Gioco
Parrana San Martino e la necropoli che ci riporta indietro di 3000 anni
Sono ben centosessanta le urne rinvenute durante gli scavi a cura del Museo di storia naturale del Mediterraneo
LIVORNO
Sono ben centosessanta le urne cinerarie rinvenute nella necropoli protostorica di Parrana San Martino alla conclusione, la scorsa primavera, degli scavi iniziati nel 2010 a cura del Museo di storia naturale del Mediterraneo e proseguiti annualmente coinvolgendo studenti universitari e di istituti superiori livornesi, oltre al Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese ed ai volontari di altre associazioni. I reperti, taluni frammentati, sono stati ricuperati ed attualmente conservati presso il Museo di storia naturale dove sono stati in parte esposti nel 2014, mentre è già stata avviata l'opera di restauro (ad oggi sono stati ricomposti otto vasi funerari) e di ricerca (anche impiegando la Tac), sia delle urne che del loro contenuto costituito da ossa combuste e ceneri, oltre che da ornamenti metallici di corredo (fibule, spille, etc.). Disposte su un'area di 550 metri quadri sono sepolture per incinerazione risalenti ad un'epoca compresa tra la fine dell'Età del bronzo e l'inizio dell'Età del ferro, in pratica a circa tremila anni fa: l'importante ritrovamento si deve a Franco Sammartino, un attento studioso del territorio, vicepresidente del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese e conservatore onorario al Museo di storia naturale, oltre che autore di varie altre scoperte. Ogni sepoltura è formata da un vaso di forma biconica coperto da una ciotola capovolta, il tutto deposto in una buca scavata nel terreno: «Sono recipienti – spiega Sammartino – realizzati in ceramica d'impasto ricavata da argilla locale e dei quali appare notevole la sintassi decorativa»” —
R.R.
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