Il Tirreno

Livorno

Robertino, dalla Baracchina Rossa al bar dove si respira l’aria del teatro

Rosanna Harper
Robertino, dalla Baracchina Rossa al bar dove si respira l’aria del teatro

Per oltre 30 anni ha lavorato nello storico locale di Ardenza, ora si è lanciato in una nuova avventura: “Il Palcoscenico” 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una vita passata dietro al bancone del bar, prima come “ragazzo di bottega” e, successivamente, come maestro barman. E Sono parole piene di passione quelle usate da Roberto Di Bartolomeo, conosciuto da molti come “Robertino”, quando racconta la sua esperienza ultra trentennale passata tra i tavoli e dietro il bancone di un luogo simbolo per molti livornesi: la Baracchina Rossa. E da un simbolo Robertino ora passa a un altro: quel bar, “Il Palcoscenico”, che sta praticamente “dentro” l’antico della Caserma Rimediotti, “dependance” del Teatro Goldoni al quale è praticamente attaccata.

Del resto la Baracchina Rossa ha cambiato gestione, la famiglia Palandri – Bernini ha ceduto l’attività e Robertino si è lanciatio nella nuova avventura. Certo la Baracchina Rossa per Roberto ha rappresentato una seconda famiglia: una casa di memorie e di aneddoti da ricordare. «Sono entrato in Baracchina Rossa – spiega Roberto Di Bartolomeo – che avevo appena 15 anni: frequentavo la terza media. L'accordo era quello di lavorare per una sola stagione, ma poi, per una serie di eventi imprevisti, mi presero a lavorare con il ruolo di colui che, all'epoca, si chiamava “ragazzo di bottega”. Accanto a me era presente “Albertino”, ovvero Egisto Pratesi, storico e conosciuto barman della precedente gestione».

Roberto,livornese, classe 1970, ha lavorato per 33 anni alla Baracchina sul viale Italia: ha iniziato con la gestione Palandri – Bernini e, con la cessazione della stessa, ha terminato il suo lavoro. «Albertino – aggiunge Di Bartolomeo – mi ha insegnato il mestiere. Gli anni alla Baracchina Rossa sono passati piuttosto velocemente: all'esperienza dietro il bancone ho aggiunti corsi professionali, corsi Aibes, Associazione Barman e Sostentori». Dopo aver frequentato corsi professionali, il ruolo di Roberto all'interno della Baracchina Rossa cambia: da “ragazzo di bottega” diventa barman.

Roberto ha così modo di passare i trucchi del mestiere ai ragazzi e anche agli studenti: ai ragazzi dell'Alberghiero di Castiglioncello e di Rosignano. «La Baracchina Rossa – aggiunge Roberto – è un luogo a cui devo molto, che mi ha permesso di crescere come persona e come professionista. Molte sono le persone che mi ricordano con grande affetto, c'è chi mi chiama “direttore”». Non solo: dietro il bancone del bar, Roberto conosce Erika, sua moglie, con cui ha condiviso il lavoro per cinque anni.

«Dopo la conclusione dell'esperienza alla Baracchina Rossa, abbiamo pensato – spiega Erika Farina, moglie di Roberto – di abbandonare l'Italia». Ma la vocazione e la dedizione verso il proprio lavoro, porta Roberto a tornare dietro il banco, in un locale che, adesso in fase di ristrutturazione, dovrebbe riaprire nelle prossime settimane. Roberto, gestirà il Palcoscenico , supportato dalla moglie Erika, insieme alla suocera Carla Volpe.

«Un posto – spiega Di Bartolomeo – che mi ha dato una spinta ulteriore: mi sembrava il giusto proseguimento dopo l'esperienza alla Baracchina Rossa. Il pubblico, ovviamente, avrà un ruolo centrale: la mia vita è rappresentata da questo mestiere, non potrei lavorare se non a contatto con il pubblico». Per questa nuova esperienza, nel locale del Teatro Goldoni, Roberto ha ricevuto gli auguri della famiglia Palandri - Bernini. «Siamo carichi e convinti – conclude Roberto – delle nostre forze. E non smetterò mai di insegnare». 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web