Gioco
“Lumturì, il record”, il regista Pietra Caprina e il suo nuovo film girato a Livorno
LIVORNO. Sarà proiettato stasera, lunedì 26 settembre, alle 21, al Cinema 4 Mori, il film "Lumturì, il record". Il film, un lungometraggio di 88 minuti (genere drammatico) scritto e diretto da Sergio...
LIVORNO. Sarà proiettato stasera, lunedì 26 settembre, alle 21, al Cinema 4 Mori, il film "Lumturì, il record". Il film, un lungometraggio di 88 minuti (genere drammatico) scritto e diretto da Sergio Pietra Caprina, è una pellicola indipendente: cioè non ha usufruito di alcuna distribuzione né di marketing danarosi. «Realizzare un film - spiega il regista Pietra Caprina che ha all'attivo la realizzazione di 7 film, 6 musical, 3 spettacoli teatrali e l'organizzazione del "CIfest", festival di Cinema Indipendente - comporta un lungo lavoro, senza profitto, fatta eccezione per le soddisfazioni individuali di chi partecipa. In questa occasione, per esempio, si è riusciti ad avere la preziosa collaborazione dello storico cinema Quattro Mori. La speranza è che il pubblico labronico partecipi numeroso, così da rendere giustificabile l'utilizzo di un cinema per un progetto tutto livornese». Il film, spiega il regista, racconta le peripezie di una giovane ragazza macedone che arriva in Italia in barca. Il periodo in cui il film è ambientato, fa riferimento alla anni Novanta: momento caratterizzato dall'arrivo in massa in Italia di persone provenienti dai Balcani. La ragazza, di nome Lumturì, arriva in Italia convinta dal fidanzato che le promette un lavoro. Il film è stato ammesso tra i film italiani al festival internazionale "Un film per la pace" che si svolge nel comune di Medea, in provincia di Gorizia. «Mi interessava raccontare una storia: essere stati ammessi - aggiunge Pietra Caprina - è una piccola soddisfazione». Gran parte delle scene del film sono state girate a Livorno: sul peschereccio "Idea" le scene che raccontano il viaggio, ma anche al porto, ad Antignano, nelle cantine che si trovano in Fortezza Nuova. Il lungometraggio - nel quale sono presenti le musiche originali del maestro Mario Cafarelli - racchiude al suo interno numerosi partecipanti. «La mia speranza - conclude il regista - è che Livorno torni a essere la città del cinema che era una volta: i giovani hanno una parte fondamentale nel raggiungimento di tale obiettivo».
Rosanna Harper
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
