Gioco
Robertino, dalla Baracchina Rossa al bar dove si respira l’aria del teatro
Per oltre 30 anni ha lavorato nello storico locale di Ardenza, ora si è lanciato in una nuova avventura: “Il Palcoscenico”
LIVORNO. Una vita passata dietro al bancone del bar, prima come “ragazzo di bottega” e, successivamente, come maestro barman. E Sono parole piene di passione quelle usate da Roberto Di Bartolomeo, conosciuto da molti come “Robertino”, quando racconta la sua esperienza ultra trentennale passata tra i tavoli e dietro il bancone di un luogo simbolo per molti livornesi: la Baracchina Rossa. E da un simbolo Robertino ora passa a un altro: quel bar, “Il Palcoscenico”, che sta praticamente “dentro” l’antico della Caserma Rimediotti, “dependance” del Teatro Goldoni al quale è praticamente attaccata.
Del resto la Baracchina Rossa ha cambiato gestione, la famiglia Palandri – Bernini ha ceduto l’attività e Robertino si è lanciatio nella nuova avventura. Certo la Baracchina Rossa per Roberto ha rappresentato una seconda famiglia: una casa di memorie e di aneddoti da ricordare. «Sono entrato in Baracchina Rossa – spiega Roberto Di Bartolomeo – che avevo appena 15 anni: frequentavo la terza media. L'accordo era quello di lavorare per una sola stagione, ma poi, per una serie di eventi imprevisti, mi presero a lavorare con il ruolo di colui che, all'epoca, si chiamava “ragazzo di bottega”. Accanto a me era presente “Albertino”, ovvero Egisto Pratesi, storico e conosciuto barman della precedente gestione».
Roberto,livornese, classe 1970, ha lavorato per 33 anni alla Baracchina sul viale Italia: ha iniziato con la gestione Palandri – Bernini e, con la cessazione della stessa, ha terminato il suo lavoro. «Albertino – aggiunge Di Bartolomeo – mi ha insegnato il mestiere. Gli anni alla Baracchina Rossa sono passati piuttosto velocemente: all'esperienza dietro il bancone ho aggiunti corsi professionali, corsi Aibes, Associazione Barman e Sostentori». Dopo aver frequentato corsi professionali, il ruolo di Roberto all'interno della Baracchina Rossa cambia: da “ragazzo di bottega” diventa barman.
Roberto ha così modo di passare i trucchi del mestiere ai ragazzi e anche agli studenti: ai ragazzi dell'Alberghiero di Castiglioncello e di Rosignano. «La Baracchina Rossa – aggiunge Roberto – è un luogo a cui devo molto, che mi ha permesso di crescere come persona e come professionista. Molte sono le persone che mi ricordano con grande affetto, c'è chi mi chiama “direttore”». Non solo: dietro il bancone del bar, Roberto conosce Erika, sua moglie, con cui ha condiviso il lavoro per cinque anni.
«Dopo la conclusione dell'esperienza alla Baracchina Rossa, abbiamo pensato – spiega Erika Farina, moglie di Roberto – di abbandonare l'Italia». Ma la vocazione e la dedizione verso il proprio lavoro, porta Roberto a tornare dietro il banco, in un locale che, adesso in fase di ristrutturazione, dovrebbe riaprire nelle prossime settimane. Roberto, gestirà il Palcoscenico , supportato dalla moglie Erika, insieme alla suocera Carla Volpe.
«Un posto – spiega Di Bartolomeo – che mi ha dato una spinta ulteriore: mi sembrava il giusto proseguimento dopo l'esperienza alla Baracchina Rossa. Il pubblico, ovviamente, avrà un ruolo centrale: la mia vita è rappresentata da questo mestiere, non potrei lavorare se non a contatto con il pubblico». Per questa nuova esperienza, nel locale del Teatro Goldoni, Roberto ha ricevuto gli auguri della famiglia Palandri - Bernini. «Siamo carichi e convinti – conclude Roberto – delle nostre forze. E non smetterò mai di insegnare».
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