Gioco
Mascagni incanta Londra con l'opera Iris
Una settimana di rappresentazioni all'Opera Holland Park in onore del maestro livornese che torna in Inghilterra presentato dal Comitato Promotore e dalla nipote Maria Teresa Mascagni
LONDRA. Onore al Maestro livornese a Londra dal 7 giugno. Opera Holland Park è considerata una delle compagnie operistiche più qualificate, stimolanti e innovative e appropriatamente presenta un lavoro di un compositore innovativo, originale e geniale. Anche The Times ha dedicato una pagina a "Iris", opera trascurata in Italia da 20 anni,esaltandone la musica potente e passionale ma anche dolce ed emozionante, in contrasto con la storia crudele. Scritta 16 anni prima di Madame Butterfly, ha fatto da battistrada a Puccini nell'abbracciare il filone giapponese che stava andando di moda. " Come Puccini mandava sempre avanti Mascagni quando giovani e squattrinati dovevano rimediare a Milano un pasto a credito" rimarca la bisnipote Guia Farinelli Mascagni che con l'altra bisnipote Francesca Albertini Mascagni hanno rinnovato alla vigilia del debutto all'Istituto Italiano di Cultura, presente l'ambasciatore italiano Terracciano, il coinvolgimento emotivo dell'opera dell'illustre antenato, rispolverandone il mito che specie in Italia sembra messo in ombra, anche nei Conservatori.
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"Per questo abbiamo formato il Comitato Promotore" informano " e abbiamo cominciato dall'estero perché ci sembra che Mascagni debba essere rivalutato e non ricordato solo per la Cavalleria Rusticana. Di sicuro adesso è più conosciuto in Asia che in Italia." Dispiace fra l'altro che ovunque venga osannato Puccini si eviti di ricordare il suo sodalizio con Mascagni e la competizione che li portò a eccellere per vie separate nella Lirica, oltre ad essere amici, entrambi toscani, belli, adorati dalle donne e accaniti fumatori di sigaro.
"Anche appassionato di scopone" aggiunge la nipote Maria Teresa, distinta e affabile signora dai vivaci occhi azzurri, che se lo ricorda come nonno affettuosissimo, elargitore di abbracci e scudi d'argento ai nipoti che andavano a trovarlo ogni domenica al Plaza di Roma dove viveva. " Lui non andava a caccia, casomai giocava a tamburello, mangiava molte uova e diceva di lavorare per amore della musica ma anche a beneficio dei discendenti."
Una Vita in Musica è stato appunto il documentario presentato ad un folto pubblico di ammiratori per sottolineare come Mascagni fosse compositore e direttore d'orchestra, apprezzato da Verdi, corteggiato da D'annunzio, primo fra l'altro ad aver diretto in Italia Tchaikovsky e Mahler,( che si riconosceva in lui) divo ante litteram osannato dalla folla e onorato dovunque andasse, in particolare nelle Corti d'Europa. Fra queste spiccò il famoso incontro con la Regina Vittoria che nel 1893 lo invitò a Windsor per eseguire Cavalleria Rusticana. "Secondo l'etichetta doveva dirigere con i guanti e senza voltare le spalle a Sua Maestà" racconta la nipote " Mascagni si fece prestare un paio di guanti enormi ma alla fine del preludio la regina, forse rendendosi conto della ridicolezza della cosa, gli concesse di dirigere come d'abitudine. Alla fine era così commossa che lo complimentò in privato regalandogli una foto autografa in cornice d'argento. Il nonno scrisse che stava quasi per abbracciarla."
E Londra adesso abbraccia lui con "Iris", melodramma del 1898 di cui sono state fatte 800 produzioni e poi l'oblio. "Mascagni prediligeva temi nuovi e provocativi, era un compositore eclettico e originale, d'avanguardia " sottolinea Francesca" La sua personalità e le sue opere hanno sempre suscitato entusiasmo,ma forse erano più difficili di quelle di Puccini,troppo costose per costumi e allestimento, i libretti troppo complicati. Iris è un dramma sociale di cui scrisse " voglio che si canti qualcosa che significhi qualcosa e faccia pensare la gente"-
E il suo rapporto con Livorno? "Sempre rimasta nel cuore" afferma Guia " aveva una villa dove si ritirava quando voleva comporre in pace. E nella sua musica si sente il mare: la sua forza, la sua influenza, il suo respiro universale. Forse per questo arriva fin nell'anima e commuove, suscitando emozioni istintive e ancestrali che ci cullano come nel grembo materno"
L'Inno del Sole ne è un esempio e forse sarebbe tempo che Livorno organizzasse un Festival in onore del suo illustre cittadino.
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