Gioco
Nella dimora storica dei Casini d’Ardenza apre il primo home restaurant in città
Così una giovane livornese si inventa un lavoro: anche un modo per valorizzare questa struttura ottocentesca
LIVORNO. Lo spazio non manca. Basta guardarsi intorno per restare folgorati da una cornice che trasuda di storia ottocentesca, marmi e affreschi di Adolfo Tommasi. C’è pure il talento ai fornelli, che sarà garantito da chef che via via organizzeranno cene e sforneranno menù. Benvenuti nel nuovo “home restaurant” ai Casini D’Ardenza, una sorta di teatro a due passi dal mare costruito nel 1845 dall’architetto Giuseppe Cappellini, la stessa mano del Teatro Goldoni. «Diciamo che con questa formula innovativa e molto social mi sono inventata un lavoro, aprendo casa mia e nello stesso tempo dando la possibilità a chi viene a cena di conoscere le bellezze di questa struttura e la sua storia». Lei è Virginia Volpi, 30 anni e studi in architettura da concludere.
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Da novembre scorso ha trasformato quell’”anfiteatro” sul mare dove abita in un bed and breakfast. E adesso comincia anche l’avventura del “ristorante fatto in casa”, una novità che nella città di Livorno ancora mancava.
«Diciamo che ho impiegato alcuni mesi per avere tutti i permessi e partire regolarmente con questa attività- ci tiene a specificare la 30enne - Ci sono situazioni a Livorno, però, dove si fa home restaurant in modo abusivo».
Il cibo, quindi, anche in città diventa social e si affaccia sul mondo della sharing economy. «Si tratta di cene per non più di 10, 15 persone - continua Volpi - e il menù sarà concordato con i cuochi chiamati a preparare».
L’inaugurazione ufficiale era fissata per il prossimo 26 febbraio con due chef “televisivi”, Erica Liverani mamma romagnola e concorrente di MasterChef edizione numero 5 e Lorenzo De Guio, il macellaio di Roana - Padova - anche lui protagonista dello show di cucina che nella scorsa puntata del format si è salvato, al ballottaggio e procede spedito verso la finale di MasterChef del 3 di marzo. Queste evoluzioni del programma tv impediscono la partecipazione dei due all’evento inaugurale del nuovo “home restaurant” livornese.
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«Purtroppo c’è stato questo contr’ordine - continua Volpi - Ma ci stiamo organizzando per inaugurare gli eventi del nostro “home restaurant” con altri chef: ci tengo a sottolineare che la nostra sarà una cucina gourmet».
Dal novembre scorso, intanto, la dimora storica si apre al mondo con le due camere adibite a “Bed and breakfast”, tra cui una suite affrescata.
«Abbiamo avuto ospiti da Hong Kong, dall’Argentina , tante persone legate all’Accademia Navale e sono molti i lirvornesi che ormai vivono all’estero che ci scelgono quando tornano in città per trovare i parenti - prosegue la titolare - Chi viene resta estasiato dall’ambiente che trova, anche gli stessi livornesi, che non avevamo mai avuto l’opportunità di vedere all’interno lo storico edificio dei Casini D’Ardenza. Tanti neppure conoscono la storia e pensano, erroneamente, che fosse nato come bordello». Il complesso, invece, fu progettato e costruito dall’architetto Cappellini - con le sue 13 palazzine - con 322 stanze - unite in un solo corpo di fabbrica per dare un’accoglienza di prestigio a tutte le persone - soprattutto l’alta borghesia nazionale e internazionale - che nel XIX secolo sceglievano la città perché gettonata località balneare. L’edificio divenne famoso quando fu abitato dal Granduca Leopoldo II e la sua corte: ciò gli valse il nome di “Granducali Casini D’Ardenza“. «Noi abbiamo impiegato 3 anni per dar vita ad un restauro d’epoca a tutti gli ambienti», chiude Volpi.
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