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Marco Masi fa le carte al campionato: «Livorno la squadra da battere. In rosa sei top-player per la D»

di Sandro Canu
L’allenatore Marco Masi
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L’allenatore Marco Masi

L’analisi del tecnico del Gavorrano: «Siena e Grosseto un passo dietro, amaranto formazione compatta in tutti i reparti con un allenatore e un direttore sportivo che conoscono la categoria»

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LIVORNO. «Il Livorno è la squadra da battere” parole e musica di Marco Masi confermato sulla panchina del Follonica Gavorrano. L’allenatore pisano lo scandisce deciso, senza tentennamenti, aggiungendo e spiegando «É una formazione compatta in tutti i reparti con un allenatore e un direttore sportivo che conoscono la categoria come pochi e che l’hanno già vinta. A mio avviso ha una profondità di rosa che le altre non hanno. Giordani, Vieri Regoli, Russo, Capparella, Hamlili, Risaliti, tanto per fare alcuni nomi, sono dei top player in serie D. Se poi è vero quello che si legge che ancora deve immettere tre giocatori di spessore...».

Chi sono secondo lei le rivali principali?

«Una premessa è doverosa. Mi sembra un girone completamente diverso, anche se tante società sono le stesse, rispetto alla stagione precedente. Tutte hanno cambiato pelle e non si possono esprimere pareri basandosi sull’anno scorso. Sarebbe un grave errore. Il mio pensiero è che quello che sta per iniziare sarà un campionato più livellato in alto».

Ma delle antagoniste più accreditate ci saranno...

«Grosseto e Siena. Per me, al momento, sono di una spanna inferiore ai ragazzi di Indiani, ma hanno l’obiettivo anche loro di vincere il campionato. Hanno un organico importante e hanno dietro due tifoserie e due città che ambiscono a tornare nei professionisti. I maremmani hanno preso giocatori funzionali, qualcuno già da lui allenato, al tipo di gioco che Malotti vuole impostare. I bianconeri stanno lavorando in silenzio ma colpi come Giannetti testimoniano che vogliono puntare in alto. È una piazza esigente per cui è normale che si costruisca un undici importante».

E il suo Follonica Gavorrano?

«Ci siamo molto rinnovati, davanti abbiamo cambiato tanto e dietro siamo tutti nuovi. In questi giorni di ritiro ci stiamo conoscendo. Dobbiamo ancora scoprire i nostri limiti a livello mentale, la vera forza del gruppo. Devo dire che stiamo lavorando bene, l’impatto dei nuovi grazie anche all’apporto dei vecchi è stato meno difficile del previsto. Siamo meno over rispetto alla stagione precedente, ci manca ancora qualcosa nel gioco delle coppie».

Si sta nascondendo?

«No. Faremo bene ma ci sono club più attrezzati».

Il debutto è contro il Livorno: l’anno scorso dette una lezione agli amaranto.

«Si torna al concetto di prima, nessuna delle due è identica a quella della stagione passata, non dobbiamo voltarci indietro altrimenti è finita. Per noi sarà un bel banco di prova».

Chi saranno le outsider del torneo?

«Tra le toscane mi piace il Montevarchi. I rossoblù hanno lavorato bene sul mercato costruendo un complesso adatto alle idee di Lelli. Il Seravezza è una bella squadra penso che sia in grado di ripetersi e dare fastidio alle grandi. Il Poggibonsi credo che possa fare meglio con acquisti effettuati ad hoc e con un tecnico navigato come Calderini. Le altre del Granducato partono con obiettivi meno ambiziosi, ma comunque pronte a dare battaglia».

E tra le squadre non toscane?

Attenzione alle due laziali Flaminia e Ostia Mare. Il roster della prima allenata da Nofri Onofri è di buon livello e il suo campo è tra i più ostici. La seconda di mister Minincleri ha immesso nel motore pregevoli giocatori e gioca sul sintetico. Possono giocare il ruolo di guastafeste. Tra le umbre la più attrezzata mi sembra il Foligno (dove c’è Schiaroli ndr, ) . Ma badate bene, non ci saranno partite facili, sarà complicato affrontare qualsiasi avversario. Dico di più: c’è da tenere le antenne ben dritte altrimenti si va incontro a grossi dispiaceri».l


 

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