Livorno, ora non si scherza più: le scelte di Lucarelli
Ecco il debutto in campionato contro la Torres che è tra le favorite per la promozione. I Lucarelli hanno raccolto l’eredità umana di Igor: costruita una squadra che dà fiducia
LIVORNO. Finalmente. Ci siamo. Dopo quattro mesi, torna il campionato con le sue emozioni e quel tipico profumo forte dei tre punti, delle partite vere.
Certo, è ancora calcio d’agosto, ma soltanto dal punto di vista del calendario, perché questa con la Torres (fischio d’inizio alle 20,30) è una partita dal peso specifico identico a quelle che si giocano in pieno inverno. Insomma: non si scherza più.
Fiducia
Dalla fine di aprile, da quell’ultima partita giocata (e vinta) a Pontedera, qui sono cambiate moltissime cose. Fino al 18 giugno eravamo in mezzo al guado, tra tante parole, pochi fatti e un malcontento generale che da latente stava per trasformarsi in manifesto. Poi, quel maledetto 19 giugno che ci ha portato via Igor Protti facendo iniziare il nostro collettivo ‘dopo’, ha cambiato tutto ed ogni tassello del mosaico è andato al posto giusto.
Alessandro Lucarelli dietro la scrivania insieme ad Alessandro Doga e Cristiano in panchina. Il lascito umano ed etico di Igor è enorme e solo chi ha spalle larghe e cuore amaranto ha avuto la forza di raccoglierne l’eredità. Così, con pochi soldi (che noia il salary cap), ma con tante buonissime idee forgiate nella competenza mista all’amore per la maglia, ecco che in poco più di un mese è sbocciata una squadra che ispira fiducia. Cristiano è un allenatore maturo, competente, esperto con idee chiarissime condivise con il fratello.
E così ecco che il Livorno, partito per ultimo nella costruzione della squadra, nel precampionato ha dato la sensazione di essere più amalgamato di tante big, a cominciare dalla Reggiana sconfitta 3-1 in Coppa Italia a Ferragosto.
La partita
Il 4-2-3-1 degli amaranto ha di certo vocazione offensiva per cui è lecito attendersi una Livorno alla baionetta, ma con giudizio anche perché la Torres è squadra dall’impianto tattico collaudato, costruito attorno a giocatori validi (l’ex Nunziatini, l’esperto Mastinu) e che è molto abile a colpire in contropiede. Il rovescio dei rossoblù in Coppa Italia (4-1 sul campo dello Spezia) non deve trarre in inganno, per due motivi.
Uno: la forza degli avversari, che sono i favoriti per la promozione. Due: al tecnico Greco mancava mezza difesa.
E infatti la società sarda è subito corsa ai ripari ingaggiando l’ex Ravenna Corsinelli. Insieme a lui è arrivato pure il giovane Kebbeh dal Cesena. Greco in chiave-Livorno ha pure recuperato Antonelli, il suo autentico totem difensivo. In casa amaranto, out Gabbiani anche fermo per la distorsione alla caviglia rimediata con la Reggiana.
Il ragazzo tornerà a disposizione per la seconda giornata di campionato.
È recuperato Rizza che però potrebbe partire dalla panchina. A centrocampo è ballottaggio tra Bacciardi e Menarini, mentre Di Carmine sarà il vertice alto davanti ai rifinitori Malotti, Peralta e Aramu.
Il Livorno parte a fari spenti, ma a petto in fuori nella consapevolezza che il Club ha ancora a disposizione un cospicuo gruzzolo per completare la rosa.
E così si torna al concetto iniziale, quello della fiducia. Rispetto all'anno scorso stiamo vivendo tutta un'altra situazione: serenità, grinta, senso di appartenenza e voglia di stupire impregnano l'aria dell'Ardenza. Con questi presupposti ci si può divertire. Senza se e senza ma.
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