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Calcio: Serie C

Livorno, c’è nessuno? Nel deserto amaranto spunta solo la data del ritiro: mancano giocatori e allenatore

di Alessandro Lazzerini

	Deserto amaranto 
Deserto amaranto 

Al momento è una scatola vuota: In dirigenza, dal punto di vista sportivo, c’è il solo Alessandro Doga, il cui ruolo però non è stato ancora definito. Non c’è l’allenatore e i giocatori sotto contratto sono dieci, di cui però pochi adeguati alla C

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LIVORNO. 1° giugno. È passato quasi un mese dal comunicato del presidente Esciua che chiedeva compattezza e si augurava una nuova ripartenza amaranto. Nel mezzo poco o niente. Solo la comunicazione, il 16 giugno, di aver iscritto la squadra. Per il resto anche sui canali ufficiali del club, a parte le foto del camp a Banditella e i giorni di lutto per l’addio a re Igor Protti, non c’è traccia di novità.

Vuoto totale

Il Livorno al momento è una scatola quasi vuota. In dirigenza, dal punto di vista sportivo, c’è il solo Alessandro Doga, il cui ruolo però non è stato ancora definito. Non c’è l’allenatore e i giocatori sotto contratto sono dieci, di cui però pochi adeguati al campionato di Serie C. Con l’addio di Panattoni, in direzione Nissa in Serie D, legati al Livorno sono rimasti Tani, Ciobanu, Marinari, Bonassi, Malagrida, Ghezzi, Mawete e Gentile, oltre a Ndoye e Calvosa rientrati dai prestiti. Nessuno di questi verosimilmente sarà titolare. In pratica, c’è ancora tutto da fare. Siamo a fine giugno e il tempo scorre inesorabile. Il Livorno rischia, ma lo è già, di partire in ritardo rispetto a tante competitors della propria categoria. Un immobilismo, quello del presidente Esciua, mai visto prima in questi quattro anni di gestione amaranto.

Il nuovo tecnico

Resta fondamentale la scelta dell’allenatore. La piazza, nei giorni dell’addio a Igor Protti con i 12.000 spettatori all’Armando Picchi che non si vedevano da anni, si è unita come mai negli ultimi anni. Come sottolineato anche da Enio Bonaldi nell’intervista al nostro giornale, è un elemento da non disperdere. Nessuno si aspetta un nome da Serie B, ma la scelta di un allenatore di categoria darebbe un segnale chiaro, rispetto magari a una scommessa “alla Formisano”. I nomi su cui si sta ragionando sono quelli conosciuti da giorni: Coppitelli, Prosperi e Pascali. Usciti dalla lista Di Carlo, confermato al Gubbio, e Tisci che è attesa in queste ore per la firma con il Potenza.

Verso il ritiro

Giocatori non ce sono pochi, del mister ancora non ne abbiamo traccia e anche l’organigramma societario resta scarno. In questo discorso va considerato anche il fatto che al 30 giugno tutti i contratti dei collaboratori extra campo (dal responsabile marketing Laudicino a tutto il resto) scadranno. Per proseguire il rapporto servirà trovare l’accordo per il rinnovo. Detto questo, gli unici movimenti che si fanno notare in casa amaranto sono quelli per l’organizzazione del ritiro (non ancora ufficiale). Indicativamente il Livorno dovrebbe partire intorno a metà luglio con le classiche visite di rito e poi muoversi verso il ritiro intorno al 18. Due settimane in montagna fino al 2 agosto. La località? Dovrebbe essere sull’Appennino tosco-emiliano. Negli anni passati sono stati Fiumalbo e Pievepelago a ospitare gli amaranto, stavolta in pole c’è la località di Fanano, in provincia di Modena, una trentina di chilometri oltre Pievepelago. 

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