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Andrea Masini, la prima volta del fotografo amaranto alle Olimpiadi. «Emozionato e carico, è il mio sogno»

Andrea Masini, la prima volta del fotografo amaranto alle Olimpiadi. «Emozionato e carico, è il mio sogno»

Sarà in prima fila per regalare gli scatti più belli dei Giochi 2024: «Dopo 8 campionati Mondiali e 15 campionati Europei di nuoto, riuscirò a mettermi al collo l’accredito più pesante»

06 luglio 2024
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LIVORNO. Non importa sotto quale veste, l’Olimpiade è l’Olimpiade. Il più grande evento sportivo su scala globale a cui ogni atleta, tecnico o addetto ai lavori sogna di partecipare fin da bambino. Sogno che, oltre al veterano Augusto Bizzi, realizzerà pure Andrea Masini, foto-giornalista livornese, del 1987, che tra 20 giorni esatti vivrà la sua prima avventura a 5 cinque cerchi.

«Dopo 8 campionati Mondiali e 15 campionati Europei di nuoto, riuscirò a mettermi al collo l’accredito più pesante - ha commentato -, e di questo devo ringraziare un bel po’ di persone: dalla mia famiglia, con in cima il mio babbo Riccardo Masini, ai miei capi e mentori Giorgio Scala e Andrea Staccioli fino al presidente e all’equipè del Comitato Olimpico di San Marino che, per Parigi 2024, mi ha assegnato questo prestigioso incarico. Devo essere sincero, non so cosa aspettarmi. Sono emozionatissimo, carico, ma essendo la mia prima volta ci saranno ante cose e aspetti da scoprire».

Tutto nacque al campionato Europeo di Chartres, nel 2012: «Il cerchio si è aperto in Francia e si chiude, o meglio si amplia, in Francia. Doveva andare così. C’è da dire che da quell’evento di strada ne ho fatta. Grazie alla fiducia riposta in me dall’agenzia, che è fornitore ufficiale della Federazione Italiana Nuoto, ho girato il mondo maturando esperienze incredibili, professionali ma soprattutto umane. L’Olimpiade di Parigi vorrei fosse un punto di partenza e non uno di arrivo…».

Per Andrea Masini, all’ombra della Torre Eiffel, non ci saranno soltanto le discipline acquatiche, ma anche atletica, lotta libera, tiro al piattello e tiro con l’arco: «L’arco inizierà il 25 luglio, il giorno prima della cerimonia d’apertura, quindi dovrò farmi trovare pronto da subito. La location sarà pazzesca, nei giardini Invalides attigui al palazzo che ospita la tomba di Napoleone. Come incredibile sarà la cerimonia d’apertura, per la prima volta nella storia all’esterno di uno stadio olimpico e organizzata lungo la Senna con l’arrivo dei battelli fissato in un anfiteatro allestito al Trocadero, ovvero ai piedi della Torre Eiffel».

Il nuoto, il primo amore fotografico di Masini, tuttavia non mancherà: «Nei giorni in cui gli atleti sanmarinesi non gareggeranno sarò a disposizione dell’agenzia e di conseguenza della Federazione Italiana Nuoto; scatterò il nuoto in corsia e la pallanuoto, vedremo il nuoto artistico e il nuoto in Acque Libere. Un sogno dentro al sogno? Per me che sono un grandissimo appassionato, la finale di basket. Andrà in scena il 10 agosto alle 21:30, ma non dovrà coincidere con altri impegni e incarichi».

Tredici anni di gavetta nel mondo del nuoto ad alto livello, milioni di momenti congelati e la curiosità di far sempre un passo in avanti: «La foto migliore è sempre quella che verrà. Tuttavia in archivio ce ne sono molte alle quali tengo in maniera particolare, per esempio una fotografia di Sara Franceschi ai Mondiali di Doha, ai blocchi di partenza della finale dei 400 misti dove poi fu bronzo con tanto di acquisizione del tempo limite per le Olimpiadi. Sara, come del resto suo padre Stefano, sono altre due figure importantissime all'interno del mio percorso e con le quali vorrò scattare una foto ricordo a Parigi».

Insomma, 20 giorni e ci siamo: «L’Olimpiade richiede pure un enorme sforzo fisico per spostarsi da una parte all’altra della città e per questo sto effettuando un po’ di allenamenti specifici. Ritroverò, dopo l’esperienza a Baku nel 2015, Augusto Bizzi - il numero 1 della scherma in campo internazionale - e sa già che lo tempesterò di domande per ricevere preziosi consigli. Condividerò la postazione con i migliori fotografi del mondo, fuoriclasse assoluti. Ruberò qualcosa a tutti e ci metterò del mio».
 

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