Gioco
Migrazioni, il vescovo Giulietti: "Dobbiamo agire con intelligenza, il mondo sta cambiando"
Monsignor Paolo annuncia che si impegnerà anche per rilanciare la via Francigena
LUCCA. Arrivare a Lucca lo ha emozionato. E' arrivato a piedi, percorrendo la via Francigena: uno dei tanti cammini, che, racconta il vescovo Paolo Giulietti, ha percorso nella sua vita. Anche se ha trovato dei "tratti impraticabili: uscendo da San Miniato, ad esempio, ho incontrato dei tratti con erba altissima". Migliorare la via Francigena, rilanciarla, sarà uno dei compiti, in cui, annuncia, vorrà impegnarsi nel suo mandato episcopale. Anche perché la Francigena è vita e lavoro per i territori che attraversa.
Nel primo incontro con la stampa (di lunedì 13 maggio), poche ore dopo il suo insediamento, monsignor Giulietti tocca tanti argomenti che riguardano Lucca, le sue tradizioni, la sua storia attuale, la fase che storicamente stiamo attraversando "E' in corso un grande cammino di rinnovamento. Un conto è dire, un conto è dire che bisogna fare".
Monsignor Giulietti parla anche di migranti e di migrazioni. "Il mondo si sta muovendo - dice -. Ci sono fenomeni ambientali e sociali di cui bisogna avere una chiara percezione. Sono temi da gestire con intelligenza. Ma questa visione manca, oggi, in Italia come in Europa. Per molto tempo ci siamo illusi che la povertà rimanesse confinata di là dal mare, invece è arrivata da noi".
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