Italia
Il libro sul Risorgimento rosa di Anita Garibaldi sarà presentato giovedì al Tirreno
A scriverlo fu il patriota Giuseppe Bandi, fondatore del giornale Il Telegrafo
LIVORNO. La storia suggestiva di Anita Garibaldi, che per la sua vita avventurosa e la sua eroica morte rappresenta la figura femminile più drammatica e più poetica del Risorgimento italiano, scritta dal letterato e memorialista garibaldino Giuseppe Bandi. Una storia scritta da uno dei protagonisti del nostro Risorgimento, nato a Gavorrano in provincia di Grosseto, nel 1834, nonché fondatore nel 1877 della testata il Telegrafo, l’attuale Tirreno. E proprio nella sede del nostro giornale - fondato dal fervente patriot - a sarà presentata la ristampa anastatica (curata da Elisabetta Benucci), giovedì 11 febbraio alle 17. Nel salone del giornale, faranno gli onori di casa il direttore del Tirreno, Omar Monestier e il capo della cronaca di Livorno Alessandro Guarducci.
Presentano l’incontro Fabio Bertini, presidente del coordinamento toscano per la promozione dei valori risorgimentali ed Elisabetta Benucci dell’Università di Firenze che ha pubblicato molti libri sulla letteratura dell’Ottocento.
La presentazione del libro Anita Garibaldi di Bandi sarà coordinata da Luigi Donolo, presidente del comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali. Tra un intervento e l’altro, ad allietare l’incontro la musica del maestro Massimo Signorini e della cantante soprano Barbara Luccini, in omaggio proprio ad Anita Garibaldi.
Come si legge nell’introduzione del volume “è un binomio d’eccezione quello che offre la ristampa anastatica di questo libro nell’edizione del 1908, ormai introvabile sul mercato librario e consultabile in poche biblioteche italiane. Anche se in periodi diversi, la sfortunata Anita e il guerriero-giornalista Bandi hanno trascorso una fase cruciale delle loro vite in compagnia dell’Eroe dei due mondi: ed è questa speciale coincidenza a rendere il libro dello scrittore toscano davvero unico nel suo genere. Bandi compose la biografia di Anita - la prima ad apparire a stampa - nel 1889 in occasione della commemorazione di lei a Livorno, nel quartiere della Nuova venezia. Per la costruzione degli eventi, ma soprattutto per la sua tragica fine, Bandi si servì delle testimonianze di coloro che avevano realmente conosciuto la giovane donna e avevano assistito a molti dei fatti avvenuti. La biografia, firmata con lo pseudonimo di “Piccione Viaggiatore”, fu subito pubblicata a Livorno nella tipografia della Gazzetta Livornese, il giornale di cui Bandi aveva assunto la direzione nel 1872 e che in seguito era divenuto di sua proprietà. Nel 1908 il libro, a 14 anni dalla morte del suo autore, fu ristampato dall’editore Bemporad in occasione delle onoranze centenarie a Giuseppe Garibaldi. A questa prima ristampa ne seguì una seconda nel 1932 curata da Gino Doria, giornalista e storico partenopeo, che vi aggiunse uno scritto sulla vita americana di Garibaldi e annotò a piè di pagina, soprattutto con indicazioni bibliografiche, alcuni luoghi della ricostruzione di Bandi.
Il racconto su Anita è diviso in 19 capitoli: Bandi vuol far rivivere al lettore l’avventura storica della protagonista, dissipando gli equivoci degli anni”.
L’appuntamento con il libro è per giovedì 11 febbraio alle 17 nel salone de Il Tirreno di viale alfieri.
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