Il Tirreno

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Il talento di Edoardo Perugino, campione livornese che vola: «Con la bici dipingo acrobazie nel cielo»

di Rosanna Harper
Il talento di Edoardo Perugino, campione livornese che vola: «Con la bici dipingo acrobazie nel cielo»

Il 18enne tra salti e adrenalina sulla mountain bike: è un asso dello slopstyle «Adoro le discipline estreme, con la bici mi esprimo: ora sono il numero 59 al mondo»

07 luglio 2024
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LIVORNO. Intraprendenza, passione, tenacia e tanto coraggio. È grazie alla combinazione di questi ingredienti fondamentali che Edoardo Perugino, livornese, 18 anni, classe 2006, sfida il brivido degli sport estremi. Studente al quinto anno, indirizzo grafico, è un appassionato di slopstyle, disciplina estrema della mountain bike che consiste nel fare evoluzioni (trick) in discesa, con un determinato numero di salti. È il numero 59 al mondo.

«Ho cominciato – Perugino si racconta – con lo slopstyle quando ero molto giovane. Una volta, vedendo un video su Instagram di un ragazzo che faceva i salti in bicicletta, sono rimasto impressionato e, da quel momento, mi sono appassionato di questa disciplina e, quindi, ho comprato la mia prima Bmx».

Edoardo, nonostante sia molto giovane, è sempre rimasto affascinato dagli sport adrenalinici: prima dello slopstyle ha praticato motocross, enduro con la mountain bike. «Ho iniziato a praticare lo slopstyle – aggiunge – perché amo spingermi oltre i miei limiti, inoltre sono un grande appassionato della natura. La bicicletta, per me, è sempre stata un mezzo di espressione, proprio come un pittore che usa il pennello per dipingere».

Il punteggio dello slopstyle, in una gara di tale disciplina, viene dato in base alla complessità del trick, della sua ampiezza, ovvero sulla base di quanto si arriva in alto. Il punteggio viene calcolato anche sulla base della pulizia, cioè il grado di perfezione dell’esecuzione del trick.

Viene considerata, per il punteggio, anche la creatività e la complessità delle evoluzioni. Il punteggio permette di totalizzare da 0 a 100 punti, proprio sulla base di questi fattori. «All’età di 11 anni – va avanti con entusiasmo – ho iniziato a praticare questo sport, sapendo già ciò che avrei voluto fare: trasformare quello che mi rende felice nella mia professione».

E oggi? La sua città la porta nel cuore ma le ambizioni lo hanno portato altrove. Dove si è creata l’opportunità. «Ad oggi, sto facendo tutto il possibile affinché questo accada. Lo slopstyle non è un semplice sport, per me è uno stile di vita. Grazie a questo sport ho fatto molti viaggi in giro per Europa, facendo grandi esperienze di vita». Perugino pratica lo slopstyle in giro per l’Europa, e grazie a questa grande passione ha fatto tappa in Norvegia e, più recentemente in Svizzera. A Livorno, invece, segue la sua attitudine da solo, visto che, spiega, lo slopstyle non è molto conosciuto. «La nazionale di ginnastica artistica italiana – continua l’atleta – segue la mia preparazione, insieme a uno dei migliori osteopati d’Italia, Francisco Vanzi Consiglieri, permettendomi di restare preciso e coordinato nelle mie evoluzioni, consentendomi di mantenere corpo e mente all’apice della perfezione». Nelle sue passioni, una di queste è il surf, è appoggiato dalla sua famiglia, che lo sostiene e che crede molto in ciò che fa.

Perugino è seguito parecchio anche sulla sua pagina Instagram che è dedicata allo slopstyle e alle sue evoluzioni. Da circa 3 mesi, il 18enne livornese si è trasferito a Varese, ospite di un grande professionista di questo sport, Diego Caverzasi, 30 anni. «A novembre dello scorso anno – va avanti – mi è arrivata la proposta da parte di Diego di trasferirmi a Varese: vivo qui con altri due sportivi della mia stessa disciplina, Jacopo Faracci di Roma e Alessandro Gerna di Como. Qui ci alleniamo, ci prepariamo alle gare, abbiamo anche un mental coach che ci segue, Amedeo Bardellotto».

Da Livorno a Varese per scalare la vetta mondiale. «A Varese mi trovo molto bene e i ragazzi che si preparano con me fanno parte del mio stesso team: Diego è un atleta mondiale che, a fine carriera, ha deciso di trasferire tutte le sue conoscenze a noi tre. Al momento abbiamo già preso parte a qualche gara, e stiamo scalando le classifiche».

E nel suo futuro Perugino vede grande traguardi. «Mi piacerebbe – svela – arrivare nella top ten dei riders mondiali, una scalata che mi permetterebbe di partecipare alle gare di livello diamante, arrivando così finalmente al più prestigioso evento della Mounain bike freestyle, il redbull joyride». Ma i sogni e la voglia di andare – di volare con la due ruote – sempre più in alto sono tanti. «Spero che questa mia passione si trasformi in una professione, spero di trovare sponsor che mi appoggino e continuare a viaggiare in giro per il mondo».

Le gare di questa disciplina si tengono principalmente in Svizzera e, comunque, si tengono in tutta Europa.

«Adesso sono al 59esimo posto nel mondo. Per ora non credo di tornare a Livorno, per ora resto a Varese e coltivo i miei obiettivi con la voglia di scalare la classifica mondiale e di partecipare alle gare più prestigiose».


 

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