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Livorno, partita la campagna abbonamenti: poche tessere, procedura lenta e polemiche

di Redazione Livorno

	La curva del Livorno
La curva del Livorno

Non piace la politica degli aumenti che tiene le famiglie lontane dal Picchi. Proteste fra i club amaranto: Atl e Porto rinunciano a raccogliere prenotazioni

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LIVORNO. È Marco Moniglia il primo abbonato della stagione 2026/27. Ha staccato la tessera allo Store presso il Parco Levante. Per la verità è stato uno dei pochi, non per mancanza di volontà da parte dei tifosi, ma a causa della lentezza delle procedure che hanno generato una lunga coda. Fin da oggi operazioni e addetti dovrebbero essere più veloci in modo da garantire un servizio all’altezza della situazione.

Quel rincaro

A tenere banco tra i tifosi, però, c’è la questione dell’aumento del prezzo dell’abbonamento rispetto alla scorsa stagione che è stato concentrato nel settore popolare della curva. L’intero è passato da 160 a 190 euro (+18. 75%) , mentre è andata peggio ai ridotti (donne, over 65 e ai supporter tra i 12 e 18 anni di età) passati da 130 a 160 con un +23%. Invariati gli interi di Gradinata.

Club divisi

Dinanzi a questo aumento, alcuni Club Amaranto si sono sfilati e hanno rinunciato al ruolo di punto vendita degli abbonamenti. È il caso dell’Atl e del Club Porto. Luca Creatini (Atl) spiega: «La maggiorazione per la Curva Nord suona come la solita provocazione da parte del presidente Esciua. Tra l’altro è pure un settore escluso dal pacchetto “Family”. Inoltre, ci è stata tolta la possibilità di saldare gli abbonamenti a fine settembre/inizio ottobre in modo che potessimo permettere ai nostri soci di pagare la tessera in più rate. Diventa adesso in una unica formula. Paypal? Questa modalità di pagamento è stata ventilata, ma al momento non è presente nelle opzioni di acquisto Vivaticket».

In queste ore ATtl e Club Porto si riuniranno per emettere un documento congiunto sulla questione. Stua e Villaggio Emilio hanno redatto un comunicato. La loro posizione è diversa nella sostanza, ma non troppo nella forma, rispetto a quella degli omologhi appena detti. «I due Club – si legge nella nota – hanno deciso, per rispetto dei propri iscritti, di fare gli abbonamenti al prossimo campionato del Livorno, come negli ultimi 30 anni. Tuttavia, non possono che criticare modalità e tempi con cui il presidente Esciua ha basato la campagna. I club, più volte, anche per canali ufficiali, hanno tentato di avere un colloquio fin da giugno per affrontare il tema: ma la convocazione è del 30 luglio, a cose fatte. Senza una possibilità minima di trattativa». Il comunicato prosegue come un cahier de doleances e il dito viene puntato sul rincaro di tutti i settori. L’altra questione calda è quella del «pagamento completo, all’ordine, senza alcuna rateizzazione, sempre concessa fino ad ora». Per il presidente – si afferma – il versamento unico è il modo per avere la certezza del pagamento, che comunque avrebbe avuto anche tramite i Club che trattengono l’abbonamento del socio sottoscrittore fino al momento del saldo. I due Club si sono quindi trovati a un bivio: «Non fare gli abbonamenti e quindi creare un danno al presidente, o agevolare i soci e salvaguardare la vita del club? Visto che tanti avrebbero fatto comunque l’abbonamento abbiamo optato, obtorto collo, alla seconda ipotesi». Nel tardo pomeriggio ha preso posizione anche il Magnozzi dopo una riunione dei consiglieri al termine della quale il gruppo più storico di sportivi ha deciso di garantire ai propri iscritti il servizio di vendita degli abbonamenti.

La voce della tifosa

Avulsa dal contesto dei Club, la storica fan Antonella Romanacci è comunque in sintonia con le anime del tifo organizzato: «Mi aspettavo che i prezzi rimanessero almeno invariati rispetto alla passata stagione e invece la curva è il settore più penalizzato e senza la formula family. Rispetto alle altre grandi piazze non abbiamo nemmeno uno sconto simbolico per i vecchi abbonati e i costi sono addirittura da serie B. Non so a quale unità di intenti si potesse riferire Esciua». 
 

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