Gioco
Bonacini tra ponce, motorini e un tifo pazzesco: «Cara Pielle, sei un vero spettacolo»
Il nuovo play voluto da Campanella è già leader della squadra:«Quando ho visto oltre 1500 persone all’amichevole in casa contro Piombino non ci volevo credere»
LIVORNO. Sembra proprio che la PL nel prossimo campionato di capitani ne avrà due. Uno, ci mancherebbe, è Luca Campori, che i galloni se li è meritati per anzianità di servizio e per attaccamento alla maglia. L'altro sarà Davide Bonacini, un capitano “tecnico”, vero e proprio braccio armato in campo di Federico Campanella che di lui si fida ciecamente. I due avevano già lavorato insieme (e con profitto) a Piacenza e è venuto naturale ricomporre il duo in questa stagione che, nei piani, deve rappresentare per l'uno e per l'altro l'occasione del rilancio verso la serie A2.
Una regia lucida come da tempo non si vedeva (senza nulla togliere ai predecessori) ma anche la capacità di essere freccia acuminata dell'attacco biancazzurro, sia con il tiro da tre punti sia con la penetrazione a canestro lungo la linea di fondo dopo aver lasciato di sale il difensore. Da quello che si è visto finora, insomma, la dimostrazione vivente delle differenza che c'è fra la A2 che lui ha quasi sempre frequentato e la serie B.
Bonacini, sembra che lei abbia già preso in mano le chiavi della squadra.
«Non so, queste sono cose che dite voi giornalisti. É chiaro però che, per quello che è il mio ruolo e per il fatto di aver già lavorato con Federico, è venuto naturale che io mi sintonizzassi fra i primi con quello che lui ci chiede. Ma quello che è più importante è che dopo soli 20 giorni di preparazione siamo già parecchio avanti sul piano dell'intesa, dell'esecuzione, dell'applicazione di quanto ci viene richiesto».
Ci sarà pure qualcosa che ancora deve essere migliorato...
«Ma certo, ci mancherebbe. Ogni giorno ne parliamo, ogni volta ognuno dice la sua. La cosa più importante credo che sia, in prospettiva, il cercare di limitare gli “up and down”, i picchi di rendimento molto alti alternati ai momenti bui. Contro Gema, per esempio, abbiamo avuto 15 minuti di altissima qualità, ma i primi 5 minuti erano stati assai negativi. Dobbiamo fare in modo che i 15 minuti di alta qualità diventino, piano piano, 20, poi 25 e così via. Poi migliorare in certi dettagli che sono importantissimi nell'economia di una partita, vedi tiri liberi e rimbalzi offensivi».
Non è una frase fatta, ma questa è davvero la serie B più competitiva di sempre. Ci sono giocatori che hanno vestito la maglia azzurra e decine che, come lei, hanno giocato più in serie A che in B...
«É un effetto della riforma dei campionati. La A2 quest'anno avrà un livello altissimo e questo, a cascata, si ripercuote sulla B nazionale».
In più, per gradire, vi è toccato il girone di ferro
«Dobbiamo accettarlo, così come dobbiamo accettare il fatto che, essendo una delle favorite, quando giocheranno con noi tutte daranno il massimo alla ricerca del successo prezioso, succede sempre così. Noi non possiamo e non dobbiamo nasconderci dietro un dito: qual è il nostro obiettivo finale lo sappiamo tutti, ma è l'obiettivo anche di almeno altre sei squadre. In più, come sempre, ce ne saranno altre che diventeranno pericolose strada facendo, magari senza aver avuto obiettivi di promozione all'inizio».
Come si centra l'obiettivo?
«Arrivando nel migliore dei modi alla fase decisiva del campionato. Proprio la PL ha visto che ai play-off comincia un'altra storia, un altro campionato, totalmente diverso da quello che lo ha preceduto. E proprio là dovremo dare il meglio di noi, fare appella alla nostra esperienza, alla nostra solidità fisica e mentale».
Con l'aiuto di un pubblico che non tutti hanno.
«Incredibile. Si rischia di essere retorici, ma il nostro pubblico è incredibile. Naturalmente me ne avevano parlato, avevo visto dei video, ma quando ho visto dal vivo facevo fatica a credere. 300 persone alla prima amichevole a Carrara 1.500 se non di più con Piombino, con tutti che cantavano dall'inizio alla fine, per delle amichevoli che contavano zero. Da non credere».
E il rapporto con la città?
«Perfetto, a me basta il mare per cambiare l'umore. Non potevo chiedere di meglio»
E con le abitudini alimentari dei livornesi?
«Ho già fatto la conoscenza del ponce. Poi Campori ci ha detto che a giorni ci porterà a mangiare il 5 e 5 da Gagarin che tra l'altro mi hanno detto anche essere nostro tifoso. Ci hanno anche avvertito di non chiamare la torta in altro modo perché la proprietaria non la prenderebbe benissimo. Cacciucco ancora no, ma verrà il suo momento»
Altro da segnalare?
«I motorini. Mai visti così tanti in vita mia. Uno sciame infinito, dovunque e a qualsiasi ora».l
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