Gioco
Livorno-Ascoli, Formisano cerca una svolta: la probabile formazione
Alle 15 arriva l’Ascoli, dopo tre sconfitte consecutive Formisano cerca una svolta. La novità tra i titolari può essere Cioffi, davanti tocca ancora a Di Carmine
LIVORNO. “Al triplice fischio, i vincenti festeggino e gli sconfitti preparino la rivincita”. Il Livorno la partita con l’Ascoli l’ha iniziata a preparare già sul pullman di ritorno da Pesaro. Sia per la voglia di rivalsa dopo la batosta in terra marchigiana, e le tre sconfitte in fila, sia per l’importanza che la gara contro i bianconeri rappresenta per la piazza.
Una sfida difficile, contro una delle grandi favorite del campionato, ma anche un’occasione per dimostrare che il Livorno è vivo. Lotta e vende cara la pelle. Oggi, per tanti motivi, Livorno-Ascoli vale più di tre punti.
Gli amaranto
Dopo il polverone sollevato dalle parole rilasciate nel post gara di Pesaro, mister Formisano in questa settimana, con tre partite in sette giorni, si gioca tanto del proprio futuro sulla panchina del Livorno.
A parte lo squalificato Noce e un Gentile non ancora al 100%, il tecnico può contare sulla rosa al completo. In ogni reparto, soprattutto dal centrocampo in su, le scelte non mancano.
In porta ci sarà Seghetti, che poi domani sera lascerà Livorno per unirsi alla Nazionale Under 20. In difesa Ghezzi e Monaco dovrebbero riuscire a stringere i denti ed essere della partita. Per completare il terzetto è favorito Baldi. A destra è aperto il ballottaggio tra Mawete e Biondi, con il secondo che potrebbe anche restare in panchina per essere utilizzato come arma tattica a gara in corso. A sinistra sicuramente Antoni. In mezzo al campo sono tre per due maglie, ci sta che resti fuori Hamlili.
Sulla trequarti intoccabile Marchesi, con Cioffi che si candida per una maglia da titolare. In questo avvio ci si aspettava più minutaggio per l’ex Rimini e questa potrebbe essere la sua occasione. Nel ruolo di centravanti la certezza si chiama Di Carmine.
L’avversario
Quattro partite, otto punti. Due vittorie e due pareggi per l’Ascoli che, sulla carta, dovrebbe essere la diretta antagonista dell’Arezzo per contendersi la vittoria del campionato. I bianconeri fin qui hanno pareggiato in casa e sempre vinto in trasferta, a Terni e a Perugia, due campi non semplici.
A Livorno cercheranno il tris, reduci da un pesante 0-2 al Curi. Il tecnico della squadra ascolana è Francesco Tomei che spesso imposta la squadra con un offensivo 4-2-3-1. In mezzo al campo il direttore d’orchestra è il livornese Samuele Damiani, scuola Empoli e giocatore dotato di qualità e geometrie.
Davanti, l’ultimo arrivato dal mercato, c’è Gabriele Gori, ex Livorno, classe 1999, uno che in Serie C sposta gli equilibri.
Le parole di Noce
Mario Noce sarà squalificato, ma è stato proprio lui a presentare la gara al Kfc di Livorno, in piazza Grande. «Siamo un bel gruppo – ha esordito il difensore -. Si è parlato dei problemi extra campo. Adesso ce ne sono molti meno, fuori dal campo ci manca poco o niente. Ci alleniamo in un centro sportivo al top. E’ quasi tutto risolto. Le ultime sconfitte non hanno destabilizzato l’umore dello spogliatoio. Siamo pronti a rispondere sul campo dopo un periodo non semplice. Non c’è partita migliore per farlo».
Attenzione ai cambi da una parte e dall’altra. L’Ascoli ha una rosa ampia e mister Tomei spesso inserisce giocatori che possono cambiare la partita. Potrà farlo anche il Livorno con i vari Peralta, Biondi, Dionisi. E’ sfida vera, di quelle che profumano addirittura di Serie B. Non ci saranno i tifosi ascolani (vietata la trasferta ai residenti in provincia di Ascoli), ma la rivalità resta. Così come le motivazioni del Livorno. Che oggi deve dare un segnale, anche per rasserenare l’ambiente dopo le turbolenze degli ultimi giorni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
