Gioco
Un “centro d’arte” dedicato a Cappiello grazie agli studenti
La Fondazione intitola all’artista la sua aula più grande Si realizza il desiderio dei ragazzi del Vespucci-Colombo
LIVORNO. Quei ragazzi della VB del Vespucci Colombo che nel 2012 vinsero la X edizione della Settimana dei beni culturali e ambientali promosso dalla Fondazione Livorno avevano un sogno: realizzare un centro per la grafica pubblicitaria intitolato a Leonetto Cappiello. Location, il Cisternino di città. Sarebbe stato, mutatis mutandis, una sorta di centre Pompidou. Mica male come idea, che conferma una cosa sempre più chiara per chi si occupa di scuola e cultura: se agli studenti offri opportunità, se "insegni facendo", loro rispondono. E non si fanno etichettare nemmeno dalla scuola che frequentano. Non solo, possono far scoprire a chi li giudica sempre e a prescindere mai bravi come erano loro alla stessa età, di cosa sono invece capaci. «Con quel progetto abbiamo voluto dare visibilità a un artista noto ma a cui è stata data troppa poca importanza - ha detto la studentessa Rebecca Nerini - Il progetto è stato molto stimolante, tutti noi abbiamo presentato diversi manifesti ispirati al lavoro di Cappiello. Siamo molto contenti che la Fondazione ci abbia dato voce».
Un centro d'arte, quindi, «non un museo - come ha spiegato l'insegnante di quei ragazzi, Umberto Cerri docente del Vespucci-Colombo - ma un luogo dove si interagisce e intitolato a Cappiello perché così volevamo chiamare anche la sede del corso di grafico pubblicitario di via San Gaetano. Livorno è una città un po' distratta. Cappiello ha avuto solo due mostre dedicate, una nel 1960 e una nel 1985, quest'ultima completamente disertata da assessore e sindaco di allora. Ma stiamo parlando di un artista molto importante che pur migrato a Parigi per avere successo, è nato e cresciuto e lavorato nella nostra città come dimostra anche l'opera Stagione Balneare a Livorno del 1901». Quella scuola, la sede di via San Gaetano, è essa stessa un'opera d'arte da quando nel 2012 gli studenti hanno dipinto le sue pareti con murales ispirati proprio a Cappiello, ma anche Piet Mondrian, Osvaldo Cavandoli e Keith Haring. La novità però è che quel progetto - il centro d'arte - presentato dalla VB, tecnico grafico pubblicitario del Vespucci-Colombo 2013/2014, e vincitore della X edizione della Settimana dei beni culturali e ambientali promosso dalla Fondazione Livorno, ha ricevuto qualcosa di più di un semplice riconoscimento. La Fondazione, non potendo realizzare per intero quel sogno, ha però intitolato la sua aula più grande proprio a Leonetto Cappiello e acquistato quattro opere dell'artista livornese (tra le quali anche Stagione Balneare a Livorno già di proprietà della Fondazione), che ora sono lì esposte, alcune ristrutturate da Sandra Roca Rey, sulle pareti. «In questo modo - hanno detto il presidente Luciano Barsotti e Stefania Fraddanni, responsabile comunicazione e pubblicazioni della Fondazione - abbiamo esaudito in parte il desiderio di questi ragazzi facendo tornare anche a discutere la città di questo importante autore». Presente l'assessore alla cultura del Comune Serafino Fasulo che molto ha apprezzato l'iniziativa che «può dare senso di appartenenza ai ragazzi che sono il vero patrimonio di questa città» e che ha annunciato una prossima mostra dedicata a Cappiello - il Comune possiede cinque opere dell'artista - , probabilmente nel 2017, anno in cui potrebbe anche essere apposta una targa in via Ricasoli, visto che proprio lì visse il celebre pubblicitario, illustratore e caricaturista italiano - noto soprattutto per le sue affiche per Ramazzotti, Fernet Branca, Bally Lyon - ma anche pittore. Proprio questo aspetto, assai meno noto, sarà oggetto della prossima iniziativa della Fondazione che con la storica dell'arte Francesca Cagianelli, presenterà entro fine mese il volume "Cappiello 1875-1942. Oltre l'affiche".
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