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Libertas, capitan Fantoni: «Hooker e Banks americani super. I “piccoli” sono la nostra forza»

di Fabrizio Pucci
Libertas, capitan Fantoni: «Hooker e Banks americani super. I “piccoli” sono la nostra forza»

Tommy descrive i nuovi arrivati e spiega gli obiettivi: «In A2 ci saranno tanti lunghi stranieri, ma io Fratto abbiamo esperienza»

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LIVORNO Un mese dopo il raduno e a diciotto giorni dal grande ritorno in serie A2 – fissato per domenica 29 sul campo di Cento – in casa Libertas è arrivato il momento di fare il punto della situazione, con onestà intellettuale e senza troppi giri di parole. In pratica nel modo che più piace a Tommaso Fantoni che guiderà la LL nel mare magnum della nuova categoria.

Capitan Fantoni, che effetto le fa l’idea di giocare in A2 con la maglia che più ama?

«Essere in A2 con la maglia della Libertas è una sensazione unica, soprattutto perché la categoria ce la siamo guadagnata sul campo dopo aver vinto il campionato con gran parte della città. Con i tifosi, con tutto il popolo libertassino. E tutto questo è semplicemente meraviglioso».

Se si volta indietro che emozione prova?

«Una soddisfazione gigantesca per come è andato l’anno. Abbiamo vinto il campionato. Abbiamo vinto due derby di cui uno alla grande. Sì. Provo una grande gioia. Credo che abbiamo fatto cose che rimarranno indelebili nella storia. E questo è ciò che conta davvero».

Veniamo all’attualità. Parliamo degli americani…

«Volentieri».

Sa che non tutti riescono ad integrarsi subito nella nuova realtà. Qui come sta andando l’inserimento di Banks e Hooker?

«Abbiamo trovato due persone d’oro. Sono allenabilissimi e questo non è affatto scontato. Per quel che riguarda Adrian Banks, siamo partiti avvantaggiati. Lui conosce l’Italia e mastica la nostra cultura. Conosce il carattere degli italiani per cui sa già dove mettere i piedi».

E Hooker?

«Quinton è un ragazzo solare, sorridente. Ha una grandissima voglia di allenarsi. É una bellissima faccia all’interno di un meraviglioso gruppo di ragazzi».

Già. Il gruppo: la vostra forza.

«Eh sì. Con queste persone – e non uso a caso questo sostantivo – ho condiviso la vittoria dell’anno scorso e questo è un aspetto fondamentale per lo zoccolo duro della passata stagione».

Perché?

«Quell’esperienza ci ha avvicinato ulteriormente. Penso e spero che tutto questo sia un valore aggiunto per la stagione che sta per cominciare».

Qual è il vero obiettivo della Libertas?

«Salvarsi il prima possibile e cercare di togliersi qualche soddisfazione, magari riuscendo a fare qualcosina in più».

Che fa? Alza l’asticella?

«Neanche per sogno. La salvezza è il primo obiettivo e mantenere la categoria sarà come vincere il campionato vista difficoltà e la qualità della prossima serie A2».

Sul piano personale che cosa si aspetta? Torna nella categoria che conosce meglio…

«A livello personale mi aspetto di fare tutto quello che serve per vincere una partita».

Vola così basso?

«Delle statistiche sono anni che non me ne frega nulla».

E quindi?

«Il mio obiettivo è vincere il maggior numero di partite possibile. E sapete perché? In primis perché sono le vittorie che consentono di raggiungere gli obiettivi. E poi perché sono quelle che restano nella memoria e nel cuore».

E sul piano squisitamente tattico?

«La batteria di piccoli che abbiamo dice dove sarà la forza. Io mi metterò a disposizione della squadra e – ripeto – farò tutto quello che serve per vincere le partite».

La LL ha solo lunghi italiani. Gli altri hanno gli stranieri. Che ne pensa?

«Noi lunghi ci conosciamo bene da qualche anno, specialmente Fratto e il sottoscritto. Poi abbiamo Nazzareno Italiano che è un giocatore che fa dentro-fuori ed è il tipo di giocatore che volevamo».

Siete pronti per le battaglie della A?

«Dobbiamo crescere sotto molti punti di vista perché velocità e intensità sono diversi dalla serie B, ma con la testa che abbiamo sono certo che faremo bene».l
 

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