Gioco
Passeggiando sul sup: «Noi le bellezze di Livorno le scopriamo a pelo d’acqua»
Livorno, oltre 40 persone in tavola: la città è capitale di questa attività diventata motore di turismo. «Le uscite sul Romito sono mozzafiato». «Si valorizza la città»
LIVORNO. Non è una tribù che balla, come canta Jovanotti. Quella di Livorno è una tribù che ondeggia. Una tribù di livornesi, stranieri e vacanzieri, che cammina sull’acqua e scopre la città. Le sue bellezze viste dal mare. E ne fa turismo. Tutto l'anno (soprattutto l'estate).
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«È stato un crescendo, facciamo anche 40 persone sulle tavole ogni volta che usciamo con le nostre passeggiate abbinate sempre all’aperitivo: ci sono dai bambini di 7 anni ai nonni di 80», a raccontare la propria esperienza di “suppista” - per dirla all’italiana - è Claudio Filippi, istruttore Sup al timone della scuola del Maroccone beach club, sul Romito. È da qui che partono gli Aperisup del martedì (ogni tanto del venerdì a seconda del meteo). Con Claudio ci sono altri due istruttori, Valentina Brogi e Leonardo Lazzeri: sono appuntamenti in cui si incrociano gli accenti toscani, del Nord Italia e si parla pure inglese. «Ci sono persone che vengono di proposito dal Fiorentino e poi ci sono famiglie inglesi in vacanza in zona che ormai sono stregati dalle nostre bellezze e dal sup: è un modo per valorizzare la città da un altro punto di vista e di promozione turistica». Col passaparola si fa un gran battage. Calafuria, Sassoscritto, Boccale: foto, tramonto, aperitivi, musica. È uno spettacolo che strega. «Con 20 euro ti fai dal pomeriggio in mare fino a mezzanotte: prima di entrare in acqua si fa una lezione a terra, spieghiamo i fondamentali: si esce e si entra in ginocchio. Usciamo solo se le condizioni meteo lo permettono in completa sicurezza», ribadisce lui che con la scuola Stand Up Paddle Maroccone Beach ha riscoperto una vita nuova. Soprattutto ha ripreso in mano la sua vita dopo essere stato licenziato in tronco da un’azienda che lavora in ambito portuale.
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Filippi, così come Lazzeri (surfer da quando aveva 14 anni, si occupa della Jlid Distribution) ha trovato un lavoro che ama grazie al mare. Da tre anni Lazzeri con il suo collega Andrea Di Sante producono le tavole con il brand tutto livornese “I love sup” ideato da Federico Mantovani, 55 anni artista dei capelli, eclettico inventore del marchio per indicare, ancora una volta Livorno e il legame stretto e identitario con il mare. È lui la mente, insieme al centro surf Tre Ponti con base alla spiaggia cittadina e al Baretto, dei “giovedì da suppisti” che hanno animato l’estate. E anche in questo caso sono tanti gli appassionati che noleggiano le tavole e prendono il largo a colpi di pagaia. «Facciamo numeri ogni volta che altre città di mare non riescono a fare: sicuramente è un settore che dal punto di vista turistico dovrebbe essere valorizzato e incentivato visto quante persone attira», commenta Mantovani. «Ogni giovedì abbiamo portato in mare non meno di 25, 30 persone di tutte le età: anche noi abbiniamo l’uscita ad un aperitivo».
Martedì, giovedì: sono stati per tutta l’estate appuntamenti fissi pensati appositamente per non sovrapporsi. Perché nella tribù del mare si è prima di tutto amici e si collabora. Come conferma Dario Guarducci che porta avanti il centro surf Tre Ponti con David Gabbriellini. «Adesso anche il mondo delle crociere ha imparato a conoscerci, collaborando con alcuni tour operator abbiamo avuto tanti stranieri quest’estate che sono venuti per noleggiare il sup: è un settore importante e in crescita su cui la città tutta dovrebbe scommettere». —
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