Gioco
Estate di lavoro dietro le quinte: «Ora la Libertas è professionista»
Il gm Dino Seghetti «Dalla sera del 12 giugno sono stati due mesi molto importanti. La società è sostenibile economicamente. La scelta dei lunghi italiani sarà premiata»
LIVORNO. Una settimana e la neopromossa Libertas muoverà i primi passi all’interno del dorato pianeta della serie A2. Il raduno degli amaranto è fissato per lunedì 12. Sette giorni all’alba di una nuova avventura, ma quella che sta per passare non è stata una notte buia. Anzi: il contrario. Quello che ormai è agli sgoccioli è stato un periodo di gioia e fatica. Lo ha spiegato bene il General Manager Dino Seghetti.
Vacanze quasi finite. Come avete trascorso le ultime settimane?
«Vacanze? Ma no. La nostra è stata un’estate di grande lavoro e di impegno. Il raduno è fissato a due mesi esatti da gara-5 di Roseto. E in questo periodo così breve ci siamo adoperati per trasformare la Libertas da società di serie B a società di serie A2. Faccio qualche esempio: in pochi giorni abbiamo dovuto garantire la fideiussione da 100mila euro che figura tra i documenti necessari per l’iscrizione al campionato. Abbiamo dovuto fare un aggiornamento o – come si usa dire oggi – un’upgrade su tutti i fronti».
È soddisfatto?
«Sì, anche se non possiamo e non dobbiamo fermarci. Voglio ringraziare quanti hanno dedicato il loro tempo alla crescita della Libertas: siamo riusciti ad allestire la campagna abbonamenti che in appena quindici giorni hanno superato quota mille. Ci sono persone che si sono impegnate duramente lontano dai riflettori. Non dimentichiamoci che proveniamo dai playoff che prevedono partite ogni due giorni e quindi i frutti del lavoro sono visibili quasi in tempo reale. In estate non è così. Ecco. In questi due mesi abbiamo “professionalizzato” quella parte di lavoro che spesso resta dietro le quinte. Abbiamo inserito una figura come Andrea Luti che si occuperà – tra l’altro – degli eventi Libertas e il nuovo Team Manager Carlo Audino che ci darà una grande spinta. Le grandi società lavorano di più quando il Molten resta nella gabbia dei palloni. Adesso ci stiamo occupando del PalaMacchia, dell’area ospitalità. Intendiamo installare poltroncine a bordo campo. Inoltre, ringrazio la famiglia D’Alesio che ci ha supportato fattivamente».
In quale modo?
«Ci ha messo a disposizione due palestre: oltre alla Gemini, via Pera. Tra l’altro in questo ultimo impianto il 5 agosto (oggi, ndr) iniziano i lavori di sostituzione del parquet. In questo modo avremo la possibilità di concentrare l’attività societaria istituzionale e quella sportiva nella stessa struttura e vi assicuro che questo non accade in tutti i club. Anzi».
È possibile stabilire la differenza di budget tra A2 e B?
«È praticamente raddoppiato».
La Libertas è sostenibile?
«Stiamo lavorando per questo. Siamo sulla buona strada che ci condurrà alla completa sostenibilità. Siamo appena al 5 agosto e siamo soddisfatti».
Parliamo della squadra: Hooker sembra essere a un passo…
«Non mi sbilancio. È uno dei nomi valutati per riempire l’ultimo spot degli stranieri».
Di sicuro però ci sono Bansk e Filloy. Sotto canestro andrete a lottare con gli italiani…
«Banks e Filloy sono due ottimi giocatori. Sono due campioni che ci garantiscono talento, professionalità ed esperienza. Abbiamo poi sei giocatori italiani, di cui quattro debuttanti (Bargnesi, Tozzi, Allinei e Buca) che comunque hanno dimostrato di essere in possesso di tanto talento e personalità. Quanto all’area colorata, staff tecnico e società hanno valutato di giocare con i nostri lunghi italiani. Contiamo che sia una scelta vincente. In A2 c’è maggiore talento e quindi maggiore facilità di segnare. Il modo di giocare è diverso rispetto alla serie B. Penso che abbiamo lavorato bene».
Obiettivo?
«La salvezza. Senza dubbio la salvezza».
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