Gioco
Difetti, cicatrici e pregiudizi: ecco le foto che mettono a nudo la bellezza interiore
Livorno, il progetto della fotografa Gaia Guarnotta si intitola “All bodies are beautiful” ed è un successo su Facebook: «Scatti che raccontano corpi e storie»
LIVORNO. Foto che parlano di persone, che raccontano le loro storie, i loro vissuti. Immagini che immortalano l’esterno e che liberano l’interno. Sono scatti intimi e introspettivi quelli realizzati dalla giovane fotografa livornese Gaia Guarnotta. Classe 1992, Gaia, attraverso il suo progetto All bodies are beautiful, porta in evidenza – come spiega lei stessa – la bellezza di ogni singolo corpo senza discriminazioni. Un flusso di coscienza che prende forma attraverso le immagini: così le persone fotografate mettono a nudo non solo i loro corpi, ma anche i loro pensieri. «Erano anni – spiega Guarnotta, 26 anni – che avevo in mente di fare un progetto che parlasse dei corpi. Lo spazio ce l’avevo, avevo solamente bisogno di una macchina fotografica e di una parete bianca».
Gaia parla di come il suo progetto fotografico ha preso vita, circa venti giorni fa. Progetto che, però, nella sua mente aveva preso forma già una ventina di anni fa. «Ho iniziato fotografando una mia amica: lo scatto la ritrae nuda, a mezzo busto, con indosso un paio di mutandine spiritose. Quindi ho pensato che fosse arrivato il momento di cimentarmi con questo progetto che volevo realizzare da tempo».
Gaia decide di veicolare il progetto usando un potente mezzo di comunicazione, Facebook: è lì che pubblica un annuncio con il quale chiede agli amici virtuali la libera adesione al progetto. «Ho scritto un post – continua – e ho ricevuto tante risposte: fino a ottobre, e forse oltre, sarò impegnata con le foto. Ci sono persone che mi hanno scritto da tutta Italia: ogni giorno sono sul set».
Gaia lavora nello studio che si trova a casa sua: l’unico strumento scenografico è una parete bianca davanti alla quale immortala i suoi soggetti. Prima di ogni servizio, parla con le persone che ha di fronte: sono le persone fotografate che decidono liberamente quale posa assumere. «Ogni corpo racconta la propria storia e ogni storia ha il diritto di essere raccontata. Con la mia macchia fotografica restituisco voce ai corpi. Il corpo ci parla continuamente. Io cerco di cogliere ogni singolarità, provando a tirare fuori la bellezza oggettiva delle persone, la bellezza che non si vede: non si tratta di una bellezza estetica, si tratta di una bellezza interiore».
Gaia lavora come fotografa. Una passione, quella per la fotografia, che si sviluppa come riflesso della propensione che, spiega, ha sempre avuto nell’osservazione dell’altro. «Ogni persona è diversa – continua Guarnotta – ognuno lascia nell’obiettivo della macchina fotografica un pezzo di sé. Le persone, già prima di essere fotografate, hanno fatto un percorso introspettivo per cui si mostrano per quello che sono, per quello che hanno vissuto».
Gaia non fotografa soltanto persone che presentano delle peculiarità fisiche, come cicatrici lasciate da un intervento chirurgico, ma anche corpi che rappresentano la «bellezza standard dettata dalla società». Ma che cosa si intende per bellezza? «Dipende dalla sfumatura che vogliamo dare alla parola “bellezza”. Potrebbe essere anche la bellezza interiore, quella che viene comunicata attraverso lo scambio di informazioni e sensazioni. La bellezza è in ognuno di noi: è un concetto soggettivo al quale non è possibile dare una precisa definizione».
Gaia, per il futuro, ha in serbo la realizzazione di una mostra e la pubblicazione di un catalogo. «Le foto che si vedono su Facebook – conclude l’artista – rappresentano solo lo scheletro del progetto. Alla fine realizzerò una mostra, che mi piacerebbe organizzare in uno spazio ampio. Per quanto riguarda il catalogo, invece, raccoglierà le foto di nudo scelte non da me, ma dalle persone che hanno aderito al progetto».
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