Gioco
Leonardo Fiaschi, grande debutto al “Tale e quale show” di Carlo Conti
Livorno, nella prima puntata l'imitatore porta in scena Gabbani: nella prossima puntata vestirò i panni di Jovanotti
LIVORNO. "Tale e quale". E' il nome del programma di successo a cui partecipa come concorrente, ma è anche il modo preciso in cui ha sempre "rifatto" i personaggi che imita fin da bambino: stiamo parlando di Leonardo Fiaschi, livornese doc, classe 1985, già comico a "Colorado" su Italia 1 con Paolino Ruffini (dove interpretava un'esilarante versione del cuoco inglese Gordon Ramsay, armato di improbabile maialino parlante dal grugnito facile) e ora personaggio di punta della trasmissione di "trasformismo" di Rai 1 condotta da Carlo Conti (tutti i venerdì sera, fino al 25 novembre).
Leonardo ha stupito milioni di spettatori nella prima puntata portando in scena il cantante toscano Francesco Gabbani (di Carrara), classe 1982, vincitore dell'ultimo Sanremo nella categoria "Nuove Proposte" con il tormentone estivo "Amen". «Prepararsi per la prima puntata è stato divertentissimo», racconta Leonardo, «Quello di 'Tale e Quale Show' è un lavoro incredibile. Per realizzare un personaggio ci vogliono dalle 5 alle 8 ore di trucco, la produzione sta attenta ad ogni dettaglio».
Per molti, il vero merito di Leonardo è stato quello di aver reso alla perfezione un personaggio comunque ancora poco noto al grande pubblico: «La canzone di Gabbani ha spopolato, ma non tutti sanno che faccia ha il suo interprete. Tra l'altro, non esistono tantissime apparizioni televisive di Francesco per studiarne le movenze e la gestualità. Nella diretta di Sanremo accenna un balletto, ma lui stesso ha detto di averlo totalmente improvvisato, quindi è non stato semplice farlo muovere sul palco». Si, perché la giuria del programma (composta da Loretta Goggi, Claudio Amendola ed Enrico Montesano) mette sulla graticola tutti i particolari dell'esibizione dei concorrenti: la verosimiglianza fisica e del trucco, l'aderenza dell'imitazione alla voce reale del personaggio interpretato, ma anche l'elaborazione dei movimenti scenici e delle coreografie. «C'è da studiare tanto. Da perfezionarsi continuamente. E' una grande scuola. Gli insegnanti sono bravissimi. Ma c'è da imparare tanto anche dai colleghi». E che colleghi: Enrico Papi, Bianca Atzei, Manlio Dovì e Tullio Solenghi, solo per citarne alcuni. «Carlo Conti è un mostro sacro di professionalità. «Solenghi mi fa impazzire», continua Fiaschi.
«È originario di Genova, conosce bene Livorno e imita alla perfezione la 'vecchia' tipica del nostro vernacolo, sicché in diretta, fuori onda, quando abbiamo il microfono spento, mi parla sempre in livornese stretto e si lamenta con frasi tipo: 'Oioi, ma quando finisce? Giòvine, seondo lei quando passa l'autobusse?' - il tutto all'occorrenza con lui vestito da Bob Dylan (come nel corso della puntata andata in onda venerdì scorso, ndr)». Al prossimo appuntamento, nella diretta di domani sera, Leonardo si cimenterà con mito della musica italiana: Lorenzo/Jovanotti. «Con la voce ci siamo, mi mancano una quindicina di centimetri in altezza». In ultima battuta, chiediamo a Leonardo cosa gli ha detto Gabbani dell'imitazione, visto che era in studio durante il programma: «E' stato carinissimo. Non sapevo che fosse lì. La mia sorpresa era reale. Nel filmato si vede bene: sentivo il pubblico in subbuglio, pensavo stessero applaudendo me, invece mi son girato e c'era lui - infatti Conti lo sottolinea: 'Guarda che non sono per te questi applausi, sono per quello vero...'. Volete sapere se a Gabbani gli è piaciuta l'imitazione? Penso di si. E se non gli è piaciuta, Dé... Amen».
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