Il Tirreno

Livorno

al museo di storia naturale

Negli abissi del mare incontri ravvicinati con suoi i giganti

di Roberto Riu
Negli abissi del mare incontri ravvicinati con suoi i giganti

LIVORNO. Laggiù, a migliaia di metri di profondità, c'è tutto un mondo a parte dominato dall'oscurità, dal freddo e da una pressione elevatissima capace di schiacciare come una lattina di birra anche...

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LIVORNO. Laggiù, a migliaia di metri di profondità, c'è tutto un mondo a parte dominato dall'oscurità, dal freddo e da una pressione elevatissima capace di schiacciare come una lattina di birra anche i più moderni sottomarini (la cui quota massima operativa si aggira sui 500 metri): per quanto inospitali quelle acque così profonde, ed in parte ancora misteriose, non sono però disabitate. Al contrario, sono popolate da varie specie di pesci, di crostacei e di molluschi, tutti organismi perfettamente adattati alla vita in condizioni davvero drastiche: eccoci nel meraviglioso mondo degli abissi a cui è dedicata la mostra che si apre sabato 3 dicembre (ore 10) nella sala delle esposizioni temporanee del Museo di storia naturale del Mediterraneo dove resterà visitabile sino al 19 maggio 2017. Avvolto dalla penombra rischiarata da piccoli faretti a led per simulare l'ambiente abissale lo scenario della mostra è dominato dalla sagoma inquietante di un calamaro gigante lungo ben 13 metri dalla cima del mantello alla punta dei suoi due tentacoli maggiori: si tratta della riproduzione a scala naturale dell'Architeuthis dux, un enorme cefalopodo i cui avvistamenti hanno dato vita sin dall'antichità a leggende, diffuse soprattutto nella marineria nordica, come quella del "kraken", uno spaventoso mostro marino capace di avvinghiare ed affondare le navi con i suoi smisurati tentacoli: un mito che è stato ripreso anche da Jules Verne nel suo famoso romanzo "Ventimila leghe sotto i mari" quando il sottomarino Nautilus del capitano Nemo viene aggredito da una queste creature. Muniti di potenti ventose disposte sui tentacoli, di enormi occhi e di un grosso becco affilato i calamari giganti sono tipici predatori delle profondità marine che a loro volta però costituiscono un ambìto oggetto di caccia da parte dei capodogli con i quali ingaggiano lotte furibonde per la sopravvivenza. La gran parte della fauna abissale ha però dimensioni assai più modeste: ad essere straordinari sono invece le forme e gli adattamenti tanto da sembrare creature aliene: la bocca dei pesci è talora mostruosa, smisurata ed estensibile, oltre che irta di lunghi denti aguzzi, come nel Melanoceto che, al pari di altri abitatori delle profondità, è dotato di una piccola sorgente di luce (per questo è detto anche "pesce lanterna") prodotta da fotofori situati in cima ad un'appendice sopra le fauci e destinata ad attirare le prede. Fra gli oltre cento esemplari di fauna abissale riprodotti dalla ditta Naturalia spicca anche il famoso celacanto (Latimeria chalumnae), un vero fossile vivente: ritenuto estinto sin dal Cretaceo è stato invece individuato nel 1938 nelle acque del Sud Africa. Nel pomeriggio di sabato sono poi in programma il laboratorio didattico per bambini (ore 16) dal titolo "Pesci o mostriciattoli" ed il cineforum scientifico (ore 17) con visione commentata di famosi spezzoni cinematografici. Info: orario mostra; martedì-giovedì e sabato 9-19; mercoledì e venerdì ore 9-13; domenica ore 15-19; lunedì chiuso. Biglietti: intero 7 euro; ridotto 5 euro; scuole: alunni 3 euro; gratuito per insegnanti. Tel. 0586-266711.

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