Il Tirreno

Livorno

«L’unione fa la forza a Capodanno 2018 il tuffo della pace»

di Francesca Suggi
«L’unione fa la forza a Capodanno 2018 il tuffo della pace»

Amici del Gabbiano e quelli del Mare ancora divisi «Per il prossimo anno ci auguriamo di tornare uniti»

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LIVORNO. Una tradizione lunga ben oltre cinquant’anni che ha reso Livorno famosa in tutta Italia. Mezzo secolo all’insegna di centinaia di temerari del brivido al salmastro che, puntualmente, hanno sempre salutato l’anno nuovo con l’immancabile tuffo di Capodanno. Tutti insieme “gelatamente”, al Gabbiano di Ardenza, fino a due anni fa. Poi uno screzio. Arriva la scissione. Il gruppone si separa e anche domani il brindisi in mare sarà diviso. Praticamente gli uni davanti agli altri. Separati in casa. Da una parte gli Amici del Gabbiano, dall’altra quelli del Mare che si butteranno a due passi, dalla spiaggia dei Tre Ponti: entrambi, però, vogliono deporre la “cuffia” di guerra. E noi raccogliamo l’appello di entrambi.

«L’auspicio con cui ci buttiamo quest’anno è quello di tornare, il prossimo anno, a fare un tuffo di Capodanno tutti insieme, come ai vecchi tempi». A parlare è Fabio Pannocchia, socio della cantina remiera dell’Ardenza e appassionato del mare quattro stagioni. Lui, anche quest’anno, si tufferà al Gabbiano. Come fa tutti gli altri 365 giorni dell’anno. «La volontà dei soci e degli appassionati è quella di ricucire, l’anno scorso c’è stato uno screzio che ha portato la divisione, ma la volontà è quella di metterci tutti una pietra sopra per tornare a riappropriarci di una tradizione che ha fatto il giro d’Italia». Il giro d’Italia e non solo. Gli Amici del Mare (il gruppone prima della scissione) furono invitati anni fa persino nel Principato di Monaco per partecipare al Bein de Noel, organizzato a scopo benefico. E sempre i livornesi, negli anni, sono stati protagonisti al tuffo di Befana a Marina di Pisa, al bagno della Merla in notturna di fine gennaio a Cecina e, immancabile, all’addio all’inverno del 21 marzo.

Lo sa bene Roberto Onorati, fotografo e volto storico della "Maratona" livornese (è da trent'anni nel Comitato organizzatore). Lui sarebbe il presidente in carica degli "Amici del mare" (il gruppo unito, come è sempre stato fino a due anni fa) che commenta così: «Le cause della scissione si potrebbero far risalire allo spostamento del tuffo di 30 metri - dalla cantina al Gabbiano verso i Tre Ponti - riavvolge il bandolo della matassa della discordia - però mi sembra che tutti i motivi possibili siano sostanzialmente futili, sicuramente ci sono delle colpe da una parte e dall'altra, ma niente di insormontabile». Tra l'altro, i tuffatori, in linea di massima, sono all'oscuro della "faida" interna. Per questo, Onorati è disponibilissimo al confronto e alla reunion tra associazioni. Quello che si augurano un po’ tutti gli appassionati. «Quello che mi fa girare le scatole sul serio - continua la sua riflessione - è che veniamo contati come due tuffi separati: noi siamo circa 180-200, loro 40-50, quindi, a livello formale numerico, ci battono cittadine come Viareggio, perché possono scrivere poi 'Eravamo 205', risultando di fatto, a livello ufficiale, in numero superiore a noi - e non è vero».

Il tuffo degli "Amici del mare", poi, è da sempre dedicato alla beneficenza. Quest'anno è la volta di Avis Comunale Livorno, e chiaramente più sono i tuffatori coinvolti, più c'è possibilità di aiutare. Il vignettista Fabio Barbini ha donato una vignetta che è stata stampato sulla maglia ricordo del tuffo 2017, la vendita della maglia frutta un contributo all'associazione di turno. Il messaggio finale di Onorati è chiarissimo ed è ben più di una mano tesa agli altri: «Pace fra associazioni coinvolte nel tuffo? Per me non c'è stata nemmeno la guerra».

D’estate e d’inverno, d’altra parte, il nostro palcoscenico al salmastro, nei secoli, ha stregato grandi personaggi, dal nostro poeta Giorgio Caproni, ai celebri letterati inglese George Byron e Shelley, passando addirittura dalla regina d’Etruria Maria Teresa di Borbone, per arrivare a Sonnino e al compositore Pietro Mascagni che vicino al mare nostrum acquistarono casa. Per coltivare l’antico legame che, da sempre, caratterizza Livorno e il suo mare l’augurio è che entrambe le mani siano tese. Quella degli Amici del mare e quella degli Amici del Gabbiano.

«Farebbe bene a tutti - chiude Fabio Pannocchia - anche perché così si crea solo confusione e si spingono tante persone che non vogliono schierarsi, ad andare a fare il tuffo di Capodanno altrove».

ha collaborato

Claudio Marmugi

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