Gioco
Si è spento Nedo Luschi Fu fra i “padri” del Rotonda
Aveva 99 anni, è stato una delle figure più rilevanti del Gruppo Labronico La “sua” Livorno gli renderà omaggio stamani: i funerali alle ore 9,30
LIVORNO. Si è spento alle soglie dei cento anni il pittore Nedo Luschi, il decano dei pittori livornesi: li avrebbe compiuti il 6 giugno del prossimo anno. A dare la notizia della scomparsa, che ha suscitato vasto cordoglio nel mondo livornese degli appassionati d'arte, è il Gruppo Labronico, il cenacolo di artisti labronici con quasi un secolo di storia alle spalle (ora guidato da Gianfranco Magonzi), del quale Luschi era stato presidente dal '93 per otto anni.
Proprio il Gruppo Labronico ricorda che Luschi, «noto anche per la sua attività di floricultore», ha vissuto «un'intensa vita d'arte iniziata alla scuola di Beppe Guzzi e all' Accademia di Brera» e ha preso parte «con premi e riconoscimenti, a collettive nazionali e internazionali» (tra le quali la Quadriennale Romana e Artegiro, insieme a diverse mostre personali.
Il suo nome resta legato al premio Rotonda, che aveva fondato «insieme a Mario Borgiotti e Renzo Casali nel 1953» a Livorno e «poi ha sempre seguito». Del resto, – come ricorda Magonzi – «per tutta la seconda metà del secolo scorso, Luschi è stato a Livorno un infaticabile organizzatore d'arte a cui si deve molto»: non solo aveva guidato il Gruppo Labronico come si è detto ma era stato anche presente in molte giurie e nell'allestimento di varie iniziative.
Alle mostre del Gruppo Labronico Nedo Luschi ha partecipato «fin dalla XXI mostra nel 1947 e anche all'ultima, ordinata da dicembre a gennaio scorsi al Museo Piaggio a Pontedera, erano esposte due sue opere di solido impianto», sottolinea il presidente del Gruppo.
Si è occupato dell'organizzazione del premio, è stato nella giuria di accettazione delle opere e della giuria del Premio, ha guidato come presidente varie gestioni dell'iniziativa e dieci anni fa era stato eletto all'unanimità presidente onorario dell'associazione Ro-art.
In una delle edizioni degli scorsi anni gli era stato riservato uno stand in cui ha inserito le sue opere più importanti ed è stato presentato il catalogo "Nedo Luschi e il Premio La Rotonda dal '53 ad oggi" curato da Silvia Fierabracci, responsabile dell'archivio dell'artista. E' dal 2009 che il pittore così come la sua famiglia hanno stabilito di dare a Silvia Fierabracci il compito di catalogare e archiviare le sue opere insieme alle testimonianze fotografiche e bibliografiche che lo riguardano (mentre quattro anni più tardi è stato istituito in modo ufficiale l'Archivio Nedo Luschi).
Proprio a Fierabracci si deve questo giudizio: «Artista di eccezionale talento, capace di intuire per tempo i propri limiti, Nedo Luschi è riuscito nella sua lunga carriera artistica a saper mirabilmente misurare la realtà con il cuore, dimostrando che si può essere grandi anche nella misura in cui siamo. E questo, è, forse, uno dei principali motivi, per cui, la sua espressione estetica ed il suo mondo poetico, “senza nessun ritorno a”, riescono a dire sempre inevitabilmente qualcosa di valido alla contemporaneità in quella vibrante, personalissima, dirompente energia dei suoi quadri».
La sua parabola artistica copre l'arco di larga parte del Novecento, diciamo la seconda metà e un pezzo del nuovo secolo: come spiegava Luciano Bonetti presentandone la figura, Luschi aveva iniziato «a dipingere giovanissimo subito attirando l'attenzione dei colleghi più anziani (Nomellini, Romiti, March, Natali, Guzzi, Borgiotti ecc.), del pubblico e della critica». Aggiungendo poi una sottolineatura dedicata alla sua tecnica "materica": «Abbondanti i colori sulle sue tele e pennellate irruente, decise, spontanee; pittore innamorato del vero, un vero interpretato con un linguaggio personalissimo, riconoscibile a prima vista. Nessuna incertezza nelle sue interpretazioni eseguite sempre col proposito di afferrare l'essenziale del tema affrontato, sempre eliminando i particolari inutili. Un moderno, dunque, scaturito però dalla gloriosa tradizione post-macchiaiola, tradizione che Luschi ha sempre rispettato ed amato».
Parenti e amici daranno a Luschi l'ultimo abbraccio stamani: il funerale è previsto alle ore 9,30 alla camera mortuaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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