Gioco
Piedi nudi o sandali: Paolo Iavagnilio racconta la corsa naturale. Ecco i benefici di togliersi le scarpe
Livorno, questa nuova pratica sportiva si sta diffondendo anche in città: presto a Livorno una gara a piedi nudi in centro
LIVORNO. Tornare a correre nella natura, magari buttando via le scarpe e riscoprendo un contatto più autentico e viscerale con l'ambiente, come ai tempi in cui l'uomo non era esposto a tutti i condizionamenti della vita in società. C'è chi ha deciso di farlo, a Livorno, sposando la filosofia di un movimento che in Italia sta crescendo e risponde ai nomi di trail running, corsa naturale o bare foot running, ovvero corsa a piedi nudi.
Uno di questo è Paolo Iavagnilio, livornese di 33 anni che ha cambiato il suo stile di vita all'insegna del minimalismo e del benessere, diventando promotore di uno sport in cui l'assillo dei risultati viene meno e cede il passo alla salute e al piacere. Niente tabelle o tempi da rispettare, qui c'è solo il gusto di ritrovarsi in mezzo alla natura e tirar fuori le funzionalità motorie del proprio corpo, re-imparando a correre come facevano i primitivi. O come ancora fanno oggi certe tribù del Messico, vedi i Tarahumara: loro vivono isolati, sono chiamati il popolo corridore e tra di loro si chiamano "raràmuri", che significa "pianta idonea per la corsa", proprio in riferimento alla loro tipica pratica della corsa.
A loro ci si è ispirati per la creazione di sandali speciali per la corsa che permettono un contatto maggiore col terreno e una migliore libertà d'azione del piede. Come quelli che porta Paolo Iavagnilio, che dice: «Io ormai io ci vivo con i miei sandali, che non uso più soltanto per correre. Il piede è più libero, scoperto, anche più tutelato da un punto di vista igienico, poiché scarpe e calzini sono un covo di germi. Il piede, peraltro, è un termometro del corpo, che con queste particolari calzature riesce a termoregolarsi meglio. Il senso di libertà che ne deriva è infinito».
Paolo oggi è istruttore tecnico nazionale di trail running specialità di corsa a piedi che si svolge in ambiente naturale, generalmente su sentieri; l'atleta livornese insegna anche natural running e corsa a piedi nudi. Ma come è nata questa sua passione? «Tre anni fa - racconta Paolo - io e mia moglie, Monica Zanioli, decidemmo di rimetterci in forma e cominciammo ad andare a correre; una volta, casualmente, ci trovammo a un evento di trail running e ne rimanemmo affascinati. Così abbiamo intrapreso questa strada, ci siamo formati e siamo cresciuti anche grazie all'incontro con Francesco Rigoli, campione del mondo di kettlebell e istruttore di allenamento funzionale, con cui è nata una bella sinergia. Quindi abbiamo creato l'associazione Survival Trail Runners, con lo scopo di promuovere questa pratica».
Paolo ha creato anche un sito, www.barefootrunning.it, attivo a livello nazionale, dove si preannuncia un evento in città per il giugno del 2017. Di cosa si tratta? «Abbiamo in mente di organizzare una corsa a piedi nudi nel centro di Livorno, in concomitanza con la prossima Coppa Barontini. Vorremmo anche organizzare una gara di trail running, ma intanto facciamo uscite e seminari di corsa naturale, aperti a tutti, sia di gruppo che individuali, percorrendo i sentieri delle colline livornesi. In più, c'è un calendario fitto di eventi in Toscana. Il bello del trail running è che non si è obbligati a fare gare; si può correre anche solo per diletto, riscoprendo i piaceri e i ritmi della natura».
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