Livorno, hai i tuoi difetti ma sei tosto: le chiavi per diventare grande
Quattro successi su quattro in casa, 14 punti in sette partite di campionato. Sabato il tabù sfatato: il 3-2 alla Pianese che ha lasciato una sensazione chiara, perché questa squadra ha margini di miglioramento
LIVORNO. Quattordici punti in sette partite, quattro vittorie su quattro all’Ardenza. Il Livorno ha cominciato bene e il 3-2 alla Pianese – un tabù sfatato – ha aggiunto qualcosa: la sensazione che questa squadra abbia ancora parecchio margine di miglioramento.
Lo hanno dimostrato la doppietta di Gabbiani, la qualità di Haas e un primo tempo giocato con personalità. Lo hanno ricordato anche le sofferenze della ripresa. Perché vincere quando si è ancora alla ricerca dell’amalgama è un vantaggio, purché i tre punti non nascondano ciò che va corretto. Il Picchi ha applaudito e festeggiato alla fine. Ma questo Livorno può diventare più forte.
Le mosse di Lucarelli
La novità del match di sabato è stata nella disposizione tattica. Regazzetti e Rizza alti sulle corsie, Falasco nella linea arretrata con Bachini e Veseli, Haas e Bonassi accanto ad Arrigoni: un 3-5-2 che è servito ad avvicinare Aramu a Gabbiani e a portare un uomo in più nella zona nevralgica. La squadra si è saputa adattare alle caratteristiche della Pianese, trovando appoggi per uscire e qualità per cercare la profondità.
Il pallone di Haas a Gabbiani per il raddoppio ne è stato la dimostrazione migliore: passaggio e movimento da attaccante vero hanno tagliato fuori la difesa di Zanchetta. Una soluzione su cui continuare a lavorare, senza trasformare una buona prestazione in una sentenza definitiva sul modulo. Conta soprattutto mettere i giocatori nelle condizioni di sapersi adattare all’avversario.
Partenza forte
Rispetto alla tendenza a crescere dopo l’intervallo, stavolta il Livorno ha offerto il meglio prima del riposo. Arrigoni è andato vicino al vantaggio, Gabbiani lo ha firmato, Aramu ha cercato il bersaglio dalla distanza. Poi Martinez ha fatto il resto, tenendo la porta inviolata.
Il 2-0 ha premiato quanto costruito, ma nella ripresa il controllo si è allentato, anche per merito degli avversari. Cristiano Lucarelli ha elogiato il primo tempo e richiamato le disattenzioni del secondo. Basta questo, anche perché a una squadra partita in ritardo e allestita per gradi non è possibile chiedere di non commettere errori per novanta minuti e oltre.
Gabbiani ha preso il volo
Il bimbo del 2006 scuola Cremonese ha scelto due modi diversi per presentarsi. Sul corner di Aramu ha anticipato tutti sul primo palo; sul servizio di Haas ha attaccato lo spazio e superato Astaldi con un pallonetto. Tempismo nel primo caso, movimento e freddezza nel secondo. Qualità che hanno dato un senso alla doppietta oltre alla bellezza dei gol. Il ragazzo ha offerto una soluzione in più all’attacco, costringendo i difensori della Pianese a fare gli straordinari per tenerlo a bada. Nel dopogara ha raccontato quanto desiderasse segnare con la maglia del Livorno e sotto alla Nord le sue prime due reti in campionato, un bottino che già supera quello dell’anno scorso. «È la classica giornata da incorniciare». Ha dedicato la doppietta alla famiglia e ai tifosi, riconoscendo il valore dei consigli di Di Carmine e il peso avuto da Lucarelli nella scelta di Livorno. Ora viene il difficile: ripetersi, accettare le giornate meno esaltanti, continuare a lavorare senza sentirsi arrivato.
Haas, qualità da recuperare
La prima da titolare di Haas ha portato in dote un assist e la conferma di un giocatore con piedi e movenze da categoria superiore. Da adesso in poi conterà soprattutto quanto potrà dare con una condizione migliore. Lo svizzero ha spiegato di avere un’ora nelle gambe e di dover lavorare sulla forza per aumentare la propria autonomia e la qualità delle prestazioni. «Questa è una piazza importante, che ha voglia di crescere», ha detto dopo la partita. È un passaggio che si lega bene al campo: il Livorno ha bisogno della sua continuità, lui ha bisogno di giocare. L’intesa con i compagni (decisiva sul secondo gol) lascia ben sperare per l’immediato futuro, senza bisogno di affidargli da subito il compito di uomo chiave del centrocampo. Recuperare brillantezza e confidenza con i compagni può renderlo un riferimento sempre più utile.
Misurare le ambizioni
Dalla panchina sono entrati Malagrida e Bacciardi a costruire il terzo gol. Un altro segnale incoraggiante: le alternative possono incidere. Anche se la Pianese nel finale ha preso campo e riaperto la partita, il giudizio resta positivo.
Lottare per un piazzamento importante è un’ambizione credibile. Serviranno equilibrio, continuità e progressi nelle gare fuori casa. La sensazione è che il tempo possa essere un alleato: ci sono molti giovani da far maturare, diversi giocatori esperti da riportare al meglio della condizione e intese da continuare a rafforzare. Sabato arriva il Pescara. Un esame valido per capire quanto questo Livorno sia davvero in grado di restare attaccato al carro delle battistrada.
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