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Si sveglia la carica dei 200 Babbi Natale e la grande collezione invade tutta la casa

Roberto Riu
Si sveglia la carica dei 200 Babbi Natale e la grande collezione invade tutta la casa

In sala ma anche in cucina e in bagno: giganti o in miniatura sono la passione di Angela Guiducci

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Decine e decine di Babbi Natale del più vario tipo, colore e dimensione sono usciti dagli scatoloni dove erano stati amorevolmente incartati uno per uno e dai primi di dicembre hanno invaso ogni angolo della casa, compresa la stanza da bagno. Alcuni, quelli di maggiori dimensioni, sono placidamente adagiati su una sedia o sopra un pouf, altri sono schierati su una mensola della in cucina, altri ancora si trovano invece allineati sopra un tavolino oppure lungo la balaustra in legno della scala che porta al piano superiore: è la straordinaria collezione messa insieme anno dopo anno da Angela Guiducci, docente di italiano e latino al Liceo Cecioni e come lei stessa ammette “appassionata di Babbo Natale”.

È una passione che ha cominciato a coltivare ormai quasi vent’anni fa riuscendo a creare una collezione che attualmente comprende circa duecento raffigurazioni di quell’anziano signore dalla barba e capigliatura candide, intento a distribuire doni ai bambini alla vigilia di Natale e conosciuto a livello planetario con innumerevoli denominazioni: “Santa Claus” e “Father Christmas” nel mondo anglosassone, “Weihnachtsmann” (L’uomo di Natale) in Germania, “Christkind” in Austria oppure “Papà Noel” nei Paesi di lingua ispanica.

«Ho iniziato la collezione ai primi del 2000 – racconta Angela Guiducci – entrando in un negozio di Pontedera che purtroppo non esiste più. È proprio lì che ho comprato i Babbo Natale più belli, tutti pezzi unici certificati provenienti dagli Stati Uniti, dedicati alla pubblicità della Coca Cola, oppure dall’Austria, anche loro tutti esemplari numerati». In seguito, per ampliare la raccolta, durante le feste natalizie sono stati setacciati i negozi di Livorno “alla ricerca del Babbo Natale che colpisce».

La collezione si è poi ingrandita nel tempo grazie ai regali ricevuti ogni anno dagli amici, dalla figlia e dal marito: il divertente Babbo Natale musicale che col suo paracadute pende dal soffitto dell’ingresso, appena varcato il portone, le è stato infatti comprato a Livorno da suo marito, Carlo Adorni, co-fondatore ed a lungo presidente dell’Associazione culturale “Giosuè Borsi”: «La ricerca si basa anche sulla particolarità del materiale. Ad esempio se il Babbo Natale è fatto di legno, di latta, di resina, di stoffa, di plastica oppure di porcellana. Va aggiunto che la tradizione di questi Babbo Natale pregiati è radicata soprattutto in Austria ed in Germania da dove provengono quelli che, secondo me, sono i più rappresentativi. Uno di essi, ad esempio, l’ho comprato in un negozio specializzato di Berlino, sebbene si fosse in quei giorni nel periodo pasquale».

Talvolta il vestiario si discosta notevolmente rispetto all’iconografia più conosciuta, quella di provenienza statunitense risalente agli anni’30 del’900o con il tipico completo rosso bordato di bianco e gli stivali neri: in alcuni casi Babbo Natale lo vediamo indossare perciò un abbigliamento molto più sfarzoso con l’impiego di seta e velluto dai colori sgargianti, ma pure vestendo tutto di bianco. La collezione si è inoltre indirizzata verso la vasta oggettistica legata alla figura di Babbo Natale: «Nel tempo ho cominciato ad accumulare anche quanto riguardava il personaggio, come le presine per le pentole, i cavatappi, i piatti, le tazze, i portachiavi, i decori natalizi oppure le borse come quella che vediamo appesa alla maniglia di una porta».

Non mancano infine le classiche “boules de neige” che rovesciandole simulano una nevicata, i libri sul collezionismo legato alla tradizione iconografica delle feste natalizie oppure esemplari assai insoliti: «In un mercatino natalizio aperto presso la chiesa di Santa Maria del Soccorso ho trovato persino una matrioska a forma di Babbo Natale». —



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