Sicurezza
Triste e spenta: PL ancora ko
A Jesi arriva la terza sconfitta consecutiva, biancoblù in partita solo il primo quarto Campanella resta, si cercano rinforzi: ipotesi di scambio Paesano-Klyucknyk
Houston, abbiamo un problema. E che problema. La PL al Pala Triccoli di Jesi perde la terza partita nel giro di dieci giorni (85-72) e scivola al settimo posto in classifica. Vista l’esperienza e la caratura morale della squadra, dimostrate in altre occasioni, ci si aspettava una riscossa, una prestazione d’orgoglio a far dimenticare la debacle con Piombino. E invece niente. Jesi l’ha vinta con merito, avanti per 30’, toccando anche il +19. Al 29’ è partita la contestazione dei 100 tifosi presenti nelle Marche e che si è protratta fino alla sirena finale.
E’ evidente: serve una sterzata. La direzione deve deciderla la società, ma la strada sembra già imboccata. Campanella non è in discussione e resta dov’è, l’intervento verrà fatto sul roster. Come già annunciato nei giorni scorsi, a maggior ragione dopo la sconfitta, la PL scandaglia il mercato a caccia di un colpo che possa riportare la nave sulla retta giusta. Andare avanti così non è più possibile. L’allungo Primo quarto giocato praticamente alla pari, con ritmi bassi e difese più forti degli attacchi (14-16).
Nel secondo tempino Jesi trova la combinazione per scoperchiare la scatola difensiva della Toscana Legno e “apriti cielo”. Ben 31 punti incassati in 10’, numeri che la PL di qualche settimana fa forse incassava nel triplo di tempo. Le penetrazioni di Vettori, ma soprattutto le bombe di Cena e Bruno, con i padroni di casa che girano benissimo la palla e trovano sempre la soluzione migliore. Tiri aperti e retine che si muovono con un 65% da tre da Nba. Dal 14-16 del 10' al 43-26 del 18' è un attimo, un parziale di 29-10 che ha la forza di uno tsunami. E che, alla fine, è quello che decide la partita. I tentativi di rimonta Jesi è squadra quadrata, con tanti giocatori esperti e con punti nelle mani. Sì, ma non è Golden State. E infatti nel secondo tempo sarebbe bastato poco di più per riaprirla definitivamente e provare a ribaltarla sulle ali dell’entusiasmo.
Ci ha provato un paio di volte Cepic (48-39 e 55-44), ma la tripla del-8 di Leonzio una volta, e Hazners un’altra, si è sempre spenta sul ferro. Fino all’ultimo tentativo. Il cuore di Venucci e Campori che aveva riportato la Toscana Legno di nuovo a tirare per il -8 sull’81-70. Di nuovo ferro e titoli di coda.Troppo poco per togliere la partita dalle mani di Jesi che l’ha dominata. I problemi Tre in particolare. Come a Fabriano chi gioca contro la PL, se ha un “tre” fisico lo manda in post, sfrutta il vantaggio e da lì gira a meraviglia. Era successo con Scanzi al Pala Chemiba, succede questa volta con Petrucci. Cercato sistematicamente contro Leonzio o Del Testa che non possono tenerlo: raddoppio, scarico e triple come se piovesse. Il secondo. Il tabellino di Bonacini. Tre punti, 5 falli e 1/6 dal campo in 22’, per un -3 totale di valutazione. Nessuna responsabilità da imputare al “Comandante”, ma una situazione solo da sottolineare. Il numero 17 non è quello di un mese fa, la spia dell’energia è accesa e quando non gira lui sono dolori. Lo dicono tutte le sconfitte della PL. Il terzo. Sotto canestro serve qualcosa in più. Il fatturato di Vedovato e Paesano dice 4 punti totali, tutti del primo. Non è la prima volta: troppo poco per una squadra che aspira al vertice. Da dove ripartire Questo popolo lo sa. Questa gente è quella delle palestre in Serie D, dei campi sperduti e che sa cosa siano le difficoltà. Anzi, potrebbe scriverci un trattato.
Serve però una sterzata. Un cambiamento che possa risollevare una squadra in evidente difficoltà. Un colpo che possa riaccendere prima le prestazione in campo e, di seguito, l’entusiasmo di tutto l’ambiente. Uno dei rumors di ieri sera riguarda uno scambio con Herons: il pivot Klyucknyk a Livorno e Paesano a Montecatini. Vedremo nelle prossime ore.
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