Gioco
Cappiello, pubblicitario geniale seduce anche un secolo dopo
Il pubblico affascinato dalla modernità dei manifesti dell’artista e di altri suoi colleghi livornesi dell’epoca
I colori sgargianti e le figure fantasiose dei cartelloni pubblicitari realizzati da Leonardo Cappiello hanno nuovamente catturato l’attenzione proprio come quando furono ideati dal prestigioso artista livornese nei primi decenni del Novecento dimostrando ancora oggi la loro straordinaria modernità: i suoi manifesti e quelli di altri artisti livornesi hanno infatti suscitato unanime apprezzamento fra i tanti visitatori intervenuti all’inaugurazione della mostra “Rèclame, Leonetto Cappiello e le stagioni della grafica pubblicitaria a Livorno” che ha aperto i battenti a Villa Fabbricotti, sede della Biblioteca Labronica (via della Libertà 30), un luogo in qualche mondo simbolico. Nell’estate del 1961, come ha ricordato Antonella Capitanio, curatrice dell’iniziativa, proprio a Villa Fabbricotti venne allestita una mostra internazionale sul manifesto pubblicitario turistico ed in quell’occasione fu anche innalzato in piazza delle Belle Arti (l’odierna piazza Aldo Moro) un monumento dedicato a Leonardo Cappiello disegnato da Marcello Nizzoli, uno dei più illustri designer italiani: i progetti originali sono in esposizione e la curatrice non ha mancato di sollecitare un ricupero di quel monumento, l’unico al mondo intitolato ad un grafico pubblicitario. Ma dove sta il fascino dei manifesti di Cappiello che dopo decenni restano così attrattivi? «È appagante la modernità di queste affiche – spiega Michele Pierleoni, storico dell’arte e cantante lirico – la capacità di sintesi di Cappiello, di catturare con un elemento che diventa il focus del manifesto. È interessante anche la tecnica. Come in Toulous-Lautrec questi manifesti vengono dalla stampa con pietre litografiche e sono delle vere opere d’arte». L’attualità di Cappiello è stata colta anche da Patrizia Noce sottolineando l’elemento psicologico dell’immagine nella pubblicità e da Anna Maria Pecchioli Tomassi, presidente dell’Associazione Amici dei Musei: «Questi manifesti sono veramente meravigliosi». Un giudizio condiviso anche da Lucia Frattarelli Fischer: «Sono proprio eccezionali per invenzione e per i colori».
Accanto alle splendide affiche di Cappiello, quasi tutte francesi (l’unica di Livorno è del 1901 per reclamizzare la stagione balneare), possiamo trovare anche manifesti realizzati da pittori livornesi che si sono cimentati col messaggio pubblicitario come Vittorio Corcos, Plinio Nomellini e Renato Natali e che hanno ugualmente suscitato ammirazione: «Cappiello mi piace davvero – commenta Michele Montanelli – ma sono affascinato anche dai due manifesti di Renato Natali su Livorno, in particolare quello con il mare con la sua visione modernissima delle onde». ” Mentre si diffondevano allegri motivetti anni’30 con il Trio Lescano, Ettore Petrolini e Vittorio De Sica, in molti, oltre ad ammirare i manifesti, si sono soffermati ad osservare i vari oggetti a scopo pubblicitario in esposizione come i ventaglini in carta crespata del Chinotto Corallo, il bicchiere dei Fratelli Bertocchini o la brocchetta in ceramica Richard Ginori della Premiata distilleria di liquori Vigo & Doccioli.
Una saletta è infine dedicata al merchandising con una serie di articoli promozionali realizzati a cura della Casa Editrice Sillabe (che ha pubblicato anche il catalogo) come borse in tela, matite, block-notes e segnalibri con le immagini di manifesti in mostra.
Durante la mostra sono in n calendario varie iniziative tra le quali un incontro con la curatrice Antonella Capitanio, una camminata sino al monumento a Cappiello in piazza Aldo Moro, un incontro con la Galleria Le Stanze ed un laboratorio artistico per creare un manifesto pubblicitario. —
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