Gioco
Il Livorno vuole i campi del Picchi per creare il centro sportivo amaranto. Ecco i nodi della trattativa
La struttura all’asta il 16 luglio per 1,2 milioni, ma l’idea è quella di subentrare a Peiani e affiancare i vecchi soci. Esciua pronto a investire, ma vorrebbe dal Comune una concessione più lunga
LIVORNO. I campi del Picchi di partite ne hanno viste a migliaia, ma quella che si sta giocando in questi giorni è di gran lunga la più importate, tanto da smuovere i big del nostro calcio e la politica. In ballo, infatti, c’è il futuro di una delle società che hanno fatto la storia della Livorno del pallone, fucina non solo di campioni, e soprattutto quella del centro sportivo di Banditella, struttura unica nel suo genere, costruita nel 1999, e oggi all’asta per 1,2 milioni di euro completa di due campi da calcio, uno in sintetico e uno in erba (omologato per la serie “D”), tre campi da calcetto, tre gabbioni, una tribuna, spogliatoi e servizi igienici, uffici, bar, locali tecnici ed una foresteria in fase di costruzione. Proprio per via della vendita giudiziale fissata da mesi in molti hanno messo gli occhi sul bene.
Chi gioca la partita
Addirittura si è parlato perfino di Max Allegri, ma sull’interessamento dell’ex allenatore della Juventus non arrivano conferme. Al contrario in pole per rilevare il centro sportivo e anche la matricola del Picchi c’è l’Us Livorno calcio. Alla base dell’interessamento della società la necessità di investire in strutture, visto che gli amaranto ne sono privi. E ovviamente il centro sportivo di Banditella sarebbe perfetto: è a Livorno, è già funzionante e ha margini di ampliamento e miglioramento. L’alternativa infatti, è costruirlo altrove in chissà in quanto tempo, oppure far allenare le proprie squadre altrove. Ecco perché il presidente Esciua e i suoi collaboratori stanno lavorando per chiudere l’operazione.
La situazione oggi
Ad oggi il ramo d’azienda che gestisce il centro sportivo è nelle mani - tramite un contratto di affitto con l’Armando Picchi Calcio srl che ha la concessione dal Comun e i debiti con le banche - dell’imprenditore Mirco Peiani attraverso l’A. Picchi, società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata. Proprio Peiani nei giorni scorsi ha perfezionato l’acquisto del Portuale Calcio e in molti hanno visto questo affare come un segnale per una possibile uscita dal Picchi. Ma al contrario, per adesso, questo non è avvenuto. Il piano amaranto Il piano di Esciua si dovrebbe compiere in tre mosse. La prima è aspettare che Peiani rinunci all’affitto e rescinda il contratto con i vecchi proprietari del Picchi. A quel punto, al posto del padre di Uappala, subentrerebbe la società amaranto, pronta ad accollarsi davanti al Tribunale i debiti con le banche riportando la barca dei conti in pari in cambio della concessione dei campi, che a oggi, terminerebbe il 17 luglio del 2045. Sia chiaro, la mossa di Esciua è duplice, avendo un centro sportivo, il valore del Livorno aumenterebbe e di molto. Poi a livello sportivo l’idea sarebbe quella di lasciare il nome Picchi per la scuola calcio mentre le squadre giovanili scenderebbero in campo con il simbolo dell’Us.
L’inghippo
Ma i problemi sono due. Il primo riguarda i tempi: la fase uno e due deve concludersi prima dell’asta del 16. Quindi mancano appena dieci giorni e basterebbe un nonnulla per far saltare tutto. A questo va aggiunto un altro elemento (fase tre): Esciua avrebbe chiesto al Comune di avere i terreni sui quali è costruito il centro sportivo. E a questa richiesta l’amministrazione avrebbe risposto picche rilanciando sulla falsa riga del partenariato pubblico privato usata per il PalaModì e l’ippodromo. La partita, insomma, è ancora tutta da giocare. Speriamo per il Picchi e per tutti quei ragazzini che ci hanno giocato e ci giocano che finisca con la vittoria del buon senso.
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