Gioco
Il Tirreno apre le porte alle associazioni
Iniziativa in tandem con le organizzazioni risorgimentali per presentare il libro di Bandi dedicato a Anita Garibaldi
LIVORNO. E' stata la penna di Giuseppe Bandi, patriota garibaldino, fondatore del nostro giornale nel 1877, a disegnare il ritratto letterario più bello di Anita Garibaldi, l'eroina risorgimentale che ha condiviso con l'Eroe dei Due Mondi la scelta di una esistenza avventurosa, nel nome della lotta per unificare l'Italia. Non poteva che avvenire nella sede del Tirreno la presentazione della ristampa anastatica del volume che è stata curata da Elisabetta Benucci (Università di Firenze e Accademia della Crusca). A far gli onori di casa il capocronista Alessandro Guarducci e il consigliere preposto Raffaele Serrao.
L'incontro è stato promosso, in tandem col Tirreno, da Ferruccio Coordinamento nazionale per il Risorgimento insieme ai Comitati toscano e livornese per la promozione dei lavori risorgimentali. All'iniziativa, coordinata da Luigi Donolo, presidente dell'organizzazione risorgimentale cittadina, hanno preso parte anche Fabio Bertini, presidente del coordinamento toscano per la promozione dei valori risorgimentali mentre gli interventi dedicati al libro sono stati intervallati dalle musiche eseguite da Massimo Signorini con il tenore Carlo Messeri.
La presentazione di questo libro è stata l’occasione per Il Tirreno di aprire alle associazioni le proprie porte: anzi, il proprio salone. La prima volta di una serie, visto che il giornale metterà il salone a disposizione dell’associazionismo senza scopo di lucro che intendando promuovere iniziative di interesse culturale per promuovere la città e la sua memoria. Gli interessati possono farsi avanti con una mail a segreteria@iltirreno.it.
Bandi ha scritto la biografia di Anita nel 1889 per la commemorazione dell'eroina garibaldina organizzata nel quartiere Venezia a Livorno: ora quel libro dedicato a Anita è ora rintracciabile solo in poche biblioteche italiane. Lo scrittore maremmano ha utilizzato le testimonianze di chi l'aveva davvero conosciuta per ricostruire la vita di questa giovane donna: firmerà il testo con lo pseudonimo di "Piccione Viaggiatore" e la pubblicherà a Livorno nella tipografia della Gazzetta Livornese. Qualche anno più tardi, quando ormai Bandi era morto da quasi tre lustri, il volume venne dato di nuovo alle stampe dall'editore Bemporad in onore del centenario di Giuseppe Garibaldi.
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