Finanza
Pd, anche Veronesi chiede le primarie
Lucca, l’ex candidato alle regionali si mette in gioco per la scelta del sindaco: «Se vogliamo vincere, dobbiamo essere aperti»
LUCCA. Le primarie come condizione necessaria nel centrosinistra per avere una possibilità di vittoria. Anche Alberto Veronesi si unisce al coro di quanti vedono nelle primarie un’opportunità di confronto e allargamento della base democratica. Veronesi, figlio del famoso e compianto oncologo Umberto, direttore d’orchestra e musicista con la passione politica, lucchese di adozione, già candidato per il Pd alle elezioni regionali del 2020, che di recente ha aperto uno sportello e centro di ascolto in via Veneto rivolto ai lucchesi, rinnova il suo appello per le primarie e ribadisce la sua intenzione a candidarsi a sindaco come esponente del Pd. «Se si vuole vincere, dobbiamo proporre primarie più aperte possibile, svolgere senza indugio una corsa anche al centro dello scacchiere politico, conquistare anche i moderati, oggi esasperati dalla crisi, rivolgersi al civismo laico, allargare gli spazi di democrazia perché è in questi spazi che si esercita l’egemonia del fronte progressista e riformista, e l’egemonia non si può esercitare se si corre con l’orizzonte di stare all’opposizione».
Così Veronesi sintetizza, al termine di una lettera aperta, il suo invito al Pd di aprirsi alle primarie. Lettera che, spiega lo stesso esponente politico, aveva inviato al Pd lucchese affinché venisse letta nel corso dell’ultima assemblea comunale. «Qualche giorno fa – spiega –, ho chiesto di partecipare all’assemblea comunale del Pd, il cui ordine del giorno era il percorso per individuare il candidato a sindaco di Lucca. Purtroppo, pur essendo io tesserato del Pd e segretario di circolo, e avendo proposto la mia candidatura a Lucca, il Pd ha legittimamente deciso di non invitarmi all’assise. Ho dunque scritto un documento con la preghiera che fosse letto, ma non è stato preso in considerazione. Così ho deciso di divulgarlo. E a partire da oggi (ieri, ndr) lo diffonderemo con un volantinaggio di fronte alla sede del centro di ascolto in via Veneto».
Con Veronesi, sono già due gli aspiranti candidati a sindaco nel Pd oltre alla prima candidatura, quella del l’assessore ai lavori pubblici Francesco Raspini, avallata dallo stesso sindaco Alessandro Tambellini e da molti esponenti di peso del Pd comunale. L’altra è l’assessora Ilaria Vietina, che ha dichiarato ieri sulle nostre cronache del Tirreno, di essere intenzionata a esplicitare la sua discesa in campo: le primarie sarebbero per lei la condizione essenziale per convincersi definitivamente a mettersi in gioco. Nel lanciare il suo appello al Pd, Veronesi fa leva sull’esperienza accumulata durante la sua campagna elettorale per le regionali, durante la quale ha viaggiato intensamente fra i territori di Lucca e dei comuni della provincia, da cui è scaturito anche il progetto del centro di ascolto. «Abbiamo toccato con mano – spiega infatti nella lettera – camminando nei quartieri di Lucca, a San Vito e San Concordio, a Borgo Giannotti, negli altri quartieri, la presenza e persistenza di una “maggioranza silenziosa”, di una parte ormai maggioritaria dei cittadini lucchesi che non si sente più rappresentata dai partiti e che, non dialogando più, appunto, contribuisce pericolosamente a quel deficit di meccanismi democratici che caratterizza il nostro tempo. Ci sono partiti e gruppi politici che fanno breccia marciando sulle rovine che è il paesaggio desolato della post pandemia». —
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