Gioco
Il Fai sta lavorando per ottenere la gestione della Torre di Calafuria
Livorno, boom di presenze alla due giorni di apertura speciale organizzata dal Fondo ambiente italiano. Guidotti: abbiamo dato al Demanio la disponibilità per valorizzare la struttura, il discorso è aperto
LIVORNO. Cinque secoli di storia che si raccontano a ben 2mila persone. Quel che era e quel che resta. E ancora la geologia di quella scogliera a picco sul mare del Romito, le cave nell'arenaria, il mondo sottomarino che anima gli "abissi" là sotto. A fare da cornice ci sono pure le foto dei dipinti livornesi che la ritraggono, per non parlare della carrellata di film storici che parlano di lei nella mini saletta-cinema allestita per l'occasione: la Torre di Calafuria apre le sue porte secolari alla città ed è un successo maxi.
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Un boom di presenze da Livorno e provincia, con tanto di stranieri, che porta la firma del Fai, Giornata di Primavera 2016. «Siamo riusciti ad accendere un riflettore sul passato, sul presente e speriamo sul futuro di questa Torre simbolo della città e dei livornesi: noi abbiamo dato la nostra disponibilità a gestire il bene, per farlo tornare a vivere. C'è un discorso aperto con il Demanio, grazie al quale abbiamo potuto organizzare questa due giorni», spiega Emanuele Guidotti, presidente della delegazione Fai di Livorno. Otto delegati, decine di volontari e tanti giovani che in questo weekend hanno chiesto ai vertici Fai di entrare in squadra: questa la delegazione livornese. «Siamo veramente soddisfatti di come è andata l'iniziativa: tra i visitatori abbiamo avuto anche alcuni inglese, un tedesco e un brasiliano. Abbiamo faticato tanto per realizzarla e la risposta dei livornesi e non, dimostra quanto questo bene stia a cuore. Grazie ancora al Demanio», continua. La fila di gente sul Romito, in attesa del proprio turno di visita, nelle giornate di sabato e domenica si fa notare. Ad accompagnare la carica dei 2mila sono gli studenti del liceo artistico Cecioni, una quarantina di ragazzi in tutto.
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A mo' di guide mostrano le foto di alcuni dipinti del gruppo di pittori labronici del Novecento, Benvenuto Benvenuti e Renuccio Renucci. Poi si passa alle immagini della vita là sotto al mare, grazie alle foto subacquee raccolte dal diving center La Torre di Calafuria. C’è anche la mini sala di cinema allestita dove viene proiettato un video che racconta la Torre di Calafuria nel cinema, firmato da Marco Sisi. Arte, geologia, cinema, flora e fauna marina, storia, paesaggi, cave: è una due giorni che lascia il segno. Transenne e impalcature non ostacolano la riuscita dell’iniziativa, anche se sono innegabili ferite inferte al fortilizio simbolo della città, ormai da 3 anni. «Tutte le persone si sono dispiaciute per le transenne e ci hanno chiesto se la Torre sarà aperta ancora e valorizzata», prosegue Guidotti. E va nel merito: «Dobbiamo trovare un modo compatibile con lo statuto della Fondazione, il Fai può fare investimenti per riqualificare beni suoi, frutto di donazioni tramite lasciti testamentari, oppure per ripristinare, gestire e valorizzare beni che ha in concessione a lungo termine». E chiude: «Noi abbiamo dato la nostra disponibilità al Demanio, il discorso è aperto».
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