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Livorno, soffia un vento labronico: tutti pronti a costruire un sogno

di Francesca Bandinelli
Il livornese Jacopo Marinari con la Sangiovannese (foto Franco Silvi)
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Il livornese Jacopo Marinari con la Sangiovannese (foto Franco Silvi)

I senatori indicano la strada, ma ci sono diversi talenti “nati” in casa

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LIVORNO. Il cuore del Livorno batte forte. Spingono, tra gol macinati (Dionisi, che in amaranto è voluto tornare, è il capocannoniere della squadra con 7 reti) e pericoli sventati (vedi Cardelli), i “senatori” scelti per gettare le basi della risalita nel calcio professionistico. Ma, a contribuire alla volata, c’è anche una spinta labronica autentica, con diversi talenti nati tra città e provincia che non aspettano altro se non di scrivere un pezzetto di “Rinascimento” amaranto.

Danko Ciobanu, il portiere classe 2005 di origini moldave protagonista del passaggio di turno in Coppa Italia, per esempio, cresciuto a Portoferraio, ha fatto il suo debutto in D la passata stagione con Favarin, mentre il compagno di reparto Filippo Tani ha festeggiato la prima presenza in campionato quest’anno, con Indiani in panchina. Andrea Fancelli, difensore nato a Cecina, ha cominciato a dare i suoi primi calci ad un pallone nel Palazzaccio poco più che bimbetto, per poi passare al Cecina e subito dopo alla Pro Livorno Sorgenti. È arrivato in maglia amaranto nella stagione 2022/23: fin qui, in campionato, ha messo insieme soltanto una presenza (25 minuti), strappando una maglia da titolare nelle ultime due gare di Coppa Italia, nel terzo turno vinto contro il Seravezza (3-0) e negli ottavi col Gavorrano (5-4, dopo i calci di rigore) e l’obiettivo, adesso, è quello di provare a ritagliarsi più spazio possibile.

Tra i livornesi doc c’è poi Alberto Arcuri, classe 2004, terzino sinistro cresciuto nel vivaio amaranto prima di passare nella Under 19 della Carrarese e poi alla Pistoiese. Conquistare il pass d’accesso al calcio professionistico con la maglia della propria città di nascita avrebbe certamente un altro sapore. Mattia Parente, che proprio ieri ha compiuto 18 anni, terzino destro puro, ha messo in vetrina anche le sue qualità balistiche. Cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli, con cui ha giocato in Under 17 e 18 ed essendo stato, sempre con gli azzurri, tra i partecipanti allo scorso Torneo di Viareggio (affrontando anche il Melbourne City di Diamanti, ha mostrato la versione migliore di sé anche al Picchi, con tre reti segnate e un assist confezionato per Russo nella gara con l’Ostia mare.

Andrea Luci, originario di Piombino, la maglia del Livorno l’aveva già vestita: arrivò nel 2010 e tre anni dopo era in campo nella gara di ritorno della finale playoff con l’Empoli, quella che valse il ritorno del Livorno in Serie A. Dopo una permanenza di 10 anni, con 317 partite giocate, è passato a Carrara, prima di far scegliere il cuore e riavvolgere il nastro, dal 29 dicembre 2021, quando ancora il Livorno era in Eccellenza e diventando, così, il recordman di presenze nel club.

Matteo Frati, seconda punta classe ’95, autore della rete del momentaneo vantaggio amaranto contro il Gavorrano in Coppa, dopo aver girovagato per gran parte della Toscana dal 2021 si è fermato all’Ardenza e, seppur usato col contagocce, ambisce pure lui al salto di categoria. Jacopo Marinari, 12 presenze e un gol in D, oltre a un rigore procurato nella gara di campionato, in trasferta, col Gavorrano, ha un obiettivo fissato: lo scandisce anche sui propri social, un passo dietro l’altro. Ora l’obiettivo è tornare al successo, domenica a Foligno per allungare ancora la classifica, ma soprattutto dare sostanza a un sogno.


 

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