Il Tirreno

Livorno

Ora la gallina livornese ha un proprio club: vogliamo riscoprirla

di Roberto Riu
Ora la gallina livornese ha un proprio club: vogliamo riscoprirla

Livorno, è una razza notissima all’estero e dimenticata qui da noi. In campo la Pro Loco con università di Pisa e allevatori

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LIVORNO. Un'associazione per la gallina livornese: è stato fondato il Club Italiano della Razza Livorno con sede presso il Museo di storia naturale del Mediterraneo. Aderente alla Fiav (Federazione italiana allevamenti avicoli) il neonato sodalizio è presieduto da Corrado Minazza, residente a Calci ed aderente all'Associazione Avicola Apuana, mentre la vicepresidenza è affidata alla prof. Margherita Marzoni Fecia di Cossato, docente presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie di Pisa, e nel ruolo di segretario troviamo il livornese Giuseppe Chionetti.

Presidente onorario del Club è stato invece eletto Fabrizio Focardi (presidente dell'Associazione Toscana Avicoltori). Nel comitato direttivo figura inoltre Mario Lupi, presidente della ProLoco livornese.

L'associazione – tengono a sottolineare i promotori dell’iniziativa – ha come scopo la valorizzazione della gallina livornese e la volontà di diffondere attraverso i propri allevatori soci le corrette modalità di allevamento di selezione secondo gli standard italiani ed europei, oltre ad occuparsi della sua protezione e della promozione di manifestazioni divulgative.

Molto conosciuta all'estero (dove è nota come "Leghorn chicken"), la gallina livornese è infatti da parecchio tempo praticamente ignorata nel suo luogo di origine e più in generale nel nostro Paese essendo stata soppiantata nel dopoguerra dagli ibridi per l'allevamento industriale: tanto trascurata da essere stata considerata una razza avicola in pericolo di scomparsa (al pari di altre galline autoctone come la Valdarnese bianca).

È per questo motivo che era stata inserita in un apposito programma avviato in passato dalla Stazione Sperimentale di pollicoltura di Rovigo, fondata nel 1917 e non più esistente dal 1998, con la creazione nel 1985 del "Conservatorio nazionale delle razze avicole locali in pericolo di estinzione" con lo scopo di reintrodurla nelle aziende agricole.

La gallina livornese è di recente tornata di attualità grazie all'iniziativa varata dalla Pro Loco Livorno con l'organizzazione di un convegno ospitato nel giugno scorso presso il Museo di storia naturale del Mediterraneo guardando anche ai temi della tutela della biodiversità ed alle ricerche avviate una ventina di anni fa e tuttora in corso presso l'ateneo pisano su questa razza avicola autoctona che ha portato oltroceano il nome di Livorno sin dalla prima metà dell'Ottocento, oltre ad essere apprezzata per la sua notevole produzione di uova (oltre 250 all'anno).

In tal senso è proprio di alcune settimane fa la visita effettuata da una delegazione della Pro Loco Livorno presso il Podere Le Querciole, situato in via Livornese 782, non lontano da San Piero a Grado, dove si trova una sede staccata del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Pisa che ospita un allevamento avicolo ed il relativo laboratorio a scopo didattico e di ricerca: l'allevamento, seguito dalla professoressa Margherita Marzoni Fecia di Cossato, racchiude un centinaio di esemplari di cui la metà appartenenti alla razza livornese nelle sue diverse varietà (dal piumaggio bianco, nero e blu) che sono stati mostrati alla delegazione formata da Mario Lupi (Pro Loco Livorno), Fabrizio Focardi (comitato tecnico Fiav) e Giuseppe Chionetti, responsabile del progetto "gallina livornese".

Tutti gli esemplari sono allevati in spaziose voliere a terra, suddivisi per periodi di nascita ed al raggiungimento della fertilità separati a seconda del piumaggio.

La ricerca consiste in tre fasi principali: caratterizzazione produttiva, genetica e fenotipica. Più in dettaglio la caratterizzazione produttiva viene attuata attraverso l'esame e la pesatura delle uova, la determinazione della curva di deposizione, la rilevazione della fertilità elaborando i dati in base alle tre colorazioni di piumaggio.

 

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