Gioco
Livorno, occhio ai segnali
Nessun dramma ma ora i 3 ko in 4 partite ufficiali vanno analizzati. Col Guidonia poco gioco e poca qualità, le punte quasi mai coinvolte
LIVORNO. Di certo si può dare di più. Senza bisogno di scomodare troppo Tozzi, Ruggeri e Morandi, questo Livorno può e deve fare di più rispetto a quanto visto contro il Guidonia Montecelio. Tre partite di campionato: una vittoria e due sconfitte (a cui si aggiunge quella di Coppa).
É presto per fare un bilancio, anche solo iniziale, ma la prestazione di domenica sera è stata insufficiente e qualcosa Formisano dovrà cambiare perché serve un Livorno diverso. Il tempo c’è eccome, ma questa squadra ha bisogno di trovare un’identità e tornare a macinare punti.
Poco gioco
Se uno legge la formazione e vede in attacco Cioffi, Di Carmine e Dionisi, con Biondi e Antoni sugli esterni si immagina un Livorno frizzante, fatto di scambi rapidi e giocate dall’esterno per servire le punte. E invece questo non è successo. Cioffi è partito bene, poi è calato tanto alla distanza, Di Carmine e Dionisi hanno fatto tanta fatica. In un esperimento che non ha funzionato.
In generale ciò che è mancato è proprio l’assistenza ai tre davanti. Un Livorno che sistematicamente ha saltato i due mediani e non è riuscito a tessere una ragnatela di passaggi. Il Guidonia ha ben contenuto Antoni a sinistra, nelle prime partite sugli scudi, e il solo Biondi ha saputo creare qualche problema alla difesa laziale sull'altra fascia laterale.
Una questione, quella di un gioco poco qualitativo, che per larghi tratti era emersa anche nelle giornate precedenti. Lì, però, il Livorno era riuscito a mettere in campo fisicità, carattere e dinamismo. Poco fioretto, ma tanta spada. Contro il Guidonia invece è mancata anche la “garra” ed ecco la prestazione "vuota" di cui ha parlato il tecnico in conferenza.
Gli alibi
Tre giornate di campionato e già questo è il primo alibi di Formisano. Nel senso: ci vuole calma. Siamo appena all’inizio e c’è tutta una stagione davanti ancora da percorrere. L’assenza di Marchesi in mezzo al campo è pesata più del previsto e anche quella di Gentile dietro, nel totale delle due gare, non è stata banale. Recuperare questi due giocatori per Pesaro sarà fondamentale. E insieme inserire Peralta, oltre a ritrovare Seghetti (nonostante Ciobanu sia stato super).
La squadra ha bisogno di conoscersi, vero, ma anche il Guidonia e tante altre sono formazioni nuove per la maggior parte degli uomini. I tempi vanno accelerati.
Quale identità?
Che squadra è questo Livorno? Una squadra fisica, si è detto in più riprese. Ma con Cioffi, Biondi, Welbeck, Hamlili e Dionisi, dal centrocampo in su il fisico è senza dubbio mancato. Dal punto di vista tecnico si è visto poco e per questo serve che il Livorno trovi una sua identità. Sia dal punto di vista tecnico-tattico, sia in termini di uomini.
Le maggiori certezze al momento sono sulla linea mediana, mentre in difesa e in attacco è sempre stato schierato un Livorno diverso. Una volta amalgamati i nuovi innesti servirà trovare quei punti di riferimento che diventano indispensabili. Un processo anche questo che dovrà essere realizzato in tempi rapidi.
Calendario tosto
A Pesaro servirà il riscatto. Sicuramente in termini di prestazione. Il Livorno dopo le ultime due battute di arresto sarà chiamato a cambiare pagina e pure in fretta.
Sì, perché le prossime due partite sono dal coefficiente di difficoltà elevato: Pesaro fuori e Ascoli in casa. Spesso è proprio contro le “big” che ci si esalta e così dovranno fare gli amaranto per lasciarsi alle spalle le ultime due sconfitte.
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