Gioco
Roseto è micidiale e la PL si arrende in finale di Supercoppa: la partita e cosa non ha funzionato
Senza Zahariev tanta fatica in attacco e stavolta anche la difesa non fa da argine
LIVORNO. La Supercoppa di B prende l’autostrada A1, per Bologna e poi direzione sud verso Roseto. Giusto così. Oggi Roseto sembra una squadra che può ammazzare il campionato: magari tra due mesi non sarà più così, ma oggi la speranza sarebbe di arrivare secondi o quarti in reagular season per non trovarseli sul cammino ai playoff.
Spettacolo Curva Sud
Piccola digressione. Nel giorno in cui la PL non sta quasi mai in partita contro Roseto, il più grande spettacolo è quello di una Curva Sud esaurita che non smette mai di cantare e sostenere la squadra anche sotto di 25, fino all’ultimo secondo dell’ultimo minuto. Non si vincono i campionati col miglior pubblico purtroppo, ma di certo si giocano molto meglio. La squadra onori questo patrimonio.
I più forti
Vince la Supercoppa la squadra che meritava. Quella che prima ha asfaltato Herons e poi ha dominato da un capo all’altro contro la PL. Completi, forti, agonisti, cattivi al punto giusto, hanno tirato col 46% dal campo, preso 12 rimbalzi in più della PL, in più hanno quell’Aukstikalnis che resta un rimpianto visto che in estate era vicino alla PL prima che Roseto rilanciasse a livello economico in modo clamoroso.
Tutti gli alibi
Al di là della sconfitta, bisogna fare un’analisi più ampia. E allora va detto che oggi la PL poteva fare meglio ma forse non troppo. Questa è una squadra costruita con attitudine alla difesa, mentre in attacco molto è affidato al talento di qualche singolo: ecco, i due principali t alenti offensivi oggi non ci sono. Uno c’è ma non c’è, nel senso che Leonzio fino a oggi si è allenato poco e male per problemi al ginocchio, in pratica era alla prima settimana intera con la squadra. «Oggi Enio è al 40% della sua condizione», ha spiegato Campanella. Quello che vale si sa (e in piccolissima parte si è visto nel finale), ma oggi non può darlo. L’altra chiave offensiva è Zahariev, giocatore che sa fare un po’ tutto, magari non uno da 25 punti ma che moltiplica le soluzioni d’attacco della PL: e lui non c’era per uno stiramento dal quale rientrerà martedì. A questo bisogna aggiungere che la PL è squadra quasi tutta over 30 e ha giocato due partite in 20 ore.
Cosa non va
Poi, qualche dubbio può starci. Anzi, è giusto parlarne per capire dove e come si può crescere. Lo scorso anno la PL era una squadra con troppe stelline e pochi operai, quest’anno forse è il contrario.
L’unico 5 puro sembra Vedovato che per ora è piuttosto fuori dai meccanismi. Il gioco nel pitturato è sembrato una alternativa poco incisiva rispetto al tiro da fuori, anche perché il lungo che oggi sembra più affidabile (Donzelli) ha chiuso con 0/5 al tiro. La sensazione è che la PL potrà vincere poche partite se gli avversari segnano più di 80 punti
Un’ultima cosa. Un po’ di “cattiveria sportiva” in più non sarebbe stata male, per tutta la partita ma soprattutto nel finale visto che qualcuno di Roseto faceva il fenomeno anche a più 25.
La partita
I segnali dei primi minuti erano purtroppo dei presagi su come sarebbe finita . Subito 0-7 per Roseto ma soprattutto la PL parte con uno 0/6 al tiro che poi (dopo un canestro di Bonacini) diventa 1/12. Gli arbitri ci mettono del loro perché Roseto picchia in difesa ma il primo fallo degli ospiti arriva addirittura dopo 7’35”: se non è un record, poco ci manca. Il primo parziale si chiude 9-21 con Roseto che ha già preso 12 rimbalzi in più della PL (18-6), il che è anche logico perché di palloni da prendere lassù ce ne sono a grappoli visti gli errori della PL.
Un sussulto illusorio c’è nel secondo quarto quando Venucci mette dentro 5 punti di seguito e riporta la PL a meno 5 (19-24), ma è una fiammella sotto il libeccio. Roseto piazza subito un 8-0 (19-32) e scappa via, andando all’intervallo lungo a più 17 sul 25-42. La partita, nella sostanza, finisce qui, il muro dei 20 punti diventa una barriera insormontabile per la PL. Che saluta la Coppa.
Ora bisogna pensare al campionato. Domenica al PalaMacchia arriva Sant’Antimo, che non è Roseto. E serve un finale ben diverso.l
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