Il Tirreno

Livorno

Stefania Bollati, la regina della foresta di abeti a Colline: «Come degli elfi siamo immersi nel Natale»

Cristiana Grasso
Stefania Bollati, la regina della foresta di abeti a Colline: «Come degli elfi siamo immersi nel Natale»

Livorno, in piazza Chiesa è rimasto l’unico luogo dove gli alberi si vendono fuori dai negozi e si possono ammirare dalla strada 

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LIVORNO. La regina della foresta di abeti dove si aggirano famiglie con i bambini in cerca dell’albero perfetto è una signora gentile e innamorata del suo lavoro. Soprattutto quando arriva il Natale e piazza Damiano Chiesa, a Colline - dove si trova il suo negozio, lo Chalet dei Fiori - si trasforma nel bosco incantato delle feste.

Stefania Bollati è ormai rimasta l’unica in città a vendere alberi di Natale “veri” in piazza, in un luogo di tutti dove questo tipo di commercio diventa spettacolo come se un pezzetto di montagna fosse sceso fin qui, con i suoi colori e i suoi odori. Anche lei, bambina degli anni Sessanta, ricorda con nostalgia quando invece le piazze dove tuffarsi nel profumo degli abeti che sembravano giganti erano tante in città. Piazza della Repubblica, la Guglia, paradisi verdi che annunciavano per primi l’arrivo del Natale e dove con i genitori si andava a scegliere, tutti emozionati nel cappottino buono, l’albero da addobbare.

«Erano altri tempi, piano piano gli alberi sintetici hanno preso il posto di quelli veri e sono scomparsi quei “villaggi” dove c’erano anche le bancarelle e a noi piccini tutto sembrava magico e gli alberi così alti anche se magari erano alti un metro e mezzo...» ricorda Stefania.

Il suo “villaggio” comunque ha resistito alla crisi, quella economica che spinge a investire una volta sola nel prodotto artificiale, e quella culturale che associa l’albero vero a brutali operazioni di disboscamento. «In realtà - spiega - gli alberi provengono da vivai dove vengono appositamente coltivati». Ci sono gli alberi con “il pane” (ossia con le radici e e la terra) e le “punte”, senza radici, che a volte alte anche oltre tre metri, l’oggetto più bello ma anche più difficile da lavorare. Perché per farle diventare gestibili dai clienti bisogna snellire la base, segare e rifinire. Ride Stefania quando rievoca «l’anno in cui io e mia madre, da sole, “facemmo” 800 punte... poi dicono che non è un lavoro da donne... Noi abbiamo sempre tenuto il passo, e non c’erano orari quando c’era in arrivo il Natale».Anche quest’anno lei e le figlie Marina e Irene stanno lavorando sodo. Però rispetto agli anni scorsi la maratona è iniziata prima e ormai della foresta sbarcata in piazza su un grande camion un paio di settimane fa è rimasta solo qualche decina di alberi. «In effetti quest’anno i livornesi si sono avvantaggiati, i primi giorni di dicembre, il fine settimana prima dell’8 dicembre tradizionale giorno dell’addobbo, c’è stato l’assalto. Gli alberi e le punte più alte sono andati via, comunque abbiamo ancora un po’ d i scelta. Certo - aggunge Stefania - una volta potevamo tenerne di più di alberi, ora la piazza è stata rifatta e gli spazi sono limitati, però riusciamo comunque a farne arrivare molti».

E quando la foresta è fitta fitta qui in piazza Damiano Chiesa le luci sono sempre accese. «Dobbiamo vigilare perché la notte sennò ci portano via tutto. Gl alberi non possiamo incatenarli, così ci vuole la security, facciamo i turni».

Già, anche perché un albero “vero” costa dai 50 euro in su e considerato che soprattutto i primi giorni ce ne sono a centinaia il “capitale” esposto è notevole. «Un bel sacrificio per noi il Natale, ma ne vale la pena. Non solo per i soldi ma perché ci sentiamo un po’ come degli elfi, vediamo la gioia negli occhi dei bimbi quando scelgono l’albero e anche gli adulti - racconta Stefania - sembrano bambini. Sono esigenti certo, vogliono l’albero perfetto e noi cerchiamo di accontentarli... Il rito dell’acquisto è un rito speciale e noi ne facciamo parte. Abbiamo venduto alberi giganti e ce li immaginiamo piazzati in grandi spazi, con bellissimi addobbi. Così come quelli più piccoli li immaginiamo avvolti nel calore della festa in famiglia. Insomma, un lavoro faticoso ma che ci dà tanta soddisfazione. E ci fa sentire il Natale come quando eravamo piccoli e stavamo con il naso all’insù tra tutti quegli abeti di piazza della Repubblica».
 

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di Redazione web