Gioco
La Libertas e il rebus palasport per la serie A2: «Ma giocheremo in via Allende»
Servono canestri e tabelloni luminosi nuovi. Salvetti: «Ci saranno» La capienza torna a 2.470. Consigli: «Chi vuole la certezza del posto si abboni»
Livorno 88 giorni all’inizio del campionato di A2. La Libertas è concentrata su più fronti per (ri) presentarsi tra i grandi del basket con una veste all’altezza del suo blasone. Una delle questioni da risolvere è quella del campo di gioco. Anche il PalaMacchia infatti è a digiuno di pallacanestro che conta da tanto tempo, vent’anni per la precisione, da quando nel marzo 2004 fu inaugurato il Modigliani Forum e la serie A, allora giocata dal Don Bosco/Basket Livorno, si trasferì a Porta a Terra.
Negli ultimi giorni, sia la dirigenza che i tifosi si sono interrogati su quale fosse l’impianto migliore in cui disputare il campionato, ma alla resa dei conti la strada scelta è quella di restare in via Allende. E così domani da via Pera partirà un incartamento verso la Federbasket in cui si indicherà il PalaMacchia come impianto principale di gioco, mentre il Forum sarà indicato come campo di riserva.
«Potremo andare al Modigliani nel caso non sia disponibile via Allende oppure chiedere di giocare lì di volta in volta pagando», dice il presidente Roberto Consigli.
L’omologazione
La domanda principale è questa: il PalaMacchia è idoneo per ospitare il secondo campionato nazionale? La risposta sta in un pamphlet della Fip intitolato “manuale per l’A2”, 25 pagine con una sezione dedicata all’impianto di gioco.
In questo momento sono diverse le mancanze del palace ardenzino rispetto a quanto richiesto dalla Federazione, ma tutte sanabili.
La principale riguarda i canestri, che andranno cambiati. Il regolamento dice infatti che “i basamenti a terra destinati al sostegno dei canestri, devono essere collocati a distanza non inferiore a metri 2 dal margine esterno della riga di fondo campo del rettangolo di gioco”. Quelli di via Allende si trovano invece a un metro e 90 centimetri.
In questo senso il sindaco Luca Salvetti ieri ha garantito che il Comune provvederà a risolvere il problema. «Sfido a trovare qualcuno che dica che non si può giocare per 10 centimetri – ha detto il sindaco al Tirreno –. Ad ogni modo avevamo messo in conto di acquistarli e lo faremo. Dico di più: i ferri nuovi li volevamo mettere già a maggio quando abbiamo messo i tabelloni dei 24 secondi, ma le società ci hanno detto che era meglio di no, perché c’erano i playoff e le squadre erano abituate a quelli. Magari, per la PL era meglio se si cambiavano...».
L’altra questione da risolvere obbligatoriamente è legata ai due tabelloni luminosi dei punti sopra le curve: per l’A2 è necessario che oltre ai punti e al cronometro, siano indicati i numeri e i falli dei giocatori e i nomi delle squadre. I tabelloni del PalaMacchia risalgono a fine anni Novanta e ormai segnano solo punteggio, tempo e falli di squadra. Anche qui Salvetti prende un impegno chiaro: «Ho parlato col dirigente Montagnani e mi ha confermato che ci sono i fondi per acquistarli. Lo faremo».
Le due questioni andranno risolte entro il 29 settembre, prima giornata di campionato.
Ci sarà poi da trovare una stanza dedicata all’antidoping, ma per quello basterà riservare uno spogliatoio tra i quattro del PalaMacchia. Come servirà un tavolo da 8 posti per gli ufficiali di campo.
Le raccomandazioni
C’è poi il tema della sala stampa e dell’area hospitality. Vent’anni fa la prima era allestita in uno degli spogliatoi, mentre la seconda nelle stanzine dove ora sono gli uffici del Don Bosco. L’unica soluzione è crearla all’esterno, ma in una zona che non sia problematica per il deflusso degli spettatori. «Sono questioni di cui stiamo discutendo», afferma il presidente Consigli. Si ipotizza una tensostruttura sui pratini a fianco al camposcuola, i cui costi sarebbero a carico della società (o delle società, se ci fosse un accordo con la PL).
«Se ci chiedono il permesso per una tensostruttura come fece il Livorno Calcio fuori da piazzale Montello, gli possiamo dare l’ok col consenso del gestore che credo sia disponibile», afferma Salvetti.
Anche la questione marketing non è secondaria ma a quanto pare non vincolante: sicuramente è fondamentale per dare ossigeno alla società, dunque in questo momento riscuote grande attenzione.
«L’A2 è seguita dalla Rai, sono previsti 48 metri lineari di led mentre ora sono 26», spiega Consigli. Dunque le pubblicità luminose andranno posizionate anche sul lato tribuna mare, ma lungo tutto il perimetro fuoriescono gli sfiati degli impianti di aerazione. Tra l’altro i led dovrebbero stare a due metri dal campo e quello spazio è disponibile solo nei quattro angoli del palazzo, che non sono sufficienti per arrivare a 48 metri. «Ci stiamo lavorando con l’ingegner Marco Bernini e in sinergia col Don Bosco – dice Consigli -, poi dovremo accordarci con la PL».
La capienza
E poi c’è il tema capienza. Intanto va chiarita una cosa: la deroga a 2.800 posti era stata concessa per i playoff, dunque dal 9 giugno il palasport è tornato a 2.470 posti disponibili. Qui c’è il primo intoppo, che però dovrebbe essere solo burocratico e facilmente risolvibile: «La certificazione di sicurezza e abilità dell’impianto rilasciata dalla commissione sicurezza è stata stabilita non in maniera indeterminata, ma a scadenza, fino al 31 dicembre 2024 – racconta Consigli -. Abbiamo chiesto che la scadenza sia aggiornata all’annata sportiva 2024-2025. Dovrebbe essere una modifica semplice».
Resta il tema dei 2.470, di cui 2.300 sulle tribune e 170 sul parquet. Basteranno ad accogliere la fame di basket della città e il popolo libertassino? Se la campagna abbonamenti – che sarà lanciata stasera alle 18 insieme alla presentazione di Filloy alla banca di Castgneto – dovesse avere successo e arrivare a duemila tessere come auspicato dal presidente amaranto, resterebbero pochi posti disponibili, considerando che 247 biglietti (il 10%) spetteranno ai tifosi ospiti.
«Cercheremo, dopo l’omologazione, di chiedere alla commissione sicurezza di poter riavere i 2800 posti dei playoff – dice Consigli -, ma va ricordato che fu data un’autorizzazione pro tempore. C’era un progetto per la distribuzione delle persone nel palazzo e per un deflusso regolare, che andrà riproposto. Di sicuro chi vuol essere certo di trovare posto è bene che si abboni». l
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