Il Tirreno

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eccellenze di casa nostra... emigrate

Veronica Guerrieri, economista livornese under 40 sul podio europeo

di Francesca Suggi
Veronica Guerrieri, economista livornese under 40 sul podio europeo

La ricercatrice insegnante a Chicago riceve un premio speciale a Madrid: la macrofinanza è la mia passione: a Livorno ci torno volentieri d’estate

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LIVORNO. Donna. Moglie. Mamma della piccola Giulia e di un’altra bambina che nascerà a fine agosto. E giovane economista tra le prime cento migliori del mondo, addirittura 28esima nella hit internazionale. Questo è la livornese Veronica Guerrieri, 39 anni, un’eccellenza tutta nostrana dal 2001 in America dove insegna macro-economia all’università di Chicago Booth of Business. Lei ha ricevuto venerdì 13 maggio l’ennesimo prestigioso riconoscimento internazionale a Madrid, il Bernacer prize for european economists under 40.

«Sono molto felice di questo riconoscimento», racconta direttamente dall’aeroporto di Madrid dove è appena atterrata, con un volo proveniente dagli States. Nella hall ha riabbracciato i suoi genitori, partiti da Livorno alla volta della città del flamenco per assistere in prima fila alla premiazione della figlia.

«Sarò l’unica italiana ad essere premiata, una bella soddisfazione in un settore che da bambina neppure avevo mai contemplato, poi crescendo ho scoperto che il grande campo dell’economia in realtà racchiudeva sia il mio interesse per le materie scientifiche che quello per le scienze sociali e allora ho deciso che sarebbe stato il mio ambito», racconta lei che dopo il liceo Classico spicca il volo verso Milano, alla Bocconi, dove si è laureata e ha fatto un master. Poi la scelta del Phd - dottorato di ricerca - alla Mit - Massachussetts institute of technology - di Boston che ha frequentato per 5 anni grazie a borse di studio che, per tutto il periodo, le sono state date da enti italiani e dalla stessa università di Boston.

Non insegna in Italia, Veronica Guerrieri. Per lei una cattedra prestigiosa all’Università di Chicago Booth School of Business, dove addirittura dal 2014 ha ricevuto la prestigiosa cattedra Ronald E. Tarrson professor of Economy (solo per i migliori docenti).

«Credo che il mio settore sia interessante perché si analizzano tutte le possibili soluzioni e si studiano le politiche per aiutare i paesi e il loro sviluppo», continua lei che nel 2013 ha ricevuto anche la medaglia Carlo Alberto, riconoscimento assegnato ogni due anni a un giovane studioso tricolore.

L’argomento è complesso, oggi. Tra crisi economiche e finanziarie gli spunti su cui lavorare sono tanti. «In questo momento sono impegnata nello studio sull’effetto delle contrazioni creditizie sull’economia e sul mercato del lavoro, in particolare mi interesso anche dell’indebitamento delle famiglie - racconta e va in ulteriori dettagli - Inoltre mi sto occupando del ruolo dei problemi informativi nei mercati finanziari e l’effetto di questi problemi sulla liquidità del mercato». Mercato finanziario, economia reale: Veronica Guerrieri è uno dei maggiori esperti al mondo su queste tematiche. Addirittura nell’indice mondiale della ricerca accademica in ambito economico e finanziario, sulla base della classifica di Ideas-Re-Pec (un enorme database per chi vuole conoscere le ultime novità della ricerca in economia e finanza) , compaiono una decina di italiani che sono tra i cento migliori giovani economisti del mondo: ai primi posti di questa lista speciale ci sono due donne, Raffaella Sadun dell’Università di Harvard e Veronica Guerrieri, appunto, dell’Università di Chicago a cui spetta la piazza d’onore, ovvero la 28esima posizione.

Veronica è tutto questo: un’eccellenza livornese all’estero. Non vuole essere chiamata “cervellona in fuga” però.

«Io ho una visione del mondo molto globale, credo che sia un aspetto positivo del contesto in cui viviamo, che ti permette di seguire le proprie specificità là dove sono meglio sviluppate, nel mio caso, per l’economia, gli Stati Uniti sono un paese molto all’avanguardia», ribatte. In soldoni Veronica Guerrieri non è stata costretta ad “emigrare”, ma ha scelto di farlo. «Penso che l’Italia dovrebbe diventare più competitiva e riuscire ad attrarre cervelli dall’estero, proprio come fanno altri paesi, tutto qui». La giovane livornese non vede, in un suo futuro prossimo, un ritorno nella sua città . «Diciamo che non vedo mai oltre i 5 anni e non faccio programmi, di sicuro per il futuro prossimo non ho in mente né di tornare a Livorno stabilmente, né in Italia, anche se spesso vengo a tenere seminari di economia». Nella sua città Guerrieri torna a Natale e d’estate. «Non posso fare a meno dei miei scogli d’estate, anche se da quando ho la bimba e ora ne arriva un’altra, ho dovuto un po’ cambiare e scegliere la spiaggia». La ricercatrice chiude con una riflessione sul mondo accademico: «In Italia non è sicuramente uno dei punti forti e per questo non mi invita molto a tornare».

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