Gioco
Mostre di scultura in duomo È l’idea lanciata dal vescovo
Monsignor Giusti fa anche il punto sui lavori di manutenzione in corso nelle chiese Avviato il restauro di Santa Caterina che da tempo mostrava segni di cedimento
LIVORNO. La presentazione del libro sulle chiese ed i luoghi di culto livornesi ha visto l'intervento del vescovo, monsignor Simone Giusti, che ha colto l'occasione per parlare di alcuni lavori di manutenzione attualmente in atto in alcune chiese cittadine, di altri appena compiuti e soprattutto delle prospettive di valorizzazione del nostro patrimonio ecclesiastico.
Il restauro di Santa Caterina. Con il completamento dell'impalcatura esterna sono stati, ad esempio, avviati i lavori di restauro della chiesa di Santa Caterina che già da qualche tempo mostrava gravi segni di sofferenza: passandovi davanti non sarà sfuggita alla vista la enorme macchia di umidità allargatasi attorno ad uno dei finestroni del grande edificio sacro a pianta ottagonale, sul lato verso via Borra, a causa del carente sgrondo delle acque piovane dovuto al ripetuto intasamento delle caditoie che, dopo il precedente restauro terminato una decina d'anni fa, risultano attualmente incassate nella cortina muraria.
All'interno, che è ora parzialmente interdetto al passaggio (nella zona dinanzi all'organo), gli affreschi della cupola stanno anch'essi mostrando segni di deterioramento come già denunciato sul periodico on-line della Diocesi nel 2014: in proposito qualcuno forse ricorderà l'estenuante lunghezza dei lavori di restauro che si protrassero per oltre un ventennio sin dai primi anni '80 del Novecento con l'interno della chiesa completamente "ingabbiato" dai ponteggi.
Riconsegnato alla città il fonte battesimale. L'avvio del Giubileo della Misericordia ha d'altro canto coinciso con un importante recupero: «Grazie alla Fondazione Livorno - spiega monsignor Giusti - è stata riconsegnato alla città uno dei pochi luoghi antichi di Livorno sopravvissuti alla guerra ovvero il fonte battesimale del duomo dove per secoli è stata battezzata la stragrande maggioranza dei livornesi».
Situato nella cappellina sul lato mare del duomo (l'unica parte rimasta parzialmente in piedi dopo i bombardamenti) il fonte battesimale, realizzato in marmo intarsiato, è rimasto per lungo tempo chiuso alla vista e viene ricordato per avere accolto nel 1791 il battesimo di don Giovanni Battista Quilici che papa Francesco ha ora proclamato venerabile.
«Si sta cercando di rendere visibile - prosegue il vescovo - anche la ricca raccolta di tessuti che dovrebbero essere esposti in locali situati sul lato ovest della cattedrale. Solo che i tessuti ci sono, i soldi ci sono, a tardare sono i permessi per iniziare i lavori».
Sos dal duomo. Anche la chiesa cattedrale ha bisogno di restauri e nell'occasione è affiorata l'idea di trasformare i loggiati laterali, togliendo le inferriate e collocando dei cristalli, in luoghi di esposizione di sculture di autori contemporanei, possibilmente livornesi. Così come potrebbe diventare un luogo espositivo anche il grande porticato del palazzo vescovile.
Più arte contemporanea nelle chiese. L'altra questione toccata dal vescovo, monsignor Simone Giusti, durante la presentazione del libro sulle chiese ed i luoghi di culto livornesi è la carenza di arte contemporanea nelle chiese livornesi: «Sarei ben contento - prosegue monsignor Giusti - di arricchire anche la cattedrale con opere contemporanee di arte sacra».
Sul periodico on line della Diocesi, sempre parlando del duomo di Livorno, oltre all'imbiancatura delle pareti ed al restauro dell'organo, si fa infine cenno alla valorizzazione della cripta esistente sotto l'edificio. Si tratta di un’altra idea che va nella direzione di una rivalutazione della cattedrale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
