Il Tirreno

Livorno

Sulle orme di Tazio Nuvolari rivive il Gran Premio del ’37

di Roberto Riu
Sulle orme di Tazio Nuvolari rivive il Gran Premio del ’37

Il Topolino Club Livorno celebra l’ottantesimo anniversario della storica gara

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LIVORNO. La nostra città fu nel 1937 la capitale dell'automobilismo italiano: sul circuito dell'Ardenza venne disputato il Gran Premio d'Italia, una gara di rilievo internazionale che in passato, sin dal 1922, era stata sempre corsa nell'Autodromo di Monza. Nel 2017, per il suo ottantesimo anniversario, quella storica gara sarà rievocata con una manifestazione organizzata dal Topolino Club Livorno, un sodalizio federato Asi (Automotoclub Storico Italiano) che dal 1980, anno della sua fondazione, si adopera nella divulgazione di quanto riguarda il mondo delle due e delle quattro ruote del passato sul piano della evoluzione tecnica e stilistica, come pure degli aspetti sportivi e socio-culturali.

Il “marchio”

Per questo il Topolino Club Livorno, attualmente presieduto da Carlo Giusti, ha promosso raduni e mostre, partecipando anche ad iniziative di altri club nazionali e dotandosi inoltre di un cospicuo archivio-biblioteca con migliaia di titoli fra libri, riviste specializzate e manuali di riparazione di vetture d'un tempo: per la rievocazione del XV Gran Premio d'Italia, presentata al Circolo Ufficiali della Marina Militare, il sodalizio livornese si è premurato nel gennaio scorso di depositare il marchio "Circuito dell'Ardenza" che compare anche sul manifesto a colori riprendendo alcuni stilemi di quello disegnato nel 1937 e riportandovi la sagoma del tracciato stradale utilizzato all'epoca.

La rievocazione

«Alcuni dettagli sono da definire - spiega Stefano Salvadori del Topolino Club Livorno - ma si può intanto dire che la rievocazione si snoderà per due giorni (sabato 29 e domenica 30 aprile 2017) comprendendo una sessantina di prove cronometrate (ed eventualmente una prova a media imposta) lungo un percorso totale di circa 160 chilometri su due tracciati di diversa lunghezza, ma sempre con arrivo e partenza alla Rotonda di Ardenza ovvero il luogo che dai primi del '900 è stato per tradizione al centro delle gare motoristiche livornesi».

La prima parte della gara (sabato 29) si svolgerà su un circuito di 60 chilometri, mentre la seconda parte (l’indomani) si snoderà per circa 100 chilometri. Sarà perciò di una gara di regolarità, disputata secondo il Regolamento Asi: è prevista la partecipazione di una sessantina di auto d'epoca che al termine delle prove sfileranno in parata sul circuito del XV Gran Premio d'Italia ovvero lungo le strade dell'Ardenza che ne costituirono in larga parte lo scenario nel 1937.

L'anno precedente per disputare la XVI Coppa Ciano fu abbandonato il consueto circuito di Montenero per adottare un tracciato più breve e pianeggiante con partenza ed arrivo alla Rotonda di Ardenza e passaggio da via del Littorale, via Vespucci e piazza del Castello per un totale di circa 7 chilometri (anziché 20): il pubblico poteva così assistere ad un maggior numero di passaggi dei loro piloti preferiti e le partenze potevano avvenire in gruppo e non scaglionate. Nel 1936 sul nuovo tracciato fecero anche la loro comparsa le potenti Auto Union (che tuttavia delusero le aspettative). Le monoposto tedesche, Mercedes ed Auto Union, entrambe note come le "Frecce d'argento" (Silberpfeil) avendo la carrozzeria di alluminio non verniciato per ridurre il peso, erano ormai divenute un ostacolo insormontabile per le vetture avversarie, in particolare per le Alfa Romeo, nettamente inferiori (sebbene più agili) rispetto alle rivali germaniche.

Da Monza a Livorno

Nel 1937 per contenere lo strapotere delle "Frecce d'argento" si pensò così di far disputare il Gran Premio d'Italia, valevole per il Campionato Europeo Grand Prix, su un circuito più tortuoso ed impegnativo rispetto a quello più rettilineo e veloce di Monza dove i bolidi tedeschi avrebbero potuto esprimere tutta la loro smisurata potenza: dal Raci (Reale Automobile Club d'Italia) fu così scelto il nuovo circuito dell'Ardenza, una decisione a cui non fu di certo estraneo Costanzo Ciano, il potente gerarca livornese divenuto il numero due del regime fascista. La gara fu disputata il 12 settembre dinanzi ad una folla straripante lungo il tracciato e soprattutto alla Rotonda di Ardenza dove era stata allestita una colossale tribuna imbandierata affacciata sulla griglia di partenza in cui erano sistemate le 15 vetture iscritte con al volante i migliori piloti dell'epoca chiamati a sfidarsi su 50 giri del circuito per un totale di 361 chilometri.

La sconfitta di Nuvolari

Fra gli italiani spiccava il grande Tazio Nuvolari su Alfa Romeo 12C-36 (Scuderia Ferrari), una monoposto affidabile, ma ormai datata e decisamente meno potente delle vetture tedesche: il suo eterno rivale, Achille Varzi, disponeva invece dell'avveniristica Auto Union Type C condotta anche da Bernd Rosemeyer, Hermann Muller e Hans Stuck. Progettata da Ferdinand Porsche era una vettura dall'insolito motore centrale posteriore a 16 cilindri di 6000 centimetri cubici, sovralimentato e capace di erogare 520 CV. La vera novità risiedeva però nella Mercedes W125, uno strepitoso bolide mosso da un motore a 8 cilindri sovralimentato di 5662 cc. in grado di erogare ben 600 CV (l'Alfa di Nuvolari ne forniva poco più della metà): la casa di Stoccarda schierò cinque vetture con alla guida validi conduttori come Hermann Lang, Christian Kautz, Manfred von Brauchitsch, Richard Seaman e soprattutto Rudolf (Rudi) Caracciola, pilota tedesco di lontane origini napoletane divenuto uno dei campioni simbolo di quell'epoca. Come fu prevedibile sin dalle prove iniziali, nonostante gli spericolati prodigi di Nuvolari, la gara non ebbe storia: le "Frecce d'argento" surclassarono implacabilmente le rosse Alfa Romeo dominando soprattutto con le Mercedes di Caracciola e Lang che fecero di fatto corsa per conto loro. Al primo posto giunse infine Rudolf Caracciola, seguito ad un soffio da Hermann Lang, mentre Rosemeyer arrivò terzo con la sua Auto Union. Per incontrare una vettura italiana bisognerà scendere al settimo posto raggiunto dall'Alfa di Nuvolari che al trentunesimo giro, ormai esausto, aveva ceduto il volante a "Nino" Farina.

Info: www.topolinoclublivorno.it

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