Il Tirreno

Livorno

Street art e pittura, il doppio talento

di Carlotta Nigioti
Street art e pittura, il doppio talento

Un viaggio nel mondo a volte umoristico e a volte tormentato di Zeb-David Fedi

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LIVORNO. Non esiste livornese che non conosca Zeb. "L'ironia di Zeb ci ha accompagnato per anni col suo spirito: lo spirito della Livorno bella e vera", commenta l'assessore alla cultura Francesco Belais. Lucarelli, Stefano Pilato, Massimo Filippelli, sono solo alcuni dei nomi di personaggi livornesi che hanno conosciuto e apprezzato Zeb, e che lo ricordano durante l'inaugurazione della mostra "Zeb chi sei?" alla Biblioteca Labronica, in Villa Fabbricotti (dal 15 ottobre al 12 novembre). David Fedi, in arte Zeb, rappresenta per Livorno un writer tormentato con qualcosa da raccontare, in particolar modo l'inquietudine giovanile di un'esistenza reclusa dentro a certe norme, a certi rigori: stava troppo stretta la mentalità piccolo borghese a Zeb, che esternava, come in un tiro liberatorio di sigaretta, nel suo tratto graffiante e beffardo. Latitante dalla sua città ormai da otto anni, Zeb è un personaggio che manca a Livorno e la sua città ha deciso di ricordarlo con una mostra che percorra tutto l'estro di questo artista, quindi non solo di Zeb graffitista, ma anche di David Fedi come artista pop. Un graffitista, ma anche un vignettista lungo la strada umoristica fino ai lavori di Diabolik, probabilmente suo alter ego, l'antieroe. È un viaggio per conoscere David Fedi a 360°. E quindi, chi era Zeb? "L'artista è David Fedi, non è Zeb. - presentano la sorella, Eva Fedi, e la madre, Piera Talini- David Fedi artista è quello che, bene o male, ha cercato in qualche modo di affermarsi in città, ma è stato poco compreso, mentre Zeb è il writer!". E continuano: "Ad un certo punto, Zeb era più famoso di David Fedi. Ma David era un pittore! Le sue scritte rappresentano il suo spirito, la sua aggressività, il suo disagio: sono scritte salmastrose! Erano strumento per commentare la realtà, cosa che faceva anche tramite i quadri, ma non era una comunicazione così diretta come la scritta sul muro". Dove si riconosce meglio David Fedi e Zeb? "Bisogna fare un mix! David serio è nei quadri, preciso e meticoloso. David labronico viene fuori dalla scritte, scritte comunque pensate ed elaborate: non erano estemporanee, abbiamo un sacco di quaderni con scritte e disegni cancellati e rifatti per poi arrivare alla scritta sul muro". Niente era lasciato al caso, tutto avveniva in seguito a dei lavori di studio, come testimonia la bacheca con affisse tutte le bozze e i quaderni custoditi dalla madre. Ironico ma pungente. Dietro una battuta c'era molto di più dello scherno e del superficiale riso, come quando scrive: "È vent'anni 'he mi sembra di parla' co' muri! 1986-2006". Ma come nasce l'idea di dedicare una mostra intera a Zeb? "L'idea nasce dal progetto Linc, con l'intenzione di riscoprire l'arte contemporanea nei suoi diversi linguaggi, quali per l'appunto l'arte urbana. -spiega Valentina La Salvia, responsabile scientifico di Linc- La mostra su Zeb è quindi un input per un dibattito sull'arte urbana, in seguito anche alla delibera comunale di predisporre alcuni muri della città alla Street Art. E chi è a Livorno che possa presentare l'Arte urbana? Zeb". "David Fedi è un artista a tutto tondo. Come accade a tutti gli street artists, anche lui inizia a imbrattare qualsiasi cosa abbia: dal muro, al foglio di carta fino al quadro: Zeb è David Fedi e David Fedi è Zeb". Una mente a sé, sui generis, dal tono scherzoso, difficile da prendere sul serio ma con spunti geniali. Così come lo è la sua prefazione - constatazione scritta a mano in uno dei suoi tanti fogli "di brutta": "Ha ha ha, ma te ne rendi conto dè! Dipingo per eludere le parole, invece son qui che scrivo! Dipingo per visualizzare e raccontare archetipi, ma son qui che scrivo per comunicare qualcosa che avevo già fatto. Non mi credete eh? Non ci credete perché non vi piacciono le cose vive ma le cose morte. Ti dicono infatti: "Sarai famoso quando sei morto!". Però, è interessante che ci aggiungano famoso, come se m'interessasse essere famoso: così invece che stare da solo con dieci, cento, mille persone, sto da solo con un miliardo di persone o addirittura con tutta l'umanità. Cari bei mi' demoni, vi state rimpicciolendo sempre di più, lo vedete no? è il vostro destino. Siete tanti, siete quasi tutti. E così vorreste implodere tutto il mondo nella più grande ammucchiata solitaria che l'immaginazione può concepire. Ganzo dè, ho capito, voglia fa il contrario del giudizio universale... Infatti il male non è intelligente, è astuto!" firmato D.F. Zeb.

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