Gioco
Ai Fiume le Olimpiadi delle risate: giochi e allegria in riva al mare
Le Fiumiadi sono un appuntamento tradizionale per l'estate livornese: quest'anno il 7 e l'8 agosto. Coinvolgono un esercito di ragazzi e ragazze, addirittura 40 squadre di 15 persone...
LIVORNO. Essere bambini vuol dire anche essere automaticamente dotati di quella semplicità utile, che permette di vivere con estrema leggerezza la vita. Una conseguenza fondamentale è la facilità con cui si divertono i più piccoli. Ci vuole poco: arrivi al mare, prendi posto sotto l’ombrellone, basta un’occhiata col tuo vicino, col tuo stesso visetto vispo, ed è subito amicizia. «Vuoi giocare con me a fare le costruzioni?».
In quell’età in cui le ragazze scoprono la doccia di sole, permettendo alla “tintarella di luna” di rimanere solamente una delle hits di Mina, ed i ragazzi passano ore ed ore al gabbione a giocare a calcio, cosa può intrufolarsi in questi due mondi apparentemente opposti e lontani? Le Olimpiadi!
Ma il livornese l’estate vuole andare al mare: deve essere il primo che entra nello stabilimento e come minimo deve essere l’ultimo che esce, e nel frattempo deve fare bagno, doccia poi asciugarsi e già che c’è merenda. Insomma, l’estate si va al mare. E se dunque Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto. Quindi le Olimpiadi si devono adattare, devono essere livornesizzate.
Detto, fatto. Così, ogni anno negli stabilimenti balneari si disputano i giochi olimpici. Ma la patria potestà di queste Olimpiadi made in Livorno spetta alle Fiumiadi. Olimpia di scoglio, per meglio dire.
«Saranno 35 anni che esistono le Fiumiadi, se non di più: ero bimbetto io, e gareggiavo», ricorda Armando Neri, il proprietario dello stabilimento balneare:
«Abbiamo sempre voluto puntare sui giovani, cercando di seguire le mode e rispondere alle esigenze, cercando così di prediligere la fascia di età tra i 13 ed i 20 anni. Per questo abbiamo sposato il connubio tra ragazzi e sport, come per esempio il calcio, col famoso gabbione dove giocava Armando Picchi, il beach volley,il beach soccer, la pallanuoto, lo spinning e da quest’anno il Sup».
Una formula magica, un’equazione perfetta che vede come fattori fondamentali i ragazzi e lo sport. Arriva poi la ciliegina sulla torta: la Smile di Adriano Tramonti. Smile ovvero sorriso. Non è solo un appellativo accattivante, è una garanzia, una promessa. E carta alla mano, i dati lo dimostrano: si contano circa il 30% di entrate in più quando lo squadrone bizzarro di Adriano Tramonti fa il suo arrivo con l’animazione per tutti, grandi e piccini.
Non ci ha pensato due volte Tramonti quando gli è stato proposto di prendere le redini delle Fiumiadi nel 2006 e da lì è stato un successo stellare anno dopo anno. «Nella scorsa edizione siamo addirittura arrivati a 40 squadre composte da 10-15 persone, con per esempio partite di carte con 90 giovani: una cosa splendidamente mostruosa».
Tramonti commenta entuasiasta che «si crea quella competizione sana, che non fa mai male, riscoprendo i valori dello sport come il rispetto ed il gioco di squadra, l’amicizia. È una manifestazione anche per mostrare l’altra faccia della medaglia, un modo con cui non dare la solita visione dei giovani come perdigiorno, ma si valorizza questa fascia di età dai 14 ai 20 anni».
Due giornate ricche di divertimento: quest’anno l’appuntamento è fissato per il 7 e l’8 agosto con 14 giochi tra terra e mare come bocce, gara di tuffi sullo storico trampolino, briscola, calcio femminile, giochi senza frontiere, canotto, beach volley, rigo canestri, pentathlon, quadrato, salto in lungo, sup ed molti altri top secret.
E per i più grandi? Non c’è nulla? La Smile ha pensato a tutto con le Fiumiadi Master Edition, over 30. Ma mentre per giovani la serata si conclude con la nomina di Miss e Mister Fiume, per gli adulti ci sarà anche Miss Trans.
Entusiasmo tra i ragazzi è evidente in Giada Scardigli: «È un modo diverso con cui divertirmi e stare tutti insieme. Inoltre ho dietro una tradizione di casa: di anno in anno, prima con mio padre, poi coi miei fratelli, ci passiamo il nome della squadra». O anche Noemi Danesi: «Riesco con le Fiumiadi ad unire due fattori che mi piacciono: i giochi di gruppo e stare con altri ragazzi. È il secondo anno di seguito che le faccio e dall’altro anno ha iniziato pure mio padre Maurizio».
Dello stesso avviso sono Chiara Corozzi e Elisa Gigoni: «Non è solo un’occasione con cui divertirsi, ma è anche un’opportunità per fare nuove amicizie». Prendono la parola poi due componenti della squadra “Le brune”, un nome preso dalla licenza poetica nata per una bidella a scuola, confessano Leonardo Biagini e Diego Citi: «Siamo cresciuti ai Fiume, ed abbiamo sempre visto i ragazzi più grandi partecipare alle Fiumiadi, è quindi ormai un’usanza per tutti noi. Non abbiamo mai vinto: siamo sempre stati i più piccoli, per tre anni di seguito. Quest’anno la musica dovrà proprio cambiare».
Ed anche gli ex atleti delle Fiumiadi ricordano con piacere le passate edizioni da vecchie glorie, come Janis Voliani: «Erano due giorni di divertimento puro, - sottolinea con allegria - vissute in mezzo alla gente, in amicizia; un’esperienza davvero bella. Ho iniziato a 15 anni e le ho sempre fatte fino a che il regolamento me lo permetteva. Mi sono sempre divertito un sacco, è un modo con cui avvicinare i giovani a nuove amicizie ed allo sport. L’unico consiglio che voglio dare è di divertirsi».
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