circa 81.000 euro a cinque attività imprenditoriali. Soldi non spettanti in base ai presupposti previsti dalla normativa che ne disciplina il riconoscimento. I legali rappresentanti sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero del quantum sottratto a tassazione. In particolare, gli specialisti del nucleo di polizia economico e finanziaria di Lucca hanno focalizzato l’attenzione sui crediti d’imposta derivanti dagli investimenti in beni strumentali nuovi, rilevando diverse irregolarità in due aziende della Media Valle. Ad esempio, l’inserimento da parte di una società operante nel settore delle lavanderie industriali, nel conteggio ai fini della maturazione dei relativi benefici fiscali, di beni acquistati e messi in uso nel 2019, prima della decorrenza della misura premiale prevista dal 2020; con ciò, determinando il disconoscimento del credito (pari a 34.000 euro) erroneamente riportato in dichiarazione e indebitamente utilizzato per pagare le imposte.

Il Gruppo Viareggio, invece, ha individuato, sulla scorta di precisi indici di potenziale “pericolosità fiscale”, due attività commerciali, entrambe operanti nel settore edile e con sedi nei comuni di Forte dei Marmi e Pietrasanta, che hanno utilizzato crediti d’imposta che erano stati “dichiarati” per l‘acquisto di macchinari che, nella realtà, non era mai avvenuto. I contribuenti interessati dalle attività ispettive si sono però subito ravveduti, procedendo a restituire l’indebito guadagno attraverso l’apposito istituto del “ravvedimento operoso”. Le successive attività di approfondimento hanno permesso poi di accertare come le predette imprese si avvalessero della consulenza fiscale di una medesima società, con sede in Seravezza. Per tale ragione, gli accertamenti sono stati estesi anche a carico della citata società e hanno consentito di constatare come la stessa, a sua volta, avesse indebitamente usufruito di vari crediti d’imposta previsti dalla normativa fiscale. Nello specifico, i finanzieri hanno accertato come la predetta impresa di consulenza avesse utilizzato, in compensazione dei debiti tributari per gli anni d’imposta 2020 e 2021, una serie di crediti d’imposta, come, ad esempio, quelli normativamente previsti per le società che investono per l’acquisto di immobili a uso non abitativo, di beni strumentali etc., per un totale di circa 20.000 euro, in assenza dei requisiti prescritti dalla legge. A conclusione della medesima ispezione, sono state altresì contestate alla società altre irregolarità, legate nello specifico ad imposte dei redditi e Iva non versate per circa 10.000 euro complessivi, oltre a componenti positivi della produzione ai fini Irap non dichiarati per un totale di 158.000 euro.

Spiegano dal comando provinciale: “Complessivamente, ad oggi, è di circa 7 milioni di euro l’ammontare dei crediti d’imposta della specie oggetto di approfondimento da parte dei reparti del Corpo nella provincia di Lucca. Il servizio in rassegna evidenzia l’impegno del Corpo a tutela della legalità economico-finanziaria, che si concretizza, nello specifico, nel contrasto alle frodi in materia di crediti d’imposta, al fine di garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere famiglie e imprese oneste”.

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