Gioco
Il messaggio d’amore di Loschi alla Pielle. «Due anni super, sarei rimasto»
L’imperatore biancoblù: «Città meravigliosa, continueremo a vivere a Livorno. Non dimenticherò mai i nostri tifosi in piedi ad applaudirmi il giorno del ritorno»
LIVORNO. Due anni vissuti come se fossero venti. Tra alti e bassi, coi secondi dovuti al pesantissimo infortunio subìto al tendine d’Achille nel maggio 2023. Vissuti a pieno, amando la città e mantenendo un filo diretto con una tifoseria che lo accolse come una star nel momento del suo arrivo.
L’addio non è stato da meno. Lui, Federico Loschi, ha lasciato ai social il suo saluto alla PL, arrivato attraverso un lungo post usato per congedarsi dal biancoblù. In risposta gli è arrivato un fiume di commenti e ringraziamenti da parte di tutto il popolo piellino. «Ho voluto fare quel post per chiarire un attimo quella che è la situazione – esordisce l’Imperatore – . In questi mesi ho ricevuto centinaia di messaggi da parte della gente, quei tifosi che seguono la squadra ovunque e che anche d’estate hanno la PL nei loro primi pensieri. È stato un modo per rispondere a tutti».
In questa lettera ha scritto che sarebbe rimasto molto volentieri.
«Assolutamente. A Livorno sto benissimo e alle PL sarei rimasto firmando in bianco. È la prima volta in carriera in cui vorrei restare in un club e dall’altra parte non c’è la stessa idea, ma sono cose che fanno parte del gioco. Qui ho trovato una stabilità e so che avrei potuto dare di più. Sarò sempre grato alla PL per avermi tenuto da infortunato e avermi riportato in forma, mi aspettavo di poter dimostrare sul campo quello che non ero riuscito a fare in queste due stagioni. Però il progetto è stato diverso e ci sta».
È più il dispiacere per l’infortunio o comunque la soddisfazione di aver vissuto un’esperienza del genere?
«Gli infortuni fanno parte della carriera di un giocatore, certamente è stato devastante. Mi rimane aver giocato in una piazza calda come poche altre e, grazie anche all’età, averla vissuta a 360°. Livorno mi ha dato tanto a livello umano».
Ha sempre parlato dell’atmosfera unica che si vive a Livorno in termini di basket.
«È diversa da tutte le altre. Ogni giorno al bar o a fare la spesa incontravo sportivi che commentavano la partita del giorno prima o quella della domenica successiva. Piellini e libertassini. Sono legato alle persone e quello che più mi piace è che tante persone che ho conosciuto si sono avvicinate per la prima volta o riavvicinate dopo tanto tempo dopo avermi conosciuto».
Una città che l’ha talmente coinvolta da aver intenzione di restare a viverci.
«Sì, la mia famiglia sta benissimo qui. Il clima è perfetto, siamo vicini a tanti punti di interesse per me e per Giorgia (la compagna che sposerà la prossima estate, ndr) e per i bimbi. Abitare in una città di mare è un privilegio e ha tante soluzioni vicine per noi. Poi come detto ormai ci sentiamo a casa, abbiamo veramente tanti amici».
Un ricordo di questi due anni alla PL?
«A livello sportivo il passaggio a Lenti per la vittoria a Piombino. Mi girai e vidi duecento piellini impazziti alla balaustra. Fu un’emozione unica. E poi la scelta della società di spendere non pochi soldi per farmi giocare il derby di andata. Quando sono rientrato dopo nove mesi e la gente si è alzata in piedi ad applaudire il mio ritorno è momento che mi porterò dietro».
E nel suo futuro cosa c’è?
«Ancora di preciso non lo so. Per la prima volta in carriera da padre mi sono sentito di mettere davanti a tutto la mia famiglia e i miei figli. Devo trovare un progetto non distante da qui, ma che più che altro mi faccia sentire il fuoco dentro. Che mi convinca come fece la PL due estati fa».
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