Gioco
Con Jazz al Museo note d’autore nel segno di Tolkien
LIVORNO. Al via domani alle ore 21.30, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, via Roma, 234, la Rassegna Jazz club d'inverno - Carta Bianca a Andrea Pellegrini , a cura del Museo di...
LIVORNO. Al via giovedì 27 alle ore 21.30, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, via Roma, 234, la Rassegna Jazz club d'inverno - Carta Bianca a Andrea Pellegrini , a cura del Museo di Storia naturale del Mediterraneo e dell'Associazione Amici del Museo di Storia naturale. Torna dunque il Jazz al Museo, dopo il successo di pubblico della serie estiva, nella formula Jazz club d'inverno, con Open Bar e la possibilità di sorseggiare birra e drink ai tavoli, con gli amici, il tutto allestito nell'emozionante Sala del Mare, tra la balenottera e la galleria dei cetacei.
Ogni mese, da ottobre a febbraio, Andrea Pellegrini presenterà un progetto di jazz d'autore che lo vedono protagonista: tre di questi comprendono esclusivamente sue composizioni ("Ainulindalë Ensemble", "Progetto Macchiaioli", e il "Progetto Modigliani", con Tino Tracanna, 18 febbraio); una lo vedono pianista e direttore nel progetto di Bruno Tommaso "Original Soundtrack for Charles & Mary" ispirato alla vita di Gesualdo da Venosa, in programma il 20 novembre; un altro infine lo vede pianista e arrangiatore per l'ultimo progetto del suo Quartetto di Livorno ispirato a Piero Ciampi "Fino all'ultimo minuto", con Tony Cattano, Nino Pellegrini, Michele Vannucci il 21 gennaio 2017 in collaborazione con Premio Ciampi 2016.
Il concerto di apertura della rassegna giovedì sarà con l'Ainulindalë Ensemble che rappresenta una delle più interessanti realtà orchestrali jazzistiche europee, le cui pubblicazioni discografiche sono state recensite in mezzo mondo. L'Ensemble esegue un repertorio in parte ispirato ai lavori letterari di J.R.R. Tolkien ed è costituito da musiche composte fra il 1993 e il 1999 riarrangiate oggi e comprendenti spunti impressionistici, etnici, romantici ai quali si accostano parti improvvisate aleatorie o prettamente jazzistiche, o lunghe parti scritte in stili diversi che raccontano il viaggio orbitale del jazz. Jazz come una specie di "Terra di Mezzo", zona franca equidistante tra patrie diverse, in instancabile visita alle costellazioni musicali proprie di diversi luoghi e periodi storici.
Compongono l'Ainulindalë Ensemble, Lucia Neri e Stefano Agostini, flauti; Mirco Mariottini, clarinetti, Piero Bronzi, sax; Elisabetta Casapieri, violoncello; Andrea Pellegrini, pianoforte; Nino Pellegrini, contrabasso; Vladimiro Carboni, batteria. Musica di Andrea Pellegrini. Suono a cura di Spazi Sonori.
L'Ensemble è composto in parte da musicisti di estrazione classica affermati come concertisti, professori d'orchestra e docenti (Lucia Neri, Elisabetta Casapieri; Stefano Agostini , che è anche stato direttore dell'Istituto Superiore P.Mascagni), in parte da jazzisti noti a livello internazionale, leader a loro volta di propri progetti."Ainulindalë" in lingua elfica indica la musica "creatrice": la "Musica degli Ainur", che nella cosmogonia tolkieniana, costituì il principio creatore dell'universo. Tolkien indica il Verbo come una serie di variazioni improvvisate su tre temi dati da Ilùvatar, "Colui che è'", agli Ainur, "rampolli del suo pensiero". All'invidia di Melkor, che osò improvvisare una melodia eccentrica e vanitosa, costituendo quindi un elemento di contrasto, ponendosi come altra concausa della creazione, seguì la decisione di Ilùvatar di dare concretezza alle immaginazioni degli Ainur e di avviare così la vicenda terrena. In molte culture si indica la musica come motore della creazione: un "archè" sonoro viene riconosciuto da millenni come il primo segno del divenire. La radice sanscrita stessa della parola "archè" ("ark") significa "canto"... Mai però si era sottolineato l'aspetto improvvisativo delle musiche creatrici.
La Suite Tolkieniana, una sequenza di cinque brani riuniti in un crescendo formale e dinamico, rappresenta il cuore del programma del concerto. In essa sono distinguibili le numerose influenze esercitate dalla storia personale del compositore sul suo stile: la scrittura classica e romantica, il free, il jazz più il be-bop ma anche lo swing, il tutto permeato dalla notevole cantabilita' di molte linee melodiche, evidente anche nella composizione "Portovenere", dedicata al figlio Francesco Pellegrini, entrata nel repertorio di molti jazzisti italiani e americani.
L'Ensemble Ainulindalë è nato nel 1993 dal Duo "Ainulindalë" piano-percussioni Andrea Pellegrini-Chico De Majo. Dirigendosi in seguito verso una sonorità orchestrale europea che esaltasse una ricerca contrappuntistica e timbrica e la coniugasse col linguaggio jazzistico sulla scia della Third Stream ma con un approccio personale legato alle esperienze familiari e professionali del leader, si è poi espanso fino a raggiungere la ragguardevole dimensione di 11 elementi per incidere nel 1999 il Cd "Ainiulindale" (acquistabile in rete in mp3, vedi sotto) e nel 2000 il cd "Middle Earth" aggiungendo all'ensemble il grande Paul McCandless (Ainulindale Ensemble di Andrea Pellegrini con Paul McCandless, Symphonia Bluesmiles - distr. Harmonia Mundi, 2000). "Eleven", "undici", sembra avere la stessa radice di "Elf", "Elfo" (Elves al plurale). Gli elfi, secondo alcuni, usavano compiere le proprie scorribande notturne, invisibili agli umani, in gruppi di undici.
Info e Prenotazioni: musmed@provincia.livorno.it - 0568266711/34
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