Gioco
La musica per tutti di Valerio D’Alelio da mezzo secolo signore della scena
Cantante e polistrumentista, la sua prima serata risale al ’64 Da Livorno in giro per l’Italia tra tante collaborazioni eccellenti
Una vita passata a calcare i palcoscenici di tutta Italia. La carriera artistica di Valerio D'Alelio, 68 anni, musicista e cantante, tocca l'importante traguardo dei 54 anni di attività. Una carriera che ha portato l'artista in molte città italiane e che gli ha dato modo di condividere la scena con tanti musicisti, come Umberto Bindi. «La mia prima serata – spiega Valerio D'Alelio – è datata 1964: sono 54 anni che gravito nel mondo della musica». Impegnato come polistrumentista, alla batteria, alle percussioni, al sax tenore e baritono, ma anche alla voce, D'Alelio vanta una carriera poliedrica. «Ho sempre alternato la grande passione per lo sport, per l'atletica, per il calcio, sono tifosissimo della Roma e ho giocato nelle giovanili del Chieti e del Pisa, all'amore per la musica. Quando ero bambino ero attratto dalla musica americana, quella di Elvis Presley, di "Chuck" Berry, la folgorazione con la musica c'è stata dopo aver ascoltato Only You dei The Platters. Nel 1964, con l'entrata in scena dei Beatles, ho scelto la strada della musica, a discapito del calcio, che rimane una grande passione». È nella metà degli anni Sessanta, quindi, che nasce il percorso artistico di Valerio D'Alelio, che ha modo di collaborare con diversi artisti: Umberto Bindi appunto, Tony Renis, Totò Savio, il brasiliano Niltinho, il jazzista Romano Mussolini . Tra il 1969 e il 1970 entra a far parte del gruppo I Corvi prima come batterista e poi come sassofonista. «Arrivai a Livorno – aggiunge D'Alelio – nel ’67. Insieme ad altri musicisti creai il gruppo Modì, un gruppo storico di quegli anni, a livello locale e non solo». Il gruppo dei Modì, genere beat, si componeva di Alfredo Fontana, Gianni Torriti, Alessio Colombini (chitarrista che parteciperà al Festival di Sanremo nel 1983), Stefano Bindi, Roberto Grifasi, Emilio Buffolino e Icilio Lanini. Ma dopo 2 anni di successo, il gruppo si sgretola. Comincia, per D'Alelio, l'esperienza con i Corvi. «Con i Corvi – prosegue D'Alelio – ho calcato molti palcoscenici romani, come il Piper». D'Alelio ha tenuto a battesimo, il cantautore e pianista Sergio Cammariere. Gli anni Settanta, vedono D'Alelio impegnato anche sul fronte televisivo con apparizioni in sceneggiati e programmi vari, tra cui due Festivalbar e varie edizioni di Domenica In. Alla fine degli anni ’80 D'Alelio diventa proprietario dell'Astragalo di Castiglioncello, discoteca e piano bar. «Un locale che ho gestito per 12 anni e che ha visto passare molti artisti e personaggi dello spettacolo come Claudio Amendola. Durante l'esperienza dell'Astragalo abbiamo dato vita a molte serate, con una band di Rythm ‘n Blues, la “Valerio D’Alelio Ensemble”, composta da 12 elementi tra cui il giovane Matteo Becucci, come voce solista». Al Boccaccio, sempre negli anni ’80, D'Alelio conosce e collabora con Andrea Bocelli. Sempre di quegli anni è l’incontro con Gabriele Borghini, pianista. Gli anni Duemila vedono Valerio D'Alelio, impegnato come one band man. «Importantissimo è l’incontro – spiega D’Alelio – con il commendatore Santino Galbiati, patron di bellissimi e prestigiosi hotel, come il Mont Blanc di Courmayeur e il Savoia di Cortina, dove mi esibisco da anni. Il mio pubblico è eterogeneo. Con il mio repertorio racconto la storia della musica, da Bob Dylan ai Beatles, dai Beach Boys ai Blues Brothers e cerco di trasferire il mio amore per la musica a chi mi ascolta, per suscitare ricordi e belle emozioni». —
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