Gioco
Il mondo di Rontini splende ancora di più Alla Fondazione Livorno donate sei opere
Cinque dipinti e un disegno regalati dalla famiglia: si aggiungeranno a quelli già presenti nella sede di piazza Grande
La nuova casa di Ferruccio Rontini, nella quale scoprire o rivedere il percorso di uno dei fondatori del Gruppo labronico, sarà la Fondazione Livorno.
Alle opere del pittore fiorentino che fanno già parte della collezione, si aggiunge infatti la donazione della famiglia Rontini: cinque dipinti e un disegno che ripercorrono le varie fasi del suo lavoro, opere che resteranno esposte ai Granai di villa Mimbelli fino al 6 gennaio (mostra su Rontini organizzata dalla stessa Fondazione) e che poi entreranno nella ricca pinacoteca custodita nella sede della Fondazione in piazza Grande. Così che davvero il talento dell’artista aleggerà nelle sale della pinacoteca con tutta la sua forza e il suo significato artistico e culturale.
«È come se avessi donato una parte di me», confessa la nipote Alessandra Rontini, annunciando a sorpresa - sotto gli occhi dell’assessore alla cultura e al turismo Francesco Belais - che un altro dipinto verrà donato al museo Fattori «per essere inserito nella sezione dedicata al Gruppo labronico degli anni ‘20».
«Ho fatto queste scelte per valorizzare sempre di più il suo lavoro - continua la nipote dell’artista, legatissimo a Livorno e scomparso nel ’64 nella nostra città - in questo modo alla Fondazione Livorno ci sarà almeno un’opera per ogni periodo chiave della sua carriera, dalla campagna maremmana all’evoluzione degli anni ‘50».
Dopo le donazioni delle opere di Benvenuto Benvenuti e Vittore Grubicy de Dragon, oltre a quelle fatte direttamente dall’artista Renato Spagnoli (autore tra l’altro della “A” dell’Attias), la collezione della Fondazione Livorno si arricchisce ulteriormente e diventa il punto di riferimento del lavoro di Rontini.
«Il nostro è un patrimonio artistico di ampio rilievo, una pinacoteca con dipinti e sculture che viene visitata costantemente dagli studenti - spiega Marcello Murziani, vice-presidente della Fondazione Livorno - voglio ringraziare di cuore la famiglia Rontini, alla quale garantiamo una conservazione degna delle opere e la certezza che verranno viste e valorizzate».
«È un regalo di Natale per noi e per la città», aggiunge Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Livorno - Arte e cultura. «È vero, perché queste opere entrano direttamente nel patrimonio cittadino», risponde Belais. Un disegno e cinque dipinti che, come spiega il curatore della mostra Vincenzo Farinella, sintetizzano il percorso artistico di Rontini. Ecco infatti le opere donate: “Volto di giovane” (anni ’20), “Fiori” (1922), “La partenza dei carbonai” (1924), “Inverno” (1945 circa), “Lungo il fiume” (1957) e “Mercato” (1958).
Ferruccio Rontini è nato a Firenze, per la precisione del quartiere Romito, ma ha vissuto a lungo a Livorno fin dai primi del Novecento dove nel 1920 è stato uno dei fondatori del Gruppo Labronico).
Ed è a Livorno che è morto, poco più che settantenne nel 1964. Lasciando comunque che il suo talento si trasmettesse di generazione in generazione visto che hano il figlio Giulio e il nipote sono stati stimati e quotati artisti. —
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