Il Tirreno

Livorno

C’è già un compratore per il maxi tartufo bianco trovato da un livornese

Il tartufaio livornese Mauro Del Greco che domani a San Miniato riceverà un premio speciale
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Il tartufaio livornese Mauro Del Greco che domani a San Miniato riceverà un premio speciale

Il suo “diamante bianco” pesa 2 chili e 10 grammi: è il più grande mai trovato dopo quello scoperto nel 1954

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LIVORNO. Ha già un acquirente (prezzo top secret, ma di alcune decine di migliaia di euro) il tartufo di due chili e dieci grammi che il livornese Mauro Del Greco ha trovato nei giorni scorsi nel Sanminiatese. Dopo aver letto sul Tirreno la notizia del maxi fungo ipogeo, il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e il presidente di San Miniato Promozione Delio Fiordispina hanno deciso di assegnare giovedì 29 a Del Greco il premio "Tartufo di diamante" (appuntamento domani alle 15 in municipio a San Miniato). Si tratta, spiegano in Comune, del secondo tartufo più grande mai ritrovato nel territorio sanminiatese dopo quello da 2,520 Kg scoperto da Arturo Gallerini, detto il "Bego", il 26 ottobre 1954.

Dunque, quello di Del Greco è quasi un record. E proprio l’importante ritrovamento porta alla mente la storia del “Bego” e del mega tartufo regalato all’allora presidente degli Stati Uniti attraverso un commerciante di Alba.

Una storia che in San Miniato Promozione conoscono bene e raccontano così: «C’era nebbia in quella notte umida. Ad Arturo Gallerini teneva compagnia Parigi, il suo fedelissimo compagno, un cane bastardo, come si addice ai bravi cani da tartufo, di grossa taglia a pelo liscio e ondulato, con la coda a spazzola. Uno, due, tre, quattro chilometri per il bosco, poi altrettanti nel fondovalle acquitrinoso. Parigi non si dava pace quella notte in cui non riusciva a fiutare neanche l'aroma di un tartufo di piccola taglia. Era lui che faceva strada e guidava il "Bego".

Una notte in bianco, più che una notte bianca si stava consumando, quando Parigi improvvisamente cominciò ad abbaiare, a girare velocemente, ad annusare con concitazione. Poi iniziò a scavare. Arturo corse veloce, raggiunse il suo cane. Posò la lanterna, anche lui si mise a scavare. Aveva il vanghino, ma volle fare con delicatezza. Il profumo diventava sempre più forte, più intenso. Agli occhi di Bego apparve un tartufo enorme, pesante, una cosa mai vista. Il tempo di arrivare a casa e prendere le stadere. Due chili e diciotto tacche. 2520 grammi. “Bego” annotò il peso, il giorno e il luogo sul suo inseparabile calendario, era il 26 ottobre 1954».

Quel tartufo finirà lontano: sarà donato al presidente degli Stati Uniti d'America Dwight D. Eisenhower dal commerciante di Alba Giacomo Morra.

 

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